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Moby Prince, la chiamata alla memoria con la “scatola dei ricordi” di Documenta 30

Foto, video, manifesti e oggetti comuni raccontano uno degli avvenimenti più tragici della città. Il programma completo degli eventi

Lunedì 10 Maggio 2021 — 17:40

di Giulia Bellaveglia

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L'assessore alla Cultura, Simone Lenzi: "Quello che queste immagini provano è che su quel traghetto sono morti degli esseri umani, uguali a me, a voi, a chiunque"

Chiavi, occhiali, scontrini. Questo ciò che si trova nelle tasche di ognuno di noi nella vita di tutti i giorni. E che si trovava insieme a chi, quella tragica sera del 10 aprile 1991 sul Moby Prince, di quelle cose, non ha più potuto farne niente (foto Lorenzo Amore Bianco).
A raccontare i reperti rinvenuti sul traghetto dopo l’incendio è l’installazione fotografica “Oggetti di una strage”, a cura di Attilio Zavatta negli spazi dell’Ex magazzino ebraico in scali della Fortezza Nuova; l’esposizione si inserisce nel contesto delle iniziative di “Documenta 30”, progetto promosso dall’associazione Effetto Collaterale in occasione del trentesimo anniversario del triste avvenimento.
“Questo luogo rappresenta per noi il motore e il cuore di “Documenta 30” – commenta Francesca Talozzi dell’Associazione Effetto Collaterale – È la nostra scatola dei ricordi, quella scatola che casualmente è stata rinvenuta in un trasloco e che ha portato alla luce circa ottanta frammenti di vita quotidiana sopravvissuti al rogo di quella notte. Abbiamo pensato di rendere grande questa raccolta, in modo da riprendere il contatto con quanto accaduto. Le stampe rappresentano per noi il rotolo della memoria che si srotola, si interrompe, riprende, ma che è sempre fragile”.
La mostra, visitabile gratuitamente dal 10 al 15 maggio dalle 16 alle 19, prevede una fase di partecipazione attiva: ai presenti verrà chiesto di inserire alcuni effetti personali in una busta; i visitatori usciranno portando di nuovo con loro le proprie cose, ovvero facendo ciò che le vittime non hanno potuto fare. Il tutto a simboleggiare quanto quegli oggetti non rappresentino banali reperti ma raccontino la storia di quelle persone.
“Dedico questa giornata a Loris Rispoli, è grazie a lui se, ancora dopo trent’anni si parla di questa tragedia – spiega Nicola Rosetti, vicepresidente dell’Associazione 140 – Ci ha preso per mano in una lotta difficile. Lui e questa città ci hanno sempre accolto a braccia aperte. Proprio oggi alla Camera si sta discutendo l’approvazione della seconda commissione d’inchiesta sul Moby Prince, una commissione di vitale importanza che, dopo il gran lavoro svolto dalla prima in Senato, ci auguriamo possa finalmente restituire a tutti noi familiari quella verità e giustizia che chiediamo da un sacco di tempo”.
Grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale Thisintegra e con il collettivo Uovo alla pop, molti altri sono gli eventi previsti: foto, video, manifesti fino ad arrivare alla lettura dei giornali locali e nazionali che trent’anni fa raccontarono la strage (clicca sul link in fondo all’articolo per leggere il programma completo).
“Quello che queste immagini provano è che su quel traghetto sono morti degli esseri umani, uguali a me, a voi, a chiunque – afferma l’assessore alla cultura Simone Lenzi – Ciò che è successo a queste persone è successo in un certo senso a tutti noi, anche loro condividevano il quotidiano fatto di piccoli momenti. Spero che questa memoria riesca a tradursi anche in una verità che aspetta di emergere da troppo tempo”.
Il progetto, patrocinato da Regione Toscana, Comune e Provincia, è inoltre sostenuto delle associazioni dei familiari del Moby Prince raccolte nel coordinamento #Iosono141, Unicoop Tirreno – Sezione soci Livorno, Fondazione Laviosa, Ctt Nord, Avis Livorno, Libreria Mondadori, Mercato Ortofrutticolo, Misericordia di Livorno e Fonti snc.

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