Cerca nel quotidiano:


Moby, deturpato (ancora) il monumento

Mercoledì 9 Novembre 2016 — 16:42

Mediagallery

Era il 18 aprile quando il monumento in memoria delle vittime del Moby Prince posto nella Fortezza Nuova venne imbrattato (clicca qui). Ora a distanza di sette messi è successo nuovamente come si può vedere dalle foto (Lanari). Alcuni vandali lo hanno deturpato con un chiodo (incidendo alcune scritte) e una bomboletta spray.

Riproduzione riservata ©

36 commenti

 
  1. # adriano

    mi spiace che sia stato deturpato, ma non mi piace come monumento… e pensare che in italia abbiamo dato i natali a Michelangelo, Leonardo, Cellini, ecc ecc e poi si vede queste cose…..

    1. # celentano

      Questi, se gli capita l’occasione, scrivono anche su Michelangelo, Leonardo, Cellini . . . . . . .

    2. # viva fidel

      Abbiamo dato i natali anche a questi

  2. # Enrico

    Con la scusa dell’arte moderna (???) si fanno cose di questo tipo……Rimane il fatto che siamo pieni di gente scema più che di vandali.

    1. # Rina Maland

      Purtroppo se non ci scrivono a caratteri cubitali “questa è un’ opera d’ arte” la gente comune lo scambia per un grande cassone metallico abbandonato e mezzo arrugginito. Mi immagino la multa che mi avrebbero fatto se avessi lasciato un oggetto di questo tipo in prossimità dei cassonetti!

      1. # matrix

        quindi se ritengo il colore del tuo condominio o abitazione “brutto”, ho la facoltà di scriverci sopra?

  3. # mario cioni

    Viene offesa la memoria di 140 morti, Viene offesa l’opera donata alla città e i miei beceri concittadini cosa fanno, invece di condannare il vandalo, criticano il l’opera! Le ragioni?…. Semplice, sono incapaci di apprezzare tutto ciò che non somiglia ad un quadro di Natali, e trovano ganzo criticare pensando di passate da intenditori

    1. # matrix

      …………altrimenti i figlioli non sarebbero venuti cosi.Non mi piace quindi se lo vandalizzo voglio anche 2 euro di resto

    2. # Ilaria

      Livornesi tornate tutti a scuola….Non si deturpa niente nemmeno se fosse la cosa più brutta della terra tantomeno qualcosa che è stato donato per la memoria di una strage come quella della Moby Prince. A questi che l’hanno deturpata andrebbe data qualche settimana o mese di lavori forzati a pulire i cessi!

  4. # ettoro

    Penso che le vittime del moby si meritino altro. Al di la’ del gesto, ci sta che non sapessero nemmeno cosa fosse quell’oggetto. Meglio la A dell’attias.

    1. # PIRATA

      Io livornese ho saputo cosa fosse leggendolo su quilivorno.it. Più che un’opera sembra una cosa abbandonata li senza una targhetta…mi dispiace dirlo ma non si può vedere….sarebbe stato meglio dedicarli la Madonna all’ingresso del porto.

      1. # ettoro

        No, quella no. 70 mila euro buttati via .Simone ha colto nel segno !

  5. # pippo

    A parte il monumento che può piacere o meno, il problema
    sono gli imbratta muri, quanta ignoranza e mancanza di rispetto in questi ragazzi. Colpa dei genitori in primis poi la scuola!!!

  6. # Orso

    Per ciò’ che significa mi dispiace,che quella cosa sia un’opera d’arte però’ mi lascia perplesso …

    1. # mah...

      Che ti lasci perplesso posso anche capirlo. Ma l’opera d’arte – in quanto tale – va al di la del semplice aspetto materiale. Recentemente uno dei “tagli” di Lucio Fontana “Concetto spaziale. Attesa” (stimata tra i 3,5 e i 5,5 milioni di sterline, è stata aggiudicata nell’asta “Post-War and Contemporary Art” a 6.740.500 sterline, pari a 9.018.789 euro). Se non sai di cosa si tratta o quali sono le opere di Fontana, googola pure e scoprirai che probabilmente anche per quelle avresti lo stesso lapidario giudizio.

      1. # orso

        So di cosa si tratta, so anche cosa c’e’ dentro i barattoli di
        Manzoni se e’ per questo.Ed anche senza goggolare ritengo questi aspetti dell’arte contemporanea un’enorme presa per il …naso,diciamo cosi’.

  7. # giancarlo

    Il vandalismo a Livorno è normalità ,; nessuno si indigna e le autorità lo tollerano . Vorrei che una volta individuato il responsabile si procedesse a imbrattare i muri della sua abitazione , specialmente se fosse un condominio per vedere i coinquilini venuti a conoscenza della causa come si comporterebbero !!!!

