Pasqua, il vescovo Simone Giusti: “Solo l’amore salva”
Nell’omelia della notte santa il senso della vita e dell’universo alla luce della risurrezione: speranza, destino e amore al centro del messaggio. Il testo integrale tratto dal sito diocesano La Settimana Livorno
Nella notte di Pasqua, il vescovo di Livorno, Simone Giusti, affida all’omelia un messaggio che intreccia fede, scienza e visione dell’uomo, indicando nella risurrezione di Cristo la chiave per comprendere l’esistenza e il destino dell’universo.
Nell’omelia pasquale, Giusti propone una riflessione ampia sul significato della risurrezione di Cristo, vista come chiave per comprendere l’uomo e l’intero universo.
Il messaggio è chiaro: la vita ha una direzione e un destino, e questo destino è la vita stessa, che non finisce ma si compie pienamente. L’universo, secondo il vescovo, non è frutto del caso ma parte di un disegno, orientato a dare senso e pienezza all’esistenza umana.
Al centro c’è l’uomo, chiamato a non piegarsi alle logiche del potere o alle ideologie, ma a realizzare la propria natura più profonda: amare. È proprio nell’amore, reso pieno dalla morte e risurrezione di Cristo, che l’uomo supera anche il limite della morte.
Giusti unisce fede e scienza per sottolineare la complessità e la bellezza del creato, interpretandole come segni di un’intelligenza creatrice. In questa visione, tutto – dal cosmo alla vita quotidiana – è orientato a una pienezza futura.
Lo sguardo finale è di speranza: una vita nuova, vissuta non più nella solitudine ma nella comunione, in una realtà trasformata e libera dal male.
Il cuore del messaggio resta uno: solo l’amore salva e dà senso a tutto.
Di seguito il testo integrale, tratto dal sito della diocesi “La Settimana Livorno”.
«Questo è un giorno memorabile perché l’universo tutto trova il suo orizzonte e la sua meta. Cristo è risorto: tutto volge al bene dei figli di Dio. L’esistenza dell’uomo ha ritrovato la direzione della sua evoluzione, la danza dei pianeti ha ritrovato la sua armonia e la creazione conquista al nulla nuovi spazi di essere.
Oggi è il giorno della speranza perché si svela la verità sull’uomo e sul cosmo.
Si svela il destino dell’uomo: è vita e tende alla vita, desidera la vita, e vita sarà per lui, per sempre.
Si svela il destino dell’universo: non gira a vuoto ma per dare gloria a Dio e permettere al suo eccentrico baricentro, l’uomo, di poter essere da lui contemplato e goduto. L’universo tutto è vita e inneggia alla vita, che può capirla – l’uomo – e custodirla.
La risurrezione di Cristo è la chiave ermeneutica per comprendere l’uomo e l’universo. Tutto trova la sua luce nello splendore primordiale del Risorto.
E luce fu! (Genesi 1,1ss). Così l’universo ha avuto origine: da un’esplosione di una molecola di idrogeno alla 10 alla -43 in un buco nero. L’universo ha avuto origine 13 miliardi e 800 milioni di anni fa: canta la sua età ma afferma al contempo che è una creatura e, con la sua senilità, rimanda al suo Creatore eternamente giovane. Tutto l’universo afferma di essere una creatura amata dal suo Creatore. Le stelle ci dicono che non sono agglomerati di materia indifferenti nel loro gelido spazio, ma vocate a dare luce e direzione ai naviganti della storia dell’umanità. Anche il buio cosmico attende di essere compreso da chi svilupperà occhi per vederlo, e nuovi scenari danzeranno davanti ai nostri nipoti.
I fiori di questa primavera ci parlano di una bellezza pari alla loro complessità: la biologia di un pistillo è immensamente più complessa di una navetta spaziale. Il moscerino, con il suo vibrare, si eleva immensamente più in alto della polvere. Non il caso, ma un progetto intelligente, un’intelligenza creatrice, lo ha generato. Il mistero della vita – affermano gli scienziati – è racchiuso in un’equazione così complessa che nessuno dei più potenti calcolatori può risolverla. Il moscerino, come le rondini di questa primavera, ci dice: siamo frutto di un’intelligenza immensa e creatrice che realizza ciò che è complesso con estrema semplicità.
L’uomo ha ritrovato finalmente la sua direzione: non deve piegarsi agli imperatori di turno né alle ideologie che lo devastano, ma dare sfogo alla sua passione più grande: amare.
In Cristo Gesù morto e risorto si manifesta l’incredibile potenza dell’amore, capace di alimentare un desiderio infinito. L’uomo si realizza amando e, amando, va oltre la morte. Il suo desiderio d’amore si incrocia con quello di Dio in un vortice senza fine. La tomba diventa culla, la morte un dolce dormire, ogni tragedia ritrova il suo sorriso, ogni sconfitta la sua vittoria, ogni lacrima la delicatezza di una mano di madre ad asciugarla.
Poesia tutto questo? Sogno di un giorno di aprile? Soltanto verità.
L’astrofisica, la biofisica, l’antropologia ci aiutano a comprendere il mistero dell’universo e dell’uomo. Realtà che si dispiega dinanzi e dentro di noi. Siamo chiamati a godere dell’immensità del nostro cuore e di quello delle persone che ci amano, e a condividere la pienezza di chi vive già in Dio.
Vivremo. Viviamo insieme agli altri e vivremo insieme agli altri nella Gerusalemme celeste. Viviamo in una città e vivremo in una città trasformata, libera dal male. Moriamo in solitudine, nasceremo a vita nuova in comunione. In questa città non ci sarà tempio, perché l’uomo è tempio di Dio e Dio sarà tutto in tutti. Ognuno sarà in comunione piena con gli altri, in un’armonia degna delle migliori sinfonie. Davanti a noi c’è un divenire cosmico ed eterno: la continuità della vita.
Una sinfonia d’amore.
Tu non sei mai sazio di bellezza, né di carezze né d’affetto: questa evidenza dice la tua natura profonda. Sei stato creato dall’amore, sei fatto per amare. Il cosmo si illumina, nel mattino di Pasqua, della luce che lo creò e oggi lo rigenera. Partecipa a questa sinfonia di gioia e alla sua liberazione dal male.
Cristo risorto: c’è futuro, c’è tempo, c’è spazio, c’è pace per tutti nell’Amore risorto.
Tutto è salvo: ma imprimi nel tuo cuore che solo l’amore salva».
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