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Nogarin scrive a Rossi: “Mai più casi come Trinseo”.
Il presidente: “Ok alla collaborazione”

Martedì 30 Agosto 2016 — 11:52

Sindacati e istituzioni sono chiamati a trattare le condizioni di uscita dei lavoratori e l'utilizzo dell'area portuale dove è insediato lo stabilimento

“Sono sempre disponibile alla collaborazione con gli enti locali ed apprezzo la richiesta del sindaco Nogarin di lavorare insieme per il bene di Livorno, ma devo far presente al sindaco che il collegamento ferroviario del Porto, opera per la cui realizzazione chiede collaborazione da parte della Regione, è già quasi ultimato. Così anche il percorso verso la realizzazione dello ‘Scavalco’ procede, siamo in fase di progettazione definitiva e nessuno ha mai ‘stralciato’ l’opera dall’Accordo di programma sulle infrastrutture”. Così il presidente della Toscana Enrico Rossi risponde al sindaco di Livorno Filippo Nogarin, che oggi sulla stampa locale e regionale ha chiesto la collaborazione della Regione per realizzare due opere infrastrutturali di grande importanza per la città ed il suo sviluppo economico-industriale. Rossi ha accolto la disponibilità del sindaco, ma ha ricordato che già ; da anni la Regione sta ampiamente lavorando su questo fronte, tanto che i raccordi ferroviari sono già quasi completamenti realizzati.
“Conosco bene il problema della carenza infrastrutturale che riguarda Livorno – ha detto Rossi – e so quanto questo tema sia strategico per il rilancio dell’economia della costa. Proprio per questo nei miei anni da presidente della Regione molto è stato fatto al riguardo. Non progetti faraonici, come quelli che Nogarin dice di temere, nè opere utopiche con tempi biblici, ma infrastrutture necessarie con i tempi necessari nel rispetto delle procedure di legge. Ora il cammino è vicino al termine, ma è comunque positivo che il sindaco di Livorno si sia reso disponibile a collaborare”.
“Il collegamento ferroviario del Porto di Livorno – spiega il presidente scendendo nel dettaglio – è già quasi interamente realizzato. I lavori per un collegamento diretto tra la Darsena Toscana e la ferrovia Tirrenica, la realizzazione di una ‘stazione’ sulla Darsena Toscana e di un ulteriore binario di collegamento tra Livorno Calambrone e Livorno Porto nuovo sono in fase di ultimazione ed entro l’anno, forse addirittura entro la fine di novembre, la linea sarà attivata. Si tratta di un’opera da 40 milioni di euro, di cui 28 di fondi regionali e comunitari, ma siamo vicinissimi alla meta”.
“Anche lo Scavalco ferroviario, che è il collegamento diretto tra Porto ed Interporto, non è stato affatto stralciato – precisa Rossi – L’opera è sempre presente negli art. 10 e 11 dell’Accordo di programma e nel Prri livornese. Per questo stiamo completando la progettazione definitiva e la Regione ha già destinato alla sua realizzazione 9 milioni di euro”.
“Infine – ha aggiunto il presidente Rossi – riguardo al caso Trinseo, ricordo che la Regione si è resa disponibile fin da subito facendo presente la disponibilità ad attivare tutti gli strumenti di sostegno a sua disposizione. Stiamo comunque seguendo da vicino questa crisi e venerdì prossimo è stato fissato un incontro su questo tema e sulla bonifica del sito industriale con organizzazioni sindacali, assessorato regionale all’ambiente, il mio consigliere per il lavoro Simoncini ed anche rappresentanti del Comune di Livorno”.
“Infine – ha aggiunto il presidente Rossi – riguardo al caso Trinseo, ricordo che la Regione si è resa disponibile fin da subiito facendo presente la disponibilità ad attivare tutti gli strumenti di sostegno a sua disposizione. Stiamo comunque seguendo da vicino questa crisi e venerdì prossimo è stato fissato un incontro su questo tema e sulla bonifica del sito industriale con organizzazioni sindacali, assessorato regionale all’ambiente, il mio consigliere per il lavoro Simoncini ed anche rappresentanti del Comune di Livorno”.

