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Pulizia di 200 metri di fossi. Dentro, di tutto

Nel tratto di fosso tra il ponte dei Domenicani e la Fortezza Nuova sono stati individuati: 10 cartelli stradali, qualche cassonetto, 2 motorini, bici e ruote, fusti di birra, tavoli e sedie, 4 relitti di imbarcazioni

Domenica 26 Aprile 2020 — 14:06

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Tavolo di lavoro fra Comune, Autorità Portuale, Asa, Aamps, Labromare, Sea Sub, Centro Interuniversitario di Biologia Marina, Arpat e Ispra per portare avanti tre elementi di valorizzazione dei canali

Un tratto dei fossi medicei sarà ripulito dai rifiuti che l’acqua particolarmente limpida degli ultimi tempi ha reso evidenti. E’ quanto è emerso dal tavolo di lavoro che si è tenuto venerdì 24 aprile promosso dall’Amministrazione Comunale con l’Autorità Portuale, a cui hanno partecipato Asa, Aamps, Labromare, Sea Sub, Centro Interuniversitario di Biologia Marina, Arpat e Ispra. I sommozzatori di Sea Sub si sono immersi ed hanno perlustrato la zona che poi è stata scelta per la pulizia. Durante il sopralluogo nel tratto di fosso lungo 200 metri compreso tra il ponte dei Domenicani e la Fortezza Nuova, dove sarà eseguito il lavoro di rimozione, sono stati individuati: 10 cartelli stradali, qualche cassonetto, 2 motorini, varie biciclette e ruote, fusti di birra, tavoli e sedie, oltre a 4 relitti di imbarcazioni. Gli Scali delle Barchette, di fronte al mercato del pesce, sono stati individuati come punto di trasferimento dei rifiuti sui mezzi Aamps che provvederà allo smaltimento.
In rappresentanza dell’Amministrazione Comunale il sindaco Luca Salvetti, l’assessora all’ambiente e mobilità Giovanna Cepparello, l’assessora al porto e integrazione porto-città Barbara Bonciani e l’assessora al bilancio Viola Ferroni. Per l’Autorità Portuale hanno partecipato Massimo Provinciali, De Luca e Mela, per Asa Barbara La Comba, Nicola Ceravolo e Del Corso, Anna De Biasi per CIBM, Luisa Baldeschi per Aamps, Alessio Anguillesi in rappresentanza di Sea Sub e Nicosia per Labromare. Rocchi per Arpat, Isabella Bottino per Ispra e Barbara Saliva per l’ufficio ambiente del Comune. La cura e la manutenzione dei nostri ‘canali’ può rappresentare un’opportunità importante per la città, da molti punti di vista. Di questo tutti i soggetti coinvolti nel tavolo ne sono convinti. “La pulizia dei fossi medicei è un tema molto sentito dalla città – afferma il sindaco Salvetti – e per questo abbiamo deciso di organizzare un tavolo di lavoro per stabilire gli interventi da effettuare in un momento in cui, a causa dell’emergenza coronavirus il traffico delle imbarcazioni è interrotto e quindi il lavoro di pulizia è facilitato. Tre sono gli elementi che riguardano i fossi medicei su cui lavorare. Il primo elemento è quello più immediato che riguarda il lavoro di una prima pulizia. Il secondo elemento da valutare è quello di dare il via ad un progetto di partecipazione dei cittadini per capire dove partire con la rivalutazione. Il terzo elemento si riferisce ad una riqualificazione complessiva dei canali medicei e per farlo occorrono risorse europee e tempi più dilatati. A quel punto penseremo anche ad attivare un protocollo di intesa per una gestione più ampia dei fossi medicei”.

L’obiettivo comune è la valorizzazione dell’importante patrimonio dei canali medicei come conferma l’assessora Giovanna Cepparello “Prima dell’inizio del lockdown, stavamo iniziando un percorso sullo stato ambientale dei fossi. Come assessorati al porto e all’ambiente, avevamo convocato presso il Comune una prima riunione per fare il punto della situazione, invitando Ispra, Asa e AdSP. Il nostro obiettivo era ed è quello di poter costituire una cabina di regia, in sinergia con tutti gli enti coinvolti, per definire un piano di valorizzazione di questo importante patrimonio. In questo momento particolare è emersa in maniera evidente la presenza di numerosi relitti e di altri materiali sui fondali, e abbiamo quindi pensato di ripartire con il lavoro che ci eravamo proposte di fare, allargando la platea dei soggetti coinvolti. Come Comune, ci sembra utile agire da facilitatori rispetto ad un percorso che sarà complesso e pluridisciplinare. Cominciamo intanto con l’organizzare un primo intervento di pulizia, incisivo e anche simbolico, che deve segnare l’inizio di un percorso per restituire alla città uno dei suoi tesori, per troppo tempo trascurato.’ I fossi medicei inoltre collegano in modo naturale la città al porto e assumono un ruolo importante anche nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini. “Il sistema dei fossi cittadini – aggiunge l’assessora Barbara Bonciani – che le cartografie riportano in collegamento funzionale all’area portuale costituiscono un bene storico di grande rilevanza per la città-porto di Livorno. La loro navigabilità, seppur oggi resa parziale in alcune zone a causa della presenza dei fanghi, li rende il collegamento naturale della città allo scalo e alle zone di waterfront portuale, oltre che elemento di connotazione urbanistica peculiare. L’augurio è che questa prima iniziativa rafforzi il legame fra Autorità di sistema portuale, Amministrazione comunale, ASA, centri di ricerca e soggetti di volta in volta coinvolti per un progetto condiviso di bonifica più ampio, finalizzato, in primo luogo, al miglioramento della qualità della vita dei cittadini livornesi e all’immagine della nostra città, oltre che a ristabilirne a pieno la navigabilità “. L’Autorità Portuale presente al tavolo di lavoro ha confermato la sua collaborazione per quello che il segretario Provinciali ha definito “il primo lotto sperimentale” di pulizia dei fossi, garantita gratuitamente da Labromare, che ha una convenzione con Palazzo Rosciano per la pulizia dello specchio acqueo e da Sea Sub.

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6 commenti

 
  1. # Ivano

    Prima della guerra nei fossi ci facevano il bagno e ci pescavano con le canne. Sarebbe meglio togliere molte barche in disuso.

    1. # Andrea Cognetta

      Dei bagni nei fossi mi pare me lo abbia raccontato anche mio nonno materno, parecchi anni fa

  2. # Luca

    Il bagno non ce l’ho mai visto fare, ma la pesca con la canna sì… ed erano i primissimi anni ’80.

  3. # Francesco

    Perché non si cerca di individuare i responsabili di questi abbandoni di rifiuti?

    1. # Paolo

      Perché siamo in un paese che, quando il responsabile viene trovato, non è mai punito per quello che ha fatto, succede per ladri, spacciatori, occupanti di case abusivi, delinquenti di ogni specie… figurati cosa possano fare a uno che butta un cassonetto nei fossi!!!

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