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Presentato il medaglione restaurato del Baratta

All’interno della chiesa di San Ferdinando, in Venezia, la presentazione del medaglione di marmo rappresentante la virtù cardinale della “Fortezza” di Giovanni Baratta alla presenza di sindaco e vescovo

Sabato 20 Febbraio 2021 — 13:16

di Lorenzo Evola

All’interno di una delle chiese più suggestive della città, come quella di San Ferdinando, nel quartiere Venezia, si è svolta la presentazione del medaglione di marmo rappresentante la virtù cardinale della “Fortezza” di Giovanni Baratta (foto Amore Bianco). L’opera, ripulita e restaurata anche grazie al sostegno dell’associazione Guide Turistiche Labroniche che ha contribuito con una donazione frutto delle visite guidate organizzate nella chiesa stessa durante l’estate, è stata svelata in presenza del sindaco Luca Salvetti e del vescovo Simone Giusti. “L’importanza di questo medaglione è dovuta non solo alla sua valenza culturale ma anche storica – spiega Francesca Sorrentino, vice presidente dell’associazione sopracitata – perché raffigura la “Fortezza”, virtù cardinale intesa come fortezza dello spirito, forza interiore che permette di affrontare le paure, le avversità, la morte. Una virtù che, insieme alla “Carità”, era alla base dell’azione dei “Trinitari”, un ordine religioso nato nel Medioevo e trasferitosi a Livorno nella seconda metà del Seicento, con la missione di liberare il maggior numero possibile di schiavi, e che nel tempo è riuscito a creare un legame molto forte con la città. Il Baratta quindi, così come in altre opere all’interno di San Ferdinando, fa riferimento a quel contesto storico in cui ha preso forma la chiesa, ovvero quello della Livorno cosmopolita di fine Seicento/inizio Settecento”.
La parola passa poi al vescovo Giusti, che si concentra invece sulla particolarità della chiesa: “Nel tempo Livorno è stata considerata via via come una città industriale prima ancora che culturale. È andata persa l’idea di una Livorno innanzitutto da “vedere”. Io credo che sia invece necessario riscoprire e rivalutare le ricchezze artistiche forse un po’ sottovalutate che questa città offre. Ne è un esempio la chiesa che accoglie questo bellissimo medaglione. Una chiesa sì barocca, ma al tempo stesso diversa dallo stile barocco tradizionale grazie all’utilizzo di un color pisello leggerissimo unito al bianco, che si ritroverà poi maggiormente nel barocco nord europeo. Fare una chiesa del genere nel Settecento, con questi colori e con queste navate non era così comune. Si può parlare quindi di un “Barocco livornese” vista la sua originalità rispetto a quello classico”. Il primo cittadino: “Mi fa molto piacere che il lavoro delle Guide Labroniche si concentri sulle bellezze come questa chiesa, patrimonio non solo del quartiere, ma di tutta la città. Questo passaggio si inserisce alla perfezione in un percorso che porta a realizzare una Venezia più bella, curata e fruibile, a disposizione di livornesi e veneziani”.

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