  8. # Cittadina

    Sarebe stato opporturo apporre una targa con la dedica a tutte quelle povere vittime.
    Il monumento è anonimo e davvero bruttino ciò non giustifica il gesto che questi “scrittori” vadano a scriveri sui muri di casa propria.

  9. # Benny

    Chiamare un cubo di rottame Opera d’arte è un parolone…comunque una telecamera potrebbe servire per rintracciare questi vandali.

  10. # zubizzarreta

    si chiama ignoranza, cioè agire senza sapere che si sta facendo. questo fanno i ragazzi. non ci vogliono le telecamere, ci vogliono le scuole che funzionano, i genitori che invece di guardà xfactor/amici o andà all’aperitivi e fa i giovani insegnino ai figlioli (oltre a regalanni i cellulari) che le cose hanno un valore e non un prezzo.
    ma è troppo complicato, quindi per evitare di fare la vostra parte nella società volete le telecamere.
    non servono a niente.

  11. # marco

    Ve ne rendete conto che siamo su internet e ci leggono da tutto il mondo?

    Se io fossi, mettiamo, in Canada, e leggessi l’articolo di cui sopra penserei:

    ” L’hanno danneggiato proprio in modo irreparabile, guarda quanti bozzi c’hanno fatto!”

  12. # Olmo

    L’unica cosa che è stata deturpata è la memoria delle vittime definendo monumento quel parallelepipedo di lamiere rugginose e se l’arte è in quei bozzi fatti con un maglio vuol dire che l’arte è finita. Smontatelo e fatelo uno più dignitoso alla Bellana come doveva accadere.
    In ogni altro posto hanno eretto sacrari e mausolei per ricordare tragedie di questo tipo e noi livornesi abbiamo offerto ai nostri morti una cosa oltraggiosa alla loro memoria.

    1. # mah...

      Nel Museo dell’Olocausto, uno degli elementi più “celebrativi” ed emozionanti, considerato un monumento al ricordo delle vittime, è una parte del cancello d’ingresso con la famosa scritta “Arbeit macht frei”. La sua funzione è quella di provocare emozione, non di essere bella o brutta. Essere considerata “arte” o, semplicemente, “ferraglia” (è, di fatto, un pezzo di cancello, niente più, niente meno). Con questo non sto difendendo il cubo, sto solo affermando che non si può giudicare un opera solo dall’aspetto fisico o solo perchè la si riconosce come “opera d’arte” (che poi, cosa vuol dire… se fosse un problema di “forma”, allora qualsiasi copia cinese in resina del David di Donatello la si dovrebbe considerare opera d’arte). L’opera d’arte è ciò che riesce ad emozionare. Forse questo Cubo non è “immediato”. Una targa che spiega il perchè di quella forma, il perchè è realizzato proprio in lamiera ossidata ed il perchè dei “bozzi” dall’interno verso l’esterno, a me non serve per comprenderlo, ma a molti che non conoscono la storia del Moby Prince o il fatto che quell’opera sia dedicata al tragico evento, potrebbe aiutare a comprendere. Poi, se l’artista sia riuscito o meno a trasmettere emozioni, è un qualcosa che rientra nella sfera personale di ognuno. E’ il motivo principale per il quale, mentre un quadro realista o iperrealista in generale piace anche se non emozione (lo si apprezza per la tecnica e la capacità di riprodurre la realtà), mentre opere come questa trovano tanti estimatori, quanti detrattori, perchè riescono a produrre emozioni in alcune persone in altre no.

      1. # Olmo

        Io che ho conseguito il titolo di maestro d’arte pressi l’istituto Russo li di Pisa nel 1988 affermò che un’artista per definirsi tale ed essere riconosciuto tale deve prima dimostrare di esserlo esibendo lavori canonici fatti con un certo criterio e dopo può spaziare oltre,ma in questo caso dubito che la cosa sia così. Riguardo alla scritta del cancello del campo di concentramento non direi che si debba parlare di arte ma di atroce testimonianza. È facile oggi fare l’artista con gli scarabocchi perchè non si sa pitturare. Picasso prima di passare al cubismo ha realizzato dipinti quasi fotografici.

        1. # goghen

          da chi dovrebbe essere riconosciuto? magari da quelli che decisero che le teste trovate nei fossi erano autentiche?In genere gli artisti sono bistrattati e ricoperti di insulti quando sono in vita.Quelli famosi e viventi probabilmente hanno buone conoscenze……..3 media Mazzini.

      2. # FOX

        Se è per quello c’è anche l’insegna della stazione di Treblinka. Ma queste non sono opere d’arte, ma pezzi di storia. E se vedi questi reperti ti emozioni a tal punto che piangi. Tutti i visitatori, di tutte le parti del mondo, sanno a cosa sono di fronte. Ma, se un visitatore viene a Livorno, davanti al cubo rimane perplesso. Non si riesce a capire cosa rappresenta, non c’è una targa. Forse se ci avessero messo un pezzo della nave, l’impatto sarebbe stato diverso.

