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Nigiotti lancia la sua nuova hit… in cantina. Ecco il rosso “Nonno Hollywood”

Lunedì 21 Novembre 2022 — 19:25

Il cantautore livornese ha prodotto un vino rosso del 2020 composto da Cabernet Franc, Cabernet Sauvigon, Petit Verdot e Merlot in omaggio al nonno Tommaso a cui dedicò anche la canzone di Sanremo nel 2019. "Da tempo avevo questo progetto. Per me il vino è il marito della vita e fa parte del mio percorso". Da fine novembre saranno sul mercato poco meno di 2000 bottiglie di questo nuovo Bolgheri Doc prodotto dal podere Sapaio

di Giacomo Niccolini

Nel suo vino c’è il carattere di nonno Tommaso, quel sapore vero che non mente, schietto e sincero, un po’ sfrontato ma di sicuro carattere aggregante, di buona beva, compagnone e ben strutturato. Un po’ come noi livornesi. Di sostanza e un po’ riservati come quando si guarda il mare e allo stesso tempo da tavolata, di gruppo, di cuore aperto verso il mondo. Perché il vino, come dice Enrico Nigiotti, “è il marito della vita”. Così il cantautore made in Leghorn posa la chitarra per un attimo e scende in cantina per dedicare un vino rosso al suo avo, proprio quello della canzone che lo ha reso celebre a Sanremo nel 2019 dopo il successo di X-Factor. Si proprio lui, il famoso “Nonno Hollywood”. Nome che è stampato forte e chiaro su ogni etichetta delle circa 2000 bottiglie, una manciata per gli esperti del settore, che sono state prodotte dal podere Sapaio di Bolgheri di Massimo Piccin. Etichetta a firma di quel genio della grafica che risponde al nome di Aldo Segat, veneto trapiantato a Milano da tempo e già autore delle fortunate etichette, since 2004, di Sapaio e Volpolo (e non solo).
“E’ un progetto che porto avanti dal 2020 – spiega il cantautore a QuiLivorno.it – Per me è stato un vero e proprio parto. Ho coccolato questo vino come un figlio. È una cosa che avevo nel cuore di fare parallelamente al mio lavoro, che è e rimane quello di scrivere canzoni. Volevo fare un omaggio a nonno Maso. Con lui infatti fin da ragazzino facevo il classico vino del contadino a Riparbella nei suoi vigneti. Era un vino un po’ artigianale e molto pesante che però mi ricorda con affetto i miei pomeriggi passati insieme a lui e ai miei cugini tra vigne e botti. Così mi sono detto, perché non provare a fare qualcosa che lo ricordi nel suo aspetto più intimo e che mi lega a filo doppio a lui? Ed ecco che ho deciso di provare a produrre un vino. Ma attenzione… non ho voluto produrre un gadget, un souvenir, che avesse la mia firma e che fosse venduto come ricordo o come autografo del Nigio. Volevo un vino vero in tutto e per tutto ed è per questo che ho scelto la cantina che per me è il top che c’è in Toscana e non solo. La cantina Sapaio”.
A questo proposito c’è un aneddoto da sottolineare e raccontare. Enrico Nigiotti è un vero e proprio appassionato del Volpolo, uno dei due Bolgheri Doc che vengono prodotti da Piccin. “Mi piaceva così tanto che qui alla Cantina Nardi di via Cambini (luogo dove è avvenuta la presentazione di Nonno Hollywood durante un pranzo per addetti ai lavori lunedì 21 novembre, ndr) Massimo e Nora (i titolari, ndr) mi chiamavano Volpolino. Per me fare il vino con Sapaio era come giocare in Champions League. Era il massimo da poter realizzare. Non potevo credere che si potesse concretizzare. Per me Sapaio è il top del top e poter lavorare in questo campo con loro è stato un sogno davvero”.
“La collaborazione è nata spontanea e quasi per caso. Ma fin da subito ricambiata con entusiasmo – racconta Greta Bandini, responsabile commerciale del podere Sapaio – Abbiamo saputo tramite alcune foto pubblicate sui social che ad Enrico piaceva il nostro vino e gli abbiamo scritto. Così ci siamo messi in contatto e preso un appuntamento per discutere di questo progetto. Abbiamo davvero passato del tempo piacevolissimo insieme a lui. Ha scelto lui il blend del vino tra i vari vitigni che Massimo Piccin gli ha proposto e messo a disposizione. È venuto da noi tre volte per trovare il dosaggio giusto tra Cabernet Franc, Cabernet Sauvigon, Petit Verdot e Merlot. L’anno è un 2020 ed è un vino di buona beva, 14,5%,, un Bolgheri D0c che verrà immesso sul mercato fra pochissimi giorni, a fine novembre”.
“Con Enrico si è creato subito un ottimo feeling – spiega il patron di Sapaio, Massimo Piccin – sin da quando è venuto per la prima volta fino alle prove per il blend definitivo che abbiamo fatto in cantina insieme. La scelta è stata tutta esclusivamente sua. Abbiamo iniziato con queste bottiglie, vediamo. Poi il prossimo anno chissà. È stata una bella avventura che abbiamo vissuto insieme con Nigiotti. Siamo partiti e ne siamo felici, ma il merito, lo dico davvero, è stato tutto suo e delle sue scelte”, conclude con modestia il numero uno della cantina dalla corna rossa su sfondo bianco.
L’etichetta è stata, come detto, una proposta ben accolta e firmata da Aldo Segat, vero e proprio numero uno e specialista del settore delle etichette di vino di qualità. “Gli ho proposto diverse grafiche – spiega il professionista a QuiLivorno.it – Enrico voleva che fosse ben identificabile anche ad occhio in mezzo a tante etichette. Proprio come Sapaio e Volpolo con la loro corona ben evidente. Così ho proposto questa N disegnata in stampatello con colori primari che potrebbe essere anche ripetuta magari materialmente, tridimensionalmente, con del legno o altro materiale dipinto. Potrebbe richiamare la N di Nigiotti ma anche la N di Nonno Hollywood. Alla fine Enrico ha scelto questa. E credo che sia un’ottima scelta”.
“Volevo che si vedesse anche da lontano e che spiccasse. Che fosse riconoscibile subito a prima vista tra tante etichette – racconta Nigiotti – E così la scelta è stata questa senza pensarci troppo. Semplice e determinata. Ricca e asciutta allo stesso tempo. Per me Aldo ha fatto un gran lavoro. Sono davvero felice di questo risultato. Il vino che abbiamo prodotto è davvero buono, ben strutturato, di corpo ma fresco, per tutti. Per me questo rappresenta un obiettivo raggiunto, una tappa che metto nel mio bagaglio di vita oltre che un omaggio a mio nonno e alla mia famiglia. Sia ben chiaro, non ho cambiato lavoro, sono sotto con la produzione di nuove canzoni. Ma il vino per me è parte integrante della mia vita, del mio percorso. E sapere che da oggi un po’ di Nonno Hollywood potrà essere sulle tavole di tante persone mi rende felice e orgoglioso”.
E allora in alto i calici e come canta il Nigio, come è bello bere vino… perché la ricchezza sta nel semplice sorridere in un giorno che non vale niente.
Sorriso che, ne siamo certi, con un Nonno Hollywood nel bicchiere sarà sicuramente più spontaneo e facile da veder sorgere sul volto di ognuno di noi.

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