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Michele è nudo “Come una statua” nella jungla urbana con gli scatti di Dario

Dario Marzi e Michele Silvestri hanno dato vita ad un photo-project che comprende undici fotografie in bianco e nero di nudo artistico e plastico inserito in contesti urbani o naturalistici della città di Livorno

Sabato 28 Novembre 2020 — 07:00

di Giacomo Niccolini

Mediagallery

Le immagini possono essere acquistate in formato di tele tramite il sito che i due fotografi hanno creato ad hoc. Il ricavato verrà interamente devoluto all'Associazione Cure Palliative di Livorno

Perdersi nella città fatta di cemento, spersonalizzarsi tra firme ed abiti di marca, non  riconoscere più gli obiettivi, non trovare i ganci per scalare la personale parete di roccia che ti divide dal tuo profondo te stesso. E’ questo quello che spesso hanno provato Dario Marzi e Michele Silvestri guardandosi in faccia con le loro macchine fotografiche e fermandosi a riflettere… su come far riflettere. Ed ecco che un modo naturale, il più naturale possibile, è stato quello di spogliarsi degli abiti, dei tabù, dei pregiudizi e immergersi, come un tuffo a candela per andare in fondo, come una siuski di cui godere degli schizzi fatti, in mezzo alla città fatta di monumenti e strade e alla natura isolata che abbraccia Livorno da lontano e la circonda con i suoi occhi attenti.
Proprio come quelli dei due fotoreporter di professione e amici da sempre che hanno deciso di dar vita al progetto “Come una statua”.
Un photo-project iniziato a novembre del 2019, in epoca pre-covid, davanti all’idea di poter risaltare al meglio la fisicità di Michele, atleta internazionale di parkour, istruttore di arti marziali nonché stuntman e “ninja” di professione quando non si mette dietro ad un obiettivo, grazie ad undici scatti in bianco e nero effettuati da Dario Marzi e post-prodotti in tandem.
“Il tutto è iniziato pensando insieme a qualcosa da fare per raccontare l’esigenza di espressione libera e naturale in maniera differente, con occhi completamente nuovi rispetto a quanto già visto. E’ quindi venuto spontaneo sfruttare la fisicità di Michele che cura il suo corpo come atleta internazionale di parkour per questo progetto. Abbiamo scelto il bianco e nero affinché risaltasse al massimo il contrasto e il chiaroscuro espresso dalla tensione dei muscoli in ogni suo singolo gesto. Così abbiamo scelto delle location che ci sembravano ottimali e funzionali al racconto fotografico e, agendo quasi sempre di notte o all’alba, in orari deserti o in posti isolati in cui non potevamo disturbare nessuno e potevamo più che altro far spogliare Michele interamente per fargli compiere le sue pose. Abbiamo prodotto undici fotografie che, quando questa pandemia ci darà fiato, potremmo anche allestire una mostra. Perché no. E una cosa è certa, Come una statua proseguirà anche fuori dai confini della nostra città. Livorno è stata la tappa zero di questo progetto, la più naturale considerando che qui viviamo e lavoriamo come fotografi ma ci piacerebbe poter portare il progetto in altri contesti urbani”.
Un altro progetto nel progetto è quello che accarezza la parte solidale e di beneficenza che il tandem di amici-fotoreporter hanno in mente. “Abbiamo creato un sito – spiega Michele Silvestri – a cui è possibile accedere con un semplice clic (clicca qui per scoprirlo e navigarlo) in cui sarà possibile scegliere la foto che più piace. Noi penseremo a stamparla e a recapitarla all’interessato. L’intero ricavato andrà in beneficenza all’Associazione Cure Palliative di Livorno. E’ un modo per essere vicini alle realtà al servizio delle persone del nostro territorio”.
Michele poi torna sull’unicità del gesto tecnico-fotografico. “Non è stato per niente facile cogliere questi istanti, questi attimi in cui i muscoli erano comunque in tensione per lo sforzo atletico. Questa unicità che sottolinea la bellezza di un corpo nudo maschile. Un’idea che vuole sfidare e rompere un po’ tutti i tabù al riguardo. Quando si pensa ad un nudo la nostra mente va inevitabilmente al corpo di una donna. Il nudo maschile spesso è considerato di serie B, in realtà ha tanto da dire se utilizzato, appunto, come una statua in movimento in contesti urbani o naturali”,
Tra le location scelte e inserite in questo progetto il monumento dei Quattro Mori, il sottopassaggio di Salviano, alcuni capannoni industriali a Stagno, la scogliera di Calafuria e il mausoleo di Ciano a Montenero: in tutto undici fotografie che compongono questo Come una statua“.

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