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Lacrime e memoria. Alla Rotonda la fiaccolata per le vittime dell’alluvione

Alla Rotonda di Ardenza, nella serata di mercoledì 9 settembre, centinaia di candele si sono rivolte al cielo per ricordare tutte le vittime e le famiglie colpite da quello che è stato l'evento più grave della storia recente di Livorno

Giovedì 10 Settembre 2020 — 08:40

di Filippo Ciapini

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Momento toccante e di grande commozione per la fiaccolata in memoria delle vittime dell'alluvione andata in scena la sera di mercoledì 9 settembre alla Rotonda d'Ardenza. Le tre parole chiave del sindaco Salvetti: "Memoria, impegno, futuro"

Livorno non dimentica. Non può e non deve dimenticare. Tre anni. Possono essere una vita ma, come in questi casi, basta chiudere gli occhi e il ricordo ci porta a quel fango del 9 e 10 settembre 2017. Che si attacca addosso. E non va via con una semplice doccia. Rimane, rimane dentro. E fa male. Ma dal fango ci si rialza. E Livorno lo ha dimostrato. Lo dimostrò subito con i bimbi motosi, con la solidarietà, con quei secchi di mota che venivano spalati, portati via, rimossi. Come a dire mai più.
Momento toccante e di grande commozione per la fiaccolata “statica” (in pieno rispetto delle norme anti-Covid) in memoria delle vittime dell’alluvione. Alla Rotonda di Ardenza, nella serata di mercoledì 9 settembre, centinaia di candele si sono rivolte al cielo per ricordare tutte le vittime e le famiglie colpite da quello che è stato l’evento più grave della storia recente di Livorno.
Visibilmente commosso il sindaco Luca Salvetti che ha voluto sottolineare quanto sia difficile trovare parole nuove. “La città di Livorno ha la volontà di ricordare questo tragico giorno, questo ricordo sarà una spinta significativa per il futuro – ha detto il primo cittadino con la voce strozzata per l’emozione – Tre parole. Memoria, Impegno, Futuro. Memoria per ricordare l’evento più grave della storia recente di Livorno, tutti noi ci ricordiamo cosa facevamo quella terribile notte. Impegno quello sul fronte dei lavori di messa in sicurezza del territorio, sono stati tanti e non sono ancora finiti, al momento il territorio attuale è sicuramente più sicuro di quella notte. Il futuro riserva per noi un territorio più curato, che deve essere un bene prezioso tanto pregiato quanto fragile, deve essere un punto di riferimento. Un domani vorrei prendere l’impegno, all’interno del quartier generale della protezione civile, di creare una sezione per raccontare il dolore di queste famiglie”.
Alla cerimonia erano presenti, a distanza di sicurezza secondo le linee guida dell’ultimo decreto ministeriale, tra gli altri, tutto il mondo delle associazioni di volontariato, i rappresentanti delle istituzioni, i consiglieri comunali ed i rappresentanti della vita politica cittadina e regionale.

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