La Cgil – Una giornata intensa e concitata quella del 30 agosto, durante la quale Filctem, categoria di riferimento, e Cgil confederale sono state impegnate in lunghi incontri con azienda, Istituzioni e lavoratori: “Vergognoso il modo in cui siamo venuti a conoscenza della chiusura – esordisce la CGIL – quasi per caso e di cui non c’era nessun sentore o è stato dato preavviso. Con le multinazionali non c’è molto da discutere: arrivano sul territorio e comunicano le decisioni prese a migliaia di chilometri di distanza, secondo criteri di pura convenienza economica”. Lo stabilimento Trinseo di Livorno (tra diretti e indotto, impiega quasi 50 persone: 28 diretti e 21 dell’ indotto, tra manutentori e mensa. L’area dello stabilimento è nel cuore dell’area portuale e il piazzale si estende per circa 110 mila metri quadrati) si è sempre distinto per l’eccellente produzione e gli altissimi livelli di sicurezza: “Entrare nelle stanze dell’azienda e vedere appesi tutti i premi vinti per la produzione e la sicurezza rendeva tutto ancora più triste – aggiunge la Filctem CGIL provincia di Livorno – ma il board si è limitato a spiegarci che, essendo calato il mercato della carta in Europa come in Italia, lo stabilimento italiano non è più strategico”.
I lavoratori, nonostante la rabbia e l’amarezza, hanno deciso di far prevalere il senso di responsabilità. “I lavoratori – prosegue il sindacato – hanno deciso di sospendere l’assemblea permanente e riprendere la produzione, dandoci mandato di aprire con l’azienda una trattativa”.  La Trinseo, multinazionale americana, ha 12 stabilimenti nel mondo e il business principale è la produzione è il latex per le cartiere.

Gli obiettivi della CGIL sono apparsi chiari fin dal primo momento:
– Utilizzo dei lavoratori di Trinseo non solo fino allo stop della produzione, per il momento fissato al primo dicembre, ma anche successivamente, durante le fasi di dismissione e bonifica dell’impianto
– Un sostegno al reddito per i lavoratori sufficiente fino a un possibile reimpiego
– L’assunzione di quei lavoratori qualsiasi attività si insedi in quell’area
“Per questo – concludono CGIL e Filctem – è necessario che l’area Trinseo sia restituita alla città il prima possibile, sia chiaro fin da subito in che tempi e chi dovrà farsi carico della bonifica per agevolare immediatamente il reinsediamento di un’attività produttiva. A tal fine è essenziale l’impegno della politica e delle Istituzioni. Chiariamo che, nel caso in cui le trattative dovessero prendere una piega negativa, le azioni di lotta riprenderanno immediatamente”.  Nei primi giorni di settembre è già stato convocato in Regione un vertice per discutere delle bonifiche.

L’appello di Nogarin a Rossi – “Livorno ha un disperato bisogno di infrastrutture. Ma di infrastrutture intelligenti e non di mega progetti, difficili da portare a termine in tempi brevi e ancor più complicati da sorvegliare. Presidente Rossi, lavoriamo insieme in questa direzione per fare in modo che casi come quello della Trinseo non si ripetano mai più”. E’ un invito alla collaborazione quello lanciato dal sindaco di Livorno Filippo Nogarin al presidente della Regione Enrico Rossi due giorni dopo il fulmine e a ciel sereno piombato sulla testa dei 50 lavoratori della Trinseo, la multinazionale statunitense produttrice di lattice che ha deciso, unilateralmente, di chiudere lo stabilimento livornese. “Il modo in cui si è arrivati a questa crisi industriale è inaccettabile – sottolinea Nogarin-. Non sta né in cielo né in terra che un presidente di Regione, un sindaco, e a maggior ragione 50 lavoratori, vengano a sapere dall’oggi al domani della chiusura di un’azienda così importante. Ma i dirigenti statunitensi, nell’annunciare la loro intenzione di lasciare Livorno, hanno sollevato un problema reale: qui manca un collegamento infrastrutturale su rotaia dedicato alle merci. Si tratta di una situazione non più tollerabile. Per questo invito il presidente Rossi, da sempre molto deciso nel denunciare le “mancanze” di Trenitalia e Fs, ad attivarsi presso il gestore delle ferrovie per promuovere un progetto di potenziamento dell’infrastruttura. Parliamo tanto di Darsena Europa, ma se un porto resta scollegato dai canali di comunicazione via terra, finisce per diventare una scatola vuota. Uno splendido magazzino sull’acqua”. “I ritardi di Fs a Livorno sono evidenti e molteplici – aggiunge il sindaco -. Non ultimo il progetto dello scavalco ferroviario per cui sono già pronti 3 milioni di euro al ministero dei Trasporti ma che ancora non è pronto, tanto che è stato stralciato dalla bozza dell’accordo di programma per il rilancio industriale della città”.
“Mi auguro – conclude Nogarin – che insieme si riesca ad uscire da questa impasse e a dare la giusta priorità agli investimenti infrastrutturali. In modo che non si ripetano mai più casi come quello della Trinseo.

