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Paolo Toccafondi si presenta, cori e fumogeni allo stadio

Toccafondi: "Promesse non ne faccio ma se uno prende il Livorno ha l’obbligo morale di vincere il campionato. Ci attrezzeremo per questo oltre a costruire le basi di una società di calcio a cominciare dalla questione occupazione"

Lunedì 16 Agosto 2021 — 19:06

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"La sciarpa? Ora no grazie. Me la devo meritare, questo è solo il primo giorno. Non sono venuto in giacca e cravatta? Ci sarà tempo. Ora c’è da sudare". Link alla fotogallery Amore Bianco in fondo all’articolo

“Livorno alè, Livorno alè”. E’ stato accolto così, il 16 agosto, il neo presidente amaranto Paolo Toccafondi (link alla fotogallery Amore Bianco in fondo all’articolo) – di Prato, ex portiere professionista, già presidente del Prato e un presente da imprenditore insieme al padre alla guida di una azienda in Lombardia nel settore della logistica – nel fare ingresso sulla pista di atletica dello stadio Picchi, in cui la squadra disputerà il campionato di Eccellenza, e dove è stata allestita la conferenza stampa alla quale hanno partecipato alcune decine, forse centinaia, di tifosi entusiasti. “Grazie ma me la devo meritare, questo è solo il primo giorno. Se me la meriterò come persona, oltre che per i risultati che otterrò, me la ridarete tra qualche mese” ha risposto Toccafondi declinando l’invito di un tifoso che calorosamente gli ha offerto la sciarpa amaranto. Presente al fianco di Toccafondi il sindaco Salvetti che davanti a fotografi, tifosi e giornalisti, aprendo la conferenza stampa ha consegnato – dopo averlo ricevuto simbolicamente da Enrico Fernandez Affricano che lo ha registrato in qualità di presidente del Club Magnozzi a nome del Club stesso – il marchio US Livorno 1915 (“Lo consegno a nome della città”, le parole del sindaco) al neo presidente Toccafondi. Ed è partito l’inno: “S’alzi l’urlo dei nostri polmoni…”  con tanto di fumogeno che ha commosso lo stesso Toccafondi. “Ringrazio la commissione e il sindaco per l’assegnazione. Devo anche dire che è stata decisiva per la mia scelta la telefonata con Cristiano (Lucarelli, ndr). Quando Cristiano mi ha chiamato ho risposto che avevo bisogno di 24 ore di tempo per pensarci. Poi dopo neanche un’ora ho accettato. Perché Livorno? Perché è diversa da tutte le altre piazze. Non sono venuto in giacca e cravatta? Ci sarà tempo. Ora c’è da sudare, dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare. Sono 40 anni che faccio calcio, promesse non ne faccio ma se uno prende il Livorno ha l’obbligo morale di vincere il campionato. Ci attrezzeremo per questo oltre a costruire una società di calcio”. Sulla questione occupazionale all’interno della società: “Nel limite del possibile cercheremo di dare una mano alle persone che hanno perso il lavoro ma dobbiamo pensare che siamo in Eccellenza e non potremo avere una struttura di altre categorie”. I tempi tracciati da Toccafondi – “Prima cosa sarà la richiesta di affiliazione al comitato regionale toscano e il versamento di 100.000 euro a fondo perduto. Il 29-30 e 1 settembre sono le possibili date scelte per partire con il ritiro con 10-12 calciatori in prova e altrettanti scelti, contrattualizzati. Un accordo con allenatore e direttore sportivo c’è, non è facile, vediamo. Spero di poterli presentare il prima possibile. Intanto un appello: se ci sono ragazzi livornesi del settore giovanile del Livorno interessati al progetto si facciano avanti. Ripartiamo dalla livornesità. Sulla parte tecnica, stop. Ora mi concentro su tutto il resto. Mi impegnerò al massimo, spero che mentalmente ci sia lo stesso atteggiamento anche da parte dei tifosi”. Dai Livorno alè, dai Livorno alè è stato il coro che ha chiuso, così come l’ha aperta, la conferenza stampa. Toccafondi si è poi concesso alle tante domande e curiosità di giornalisti e tifosi.

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