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Nube, controlli all’Eni ma rimane il mistero

I primi ad avvertire la maleodoranza sono stati i residenti delle zone Picchianti-Stazione-Provinciale Pisana. Arpat ha diffuso un comunicato in cui ha fatto il punto della situazione

Sabato 19 Novembre 2016 — 08:10

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Il tutto è iniziato intorno alle 8,30 quando i primi a respirare un forte odore di gas sono stati i residenti delle zone Picchianti-Stazione-Provinciale Pisana. Poi la nube si è spostata. Decine le telefonate al 115. Molte le segnalazioni pervenute anche alla nostra redazione via e-mail e sulla pagina facebook di Quilivorno.it da parte dei residenti dei quartieri Venezia, Repubblica, San Marco, Garibaldi e Porta a Mare.

Nella tarda serata del 18 novembre Arpat ha diffuso un comunicato in cui ha fatto il punto della situazione. “Dalle ore 7 alle ore 11 – scrive l’Agenzia – la direzione prevalente del vento risultava nord- nord est (dati Lamma) con velocità molto basse, intorno ad 1 m/s. Dalla sequenza temporale delle segnalazioni e in considerazione della direzione del vento, il fenomeno che ha causato la maleodoranza è da ricercarsi nella zona nord della città”. I tecnici sono partiti dalla sede di via Marradi dove la maleodoranza risultava avvertibile e hanno percorsa la via Aurelia in direzione nord, la zona artigianale Picchianti e la via Enriques non evidenziando un acuirsi del fenomeno. Successivamente si sono recati all’interno della Raffineria dove la maleodoranza è stata percepita all’interno della palazzina della direzione. “La direzione Eni ha spiegato che, dopo le operazioni di manutenzione generale svoltesi nel mese di ottobre, che hanno previsto la fermata dell’intera raffineria, a partire dall’8 novembre sono stati riavviati gli impianti”. E’ stato effettuato un sopralluogo lungo il perimetro interno della Raffineria e nei vari impianti non percependo alcuna maleodoranza. E’ stato richiesto ad Eni di fornire una relazione riguardante lo stato degli impianti in relazione alla recente manutenzione ed allo stato di riavvio dei singoli settori di Raffineria. Arapt spiega infine che sono in corso di approfondimento in merito alla valutazione dei dati orari di qualità dell’aria registrati dalla centraline della rete regionale collocate in Via La Pira, in Viale Carducci e in Piazza Cappiello e al percorso degli inquinanti, partendo dai vari punti segnalati dai cittadini per individuare le probabili sorgenti.

 

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18 commenti

 
  1. # Boia siete morvidini

    Sono le naviiiiiii

  2. # nientescuse

    Solita conclusione : l’ARPAT non trova mai la causa ed interviene solo dopo che la cittadinanza reclama sulla stampa !

  3. # Gosto

    Lavatevi!!!!

  4. # sub.com.te marcos

    Ma nessuno ha capito che c’è di mezzo la salute di tutti!!! Le indagini vanno condotte velocemente e con il coltello tra i denti! Non all’acqua di rose!! Se sono le navi si vanno a prendere e pagano tutto e qui non tornano se è l’Eni pure e se non rispetta la legge chiude!!

  5. # Rikke

    Mi associo a “nientescuse” … sono anni (una trentina circa) che il fenomeno si manifesta, MAI e sottolineo MAI che le indagini dell’Arpat portino a qualcosa, tanto da domandarsi cosa ci sia a che fare: o sono inefficienti o non glielo permettono. E non mi riferisco “solo” in ambito USL, dal quale dipendono, ma anche dagli ambienti imprenditoriali che hanno interesse economico (a danno della salute dei cittadini) alla mancata risposta

  6. # Gio

    …..va sempre a finire a tarlassi e vino e noi livornesi boni sopportiamo e magari ci si ruzza pure….