Il segretario Strazzullo – “Quando una azienda chiude è sempre un dramma per i lavoratori e la città – dice a caldo il segretario generale di Livorno, Maurizio Strazzullo – purtroppo sono consapevole che questo possa accadere, per incapacità gestionale, per crollo della domanda di mercato. Ma ciò che è insopportabile è trovarsi di fronte a decisioni irrevocabili assunte nei consigli di amministrazione a migliaia di km di distanza, da manager senza scrupoli che non hanno a cuore le sorti né del territorio nè dei lavoratori utilizzati negli anni per guadagnare e senza batter ciglio e senza minimamente dare la possibilità a un territorio ai lavoratori di confrontarsi per provare a salvare l’attività produttiva”.
“Tutto ciò è possibile perché, al di là della solidarietà espressa dalla politica nella fasi di crisi – prosegue Strazzullo – – vedi Aeroquip, Delpghi, Trw, la politica tutta è stata ed è incapace di legiferare in modo tale da obbligare le multinazionali presenti in Italia al rispetto di procedure che vietino decisioni assunte senza confronto con i lavoratori e le Istituzioni e che impongano penali altissime di fronte alle chiusure”.
In Trinseo al momento è stata indetta dai lavoratori l’assemblea permanete: “Ora aspettiamo di approfondire le ragioni della chiusura – conclude il segretario – Non accetteremo in nessun caso uno scarica barile di responsabilità. Livorno, oggi più che mai ha bisogno di unità e di impegno concreto da parte di tutti per creare occupazione”.
E’ in corso l’incontro dei sindacati con il Cda, ma sono state immediate le reazioni della Cgil, unica rappresentanza sindacale in Trinseo, venuta a conoscenza soltanto la scorsa notte delle intenzioni dell’azienda.

Gazzetti (Pd) porta il caso all’attenzione del Consiglio regionale: “Piena solidarietà  ai lavoratori e subito una mozione per coinvolgere l’intera Assemblea regionale”. Così il consigliere del Pd  Francesco Gazzetti interviene sull’ipotesi di chiusura dello stabilimento Trinseo di Livorno  e la conseguente perdita di 50 posti di lavoro fra diretti e indotto. “Fin da stamani – spiega Gazzetti- mi sono attivato per capire  e acquisire gli elementi per coinvolgere le istituzioni regionali a tutti i livelli e già nelle prossime ore sarà pronta una mozione che andrà in discussione nella prossima seduta del Consiglio; nel frattempo sono in stretto contatto con il consigliere del presidente Rossi Gianfranco Simoncini che sta seguendo la vicenda. La Trinseo – prosegue Gazzetti- è una presenza radicata sul territorio che va difesa e soprattutto vanno difesi i livelli occupazionali. A Livorno, in un contesto come quello attuale, non possiamo permetterci di perdere neanche un posto. Per questo sono vicino a tutti i lavoratori ed alle loro famiglie. Ed anche per questa vertenza l’impegno è e sarà massimo”.

 Le istituzioni all’azienda: “Agire con responsabilità sociale” – Lo aveva scritto il presidente Rossi al cda della Trinseo e lo ha ribadito il suo consigliere per il lavoro, Gianfranco Simoncini, nell’incontro che si è tenuto oggi a Livorno con il responsabile risorse umane per l’Europa Koen Van Houwenhove: le istituzioni chiedono all’azienda una pausa di riflessione sulla chiusura dello stabilimento di Livorno, in considerazione della ricaduta sociale della decisione e della presenza storica della fabbrica chimica in città. Una richiesta, ha sottolineato Simoncini, che la Regione è pronta a sostenere mettendo in campo gli strumenti agevolativi previsti per l’area di crisi complessa di Livorno e che consentono di sostenere nuovi processi di sviluppo. Di fronte alla linea delle istituzioni, Van Houwenhove, accompagnato dai rappresentanti di Confindustria, ha riproposto le motivazioni della multinazionale americana, decisa a chiudere lo stabilimento livornese, che produce un lattice per la preparazione di carta patinata, per la crisi mondiale del settore e per l’incidenza dei costi di approvvigionamento delle materie prime e del trasporto del prodotto finito. Motivazioni alle quali Simoncini e i rappresentanti di Comune e Provincia di Livorno hanno replicato ribadendo comunque la necessità di un atteggiamento di responsabilità sociale dell’azienda. Tre le questioni poste al tavolo di confronto: operare, eventualmente, per una ricollocazione dei lavoratori (circa 50 tra diretti e indiretti), anche in altre aziende del gruppo; garantire un sostegno al reddito dei lavoratori; considerare in ogni caso il valore produttivo del sito, nell’area portuale livornese, e agire conseguentemente per una sua adeguata valorizzazione. Nel successivo incontro, cui hanno preso parte anche i rappresentanti sindacali, Simoncini ha dichiarato la piena disponibilità delle istituzioni ad offrire, se richiesto, il proprio sostegno nella fase di confronto sindacale che si apre adesso. Prioritaria rimane per il sindacato la richiesta di mantenere operativo lo stabilimento, ma ad essa si accompagna quella di un confronto con l’azienda per costruire un percorso che preveda l’impiego delle stesse maestranze della Trinseo per l’eventuale lavoro di smantellamento della fabbrica e di bonifica del sito. A questo proposito, Simoncini, accogliendo la richiesta delle organizzazioni sindacali, si è detto disponibile a convocare un incontro informativo con i competenti uffici regionali per una prima verifica sul problema delle bonifiche.

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