  13. # Astarotte

    Non c’è da meravigliarsi: questo è il grado culturale di questa città….

  14. # cesare

    Quei “bozzi” rappresentano la disperazione delle vittime che cercano la salvezza,l’uscita dall’inferno di fuoco…forse erano più significative le tamerici del Natali ?

    1. # marco

      Per me, messo li, senza nessuna targa o indicazione, non è niente.
      E’ solo un pezzo di ferro arrugginito.

  15. # andy

    io sinceramente vado anche ai musei di arte contemporanea dove ci sono molte opere belle e molte che non capisco che però inserite in quell’ambiete si capisce almeno che sono “opere” ed hanno almeno una targhetta con nome dell’Artista e nome dell’Opera. Questa sinceramente con tutta la buona volontà è indecifrabile e se non leggessi i giornali o avessi un minimo di informazione la potrei scambiare benissimo per un residuo di lamiere lasciate lì. Si può ragionare una vita su chi scrive sui muri, condannarli per il gesto ma ciò non toglie che quel cubo è indecifrabile, era meglio un monumento normale capibile da tutti e magari messo al posto della madonna sul molo.

  16. # Daca

    È una vera vergogna!
    L’arte è sempre arte, ci si dovrebbe inchinare davanti a qualsiasi opera.
    Sarebbe opportuno mettere delle telecamere, per vedere chi sono questi “artisti”, e poi farli vedere ai genitori, di quanta genialità hanno creato!

  17. # floyd

    La cosa più importante è la memoria, è il rispetto per le persone morte, quindi in primo luogo occorre denunciare il fatto della deturpazione di questo “oggetto”. Mi sia permesso di dire una cosa però, se il ricordo delle vittime fosse stato rappresentato in modo più classico, da un punto di vista artistico, forse sarebbe stato anche più riconoscibile come ricordo di quei tragici fatti, e forse qualcuno avrebbe avuto più rispetto. Fare questi tipo di arte (ammesso si tratti di arte) per fatti così brutto ci sta come il cavolo a merenda.

  18. # eZio

    Il problema secondo me è che noi Livornesi pensiamo solo al nostro orticello, io da Livornese conoscendo la storia della Moby e di questo cubo potrei anche arrivare a capirla e magari apprezzarla, ma io penso a chi viene da fuori, a chi si trova il “cubone” di ferro ammaccato in mezzo ad un campo, secondo me difficilmente può capirlo apprezzarlo e valutarlo, più facilmente lo prende per un avanzo di lavori, un rifiuto ancora da smaltire (senza offesa per l’autore), e tira dritto senza neanche guardarlo, anzi magari si lamenta del degrado della zona.
    Detta la mia sul “cubone ammaccato” è chiaro che chi lo ha deturpato è un vandalo da condannare, semplicemente perché certe cose non si fanno, ne sul cubone ne da altre parti, se proprio *DWD* voleva sfogare la sua “vena artistica” poteva farlo sul muro di camera sua, perché credo proprio che a nessuno interessi che lui sia passato di li e abbia lasciato la sua firma.

  19. # ross

    “eZio”
    Condivido il tuo commento,scrivendo: a nessuno interessa che con la sua firma dimostri che sia passato di lì,hai colto uno dei problemi.Io non giudico il “monumento”(il suo valore simbolico è troppo grande)e credo che se anche ci fosse stata la Pietà del Buonarroti,qualche graffitaro o taggista avrebbe imbellito l’opera con baffi al Cristo o firmata ,perchè lasciare la propia firma taggata è un modo per dire io esisto,sono passato di qui e ho lasciato il segno che mi farà ricordare e riconoscere con la mia nuova identità,una vita parallela fatta con l’amicizia e il consenso dei coetanei,una crew a cui appartenere e da cui sentirsi protetto e spalleggiato.Questi tag non si curano della bellezza del prodotto,perche la loro è solo una forma di comunicazione fine a se stessa,l’espressione di un bisogno di lasciar traccia di se,per alleviare tensioni,per raccontarsi e per sfidare la legalità.Nei tag c’è un segnale di disagio e difficolta nel comunicare attraverso mezzi canonici.Penso che gli adulti hanno un ruolo molto delicato nel riuscire a seguire la crescita dei loro figli rendendosi disponibili al dialogo alla pari,parlare invece di comunicare con sms,twitter,whatsapp.

  20. # Max

    Atteggiamento tipico di persone bifolche, arroganti perché non in grado di capire cosa c’è dietro una qualsiasi installazione, dal cassonetto al muro, è vero che i muri sono i libri dei popoli ma a Livorno se uno volesse farsi una cultura tra i vari imbecilli grafitari………è questo è il risultato.