  7. # Nerd

    Quanta disinformazione. Quando si verificano queste nubi maleodoranti non è altro che la deodorazione del gas che per natura è inodore. Per la cronaca non è nocivo.

  8. # Attilio

    Ecco subito i giustizialisti delle chiacchiere al vento, che incolpano industrie del comprensorio, che spendono ogni giorno fior di moneta per attenersi alle leggi vigenti in materia d’inquinamento,ancor prima di aver risposte ufficiali dalle autorità competenti.Dico a queste persone che, con il vs modo di affrontare le problematiche in oggetto,non fate altro che danneggiare un indotto industriale ove,nel complessivo ,vi lavorano migliaia di persone.

  9. # Luca

    Non ci vuole la cia o fbi x capire ,basta che passino su la fi.pi.li altezza raffineria x sentire un bell odore di ciclamini……

  10. # mario cioni

    Il puzzo è venuto da stagno e giù per la città, gasiere in rada non ce ne erano, UFO e cerchi nel grano non ne sono stati visti… non ci vorrà mica Sherlock Holmes! Per chi pensa alle navi: compratevi una bussola, il mare rispetto a livorno è a Nord Nord-Ovest, il vento veniva da Nord Nord-Est,

  11. # Salmastro

    Rigassificatore??????

    1. # mario cioni

      NO!!!! il propano che portano le gasiere è assolutamente inodore e incolore! L’odore tipico del gas, è artificialmente dato dalle società di distribuzione prima dell’immissione in rete, al solo scopo di identificarlo in caso di perdite. Basta leggere Wikipedia non serve una laurea ne nantomeno il sentito dire!

  12. # Pino

    Ma se invece di cercare buio, andate dai NAS dei Carabinieri? Prima e meglio no?

  13. # Sono populista no pidiota

    Leggo che i residenti della stazione picchianti e provinciale pisana sono stati i primi a respirare i gas,strano perche’ a sciangai sembrava di essere in una camera a gas,allora le cose sono due o li sciangaini non hanno segnalato il problema perche’ questo succede quasi ogni giorno da noi e chiaramente ci abbiamo fatto l’abitudine oppure perche’ il problema avviene quando la puzza raggiunge i quartieri bene della citta’e allora ci si accorge del problema

  14. # faustino felicini

    Perché l’Eni continua ad utilizzare un greggio ad altissimo contenuto di zolfo?

  15. # orso

    La “maleodoranza”all’Eni era solo dentro la palazzina della direzione…
    Si vede avevano una stufetta accesa,invece nell’area dello stabilimento odore di violette…
    Brava arpat,ci sentiamo veramente tutelati.

  16. # Stefano detto NACCI

    Come sempre,siamo alle solite!Quando si avverte “la nube maleodorante” è colpa della raffineria.Però la cittadinanza non sa quali sono i sistemi di contenimento per le esalazioni di cui dispone la raffineria,e che qui non posso elencare perchè per questo c’è l’apposito ufficio delle relazioni col pubblico.Non sa quali e quanti sono i sistemi di sicurezza sia attiva che passiva presenti all’interno della raffineria.Soprattutto non pensa mai che la raffineria è fatta si di impianti per la produzione di carburanti e lubrificanti(per questi ultimi,siamo l’unica raffineria di eni a produrli) ma sopratturro di persone come me le quali, lavorando lì,caso strano,tengono alla propria salute ed a quella dei concittadini,e perciò sono i primi attori che agirebbero in caso di malfunzionamenti.Per il signor SUB.COM.TE MARCOS:certo,chiudiamo pure l’ultima industria rimasta a Livorno,poi i suoi 350 dipendenti e relative famiglie* i colleghi dell’indotto verranno a mangiare a casa sua!

  17. # Marco

    Stasera 20 novembre alle 17,00 sulla Fi.Pi.Li in prossimità della raffineria ENI l’odore era nauseante anche dall’interno dell’auto, proveniva sicuramente dal l’impianto biologico