Lo storico marchio Bibite Corallo torna sul mercato
I proventi delle vendite saranno destinati alla riqualificazione delle Terme del Corallo. Al fianco del progetto, che racchiude eleganza e memoria, Associazione Enoturistica, Associazione Terme del Corallo Odv, Confesercenti e il “Club Corallo” dei locali
Eleganza, memoria e spirito di comunità si sono dati appuntamento nella Sala della Mescita delle Terme del Corallo per la presentazione ufficiale del ritorno del marchio “Bibite Corallo” (clicca qui per consultare l’elenco dei rivenditori). Nei primi decenni del Novecento queste bevande rappresentavano un’eccellenza locale e un simbolo di stile indissolubilmente legato allo stabilimento termale. Oggi il brand rinasce attraverso un’iniziativa no profit: i proventi delle vendite saranno destinati alla riqualificazione del complesso termale, in piena sinergia con l’Amministrazione comunale. Il progetto vede in prima fila l’Associazione Enoturistica, l’Associazione Terme del Corallo Odv e Confesercenti Provinciale Livorno, affiancate dal “Club Corallo”, una rete di locali cittadini che hanno subito sposato la causa. Un percorso che affonda le radici nella grande storia livornese, come ha ricordato Silvia Menicagli, presidente dell’Associazione Terme del Corallo. “Lo stabilimento nacque nel 1904 – spiega – come momento di eleganza, cura e scienza. Con l’acqua Corallo, la più leggera e gassata, nei primi anni ’30 la società iniziò a produrre succhi e bibite con standard igienici avanzatissimi. Dopo attacchi denigratori e passaggi di proprietà, gli industriali Chayes impressero una svolta produttiva: nacquero così l’aranciata e il limoncino Corallo, promossi con una pubblicità moderna visibile persino alla Coppa Montenero vinta da Tazio Nuvolari”. Oltre al valore storico, l’operazione guarda al rilancio economico e sociale del territorio. Alessandro Ciapini, direttore di Confesercenti ha sottolineato il valore economico e sociale dell’iniziativa: “Questo progetto – afferma – si ispira all’identità cittadina e alla qualità. I dati ci dicono che negli ultimi cinque anni a Livorno hanno chiuso 430 attività commerciali. Gli operatori non possono fare magie per risolvere la crisi, ma possono puntare su una cosa: la qualità e l’innovazione quotidiana. Sostenere un prodotto che racconta la nostra storia era per noi un dovere per noi”. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito dedicato.
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