Cerca nel quotidiano:


Panariello fa visita alla statua di Snoopy. “Un simbolo per tutti”

L'attore toscano, a sorpresa nel pomeriggio di giovedì 24 febbraio, ha fatto visita alla statua del cane ucciso nell'agosto 2015 con un colpo di carabina

Giovedì 24 Febbraio 2022 — 19:07

di Giulia Bellaveglia

Mediagallery

Giorgio Panariello si presenta giovedì 24 febbraio, intorno alle 17, a sorpresa, in Villa Fabbricotti nel giorno che lo vede protagonista al Goldoni del suo spettacolo dal titolo “La favola mia”. La visita di Panariello nei verdi prati della villa non è certo casuale. È li per un preciso motivo: fare visita alla statua di Snoopy, il cane rimasto ucciso nell’agosto del 2015 a causa di un colpo di carabina mentre si trovava sul balcone della propria abitazione.
“Giorgio è venuto perché nel 2016 la storia di Snoopy è entrata nel suo libro intitolato So che ci sarai sempre, e nel novembre dello stesso anno gli strappai la promessa di portarlo a scuola dove allora studiava mio figlio, al Liceo Cecioni, per parlare del tema degli animali e del suo rapporto coi cani – spiega la “zia” di Snoopy, Arianna Lucisano, figlia del proprietario del border collie ucciso – Fu una bella giornata e i ragazzi si divertirono. Lui, la vicenda di Snoopy l’ha sempre seguita, e visto che c’era il suo spettacolo a Livorno ho chiesto alla presidente della Lega del Cane se poteva chiedere a Giorgio di venire a trovare Snoopy e lui è stato carinissimo a ritagliarsi uno spazio per venire a vedere la statua che non aveva mai visto fino ad oggi. Una bella emozione perché rinnovare certi messaggi e sensibilizzare è sempre importante. Ogni occasione va colta. Conoscendo la sua sensibilità verso gli animali, desideravo che vedesse la statua. E così, oggi, è stato”.
Poi ha preso la parola Panariello. “Dare così tanto in cambio di così poco è un insegnamento che io ho ricevuto solo dagli animali, dalle persone no – ha spiegato davanti alla statua del cane Snoopy l’attore toscano – perché mi hanno sempre dato poco. Invece il cane moltissimo. Questo mi ha insegnato che dare senza ricevere nulla è una cosa fattibile. Esci a portare la spazzatura, quando rientri il cane ti accoglie come se tu fossi stato fuori un anno, tua moglie non ci pensa nemmeno a fare così (ride, ndr). La sensibilizzazione – continua Panariello davanti a una piccola platea improvvisata – non deve essere un tam tam solo tra chi ha i cani. E dobbiamo allargarci con la mente, essere meno integralisti. Chi dice è sbagliato possedere i cani di razza, meglio al canile, non è vero. Intanto faglielo prendere, così capisce la situazione. Io ho cominciato con uno di razza, e poi ho variato tra canile, trovatello, adozione a distanza. Avere un cane significa avere della responsabilità, sono come figlioli, devi dare loro un minimo di educazione”.
Panariello ha poi parlato della statua di Snoopy: “Questo è un simbolo per tutte le persone che passeranno di qua, e non hanno cani. Quelle diranno, poverino questo canino, ma che gli né successo, e magari andranno a cercare di capire, faranno ricerche. Ed è giusto che sia in un posto come questo, perché la locazione è importante, perché non è in un canile. Questo è in mezzo alla gente, che si può rendere conto e c’è anche scritto in sostanza: l’essere umano è cattivo. Non tutti. E per questo dobbiamo rivolgerci alle anime più gentili. L’importante è avvicinarsi ad un animale. Sono venuto volentieri, non certo per farmi vedere, ma per una cosa intima e significativa, la cosa giusta da fare. Magari un cancellino più comodo (ride, ndr) visto che chi volesse depositare un mazzo di fiori non ha un accesso diretto ma deve lanciarli… Da qui in avanti, so dov’è Snoopy, e un saltino ce lo farò quando sarò da queste parti”.

Riproduzione riservata ©