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Pesca illegale di “cee”: maxi multa e due denunce

Due persone deferite all'autorità giudiziaria con l'accusa di bracconaggio ittico. Sequestrata la barca e le attrezzature per la pesca. Nei loro confronti una multa di 11mila euro

Mercoledì 3 Marzo 2021 — 11:37

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Gli avannotti, ancora in stato vitale, sono stati immediatamente reimmessi nel loro habitat naturale dai militari intervenuti, al fine di non comprometterne lo sviluppo

Nel corso delle attività rivolte al controllo economico-finanziario del territorio, a seguito di mirate attività di appostamento e pedinamento, anche con l’utilizzo di sofisticate apparecchiature, militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Livorno hanno sottoposto a controllo 9 soggetti residenti nelle province di Livorno e Pisa intenti a pescare esemplari di novellame di “anguilla anguilla”, meglio conosciuti con il nome comune di anguilla europea conosciuti nel territorio livornese con il nome di “cèe”.
Clicca sul link in fondo all’articolo per consultare il video rilasciato dal Roan della Guardia di Finanza riguardante le indagini e gli appostamenti notturni.

Il Comandante della Stazione Navale, Tenente Colonnello Maurizio De Pierno, sottolinea il particolare contesto specificando che gli esemplari rinvenuti appartengono ad una specie tutelata dalla vigente normativa europea e nello specifico inserita nell’elenco della flora e della fauna ricompreso nell’Allegato B del Regolamento CE n° 338 del 1997, con cui l’Unione Europea ha recepito la convenzione internazionale CITES sul commercio delle specie di fauna e flora in via di estinzione.

La peculiarità della specie si fonda sulla migrazione dell’anguilla verso le coste europee, di durata pari anche a circa due anni, ed il raggiungimento delle acque toscane, ideali per temperatura alla deposizione e nascita delle piccole anguille (avanotti).

Il servizio, tra l’altro, si inserisce nel più ampio contesto della vigilanza attuata anche dal Corpo sul rispetto delle restrizioni governative imposte per contenere la diffusione del virus da SARS CoV2 (meglio conosciuto come covid19).

L’esito dell’attività, condotta nottetempo ed in particolari condizioni meteorologiche, ha consentito di deferire all’Autorità Giudiziaria due persone, che si sono rese responsabili di bracconaggio ittico, di sequestrare un natante con relativi attrezzi da pesca (ripaiola) e il novellame pescato illecitamente. Sono state rilevate sanzioni amministrative per un totale di 11.000 euro.

Gli avannotti, ancora in stato vitale, sono stati immediatamente reimmessi nel loro habitat naturale dai militari intervenuti, al fine di non comprometterne lo sviluppo.

L’attività condotta anche nell’ambito fluviale della Toscana, concretizza l’impegno del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno a tutela, anche, delle risorse biologiche e del patrimonio naturale quotidianamente a rischio per illeciti comportamenti.

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