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“Salvare una vita è un qualcosa di indescrivibile”

Domenica 18 Gennaio 2026 — 18:18

da sinistra Federico Filoni (autista), 30 anni; Nico Lombardi (soccorritore) 25 anni; Dario Buti (caposquadra) 24 anni

"Che cosa ho provato? Mi vengono i brividi anche a distanza di giorni. Quando vedi una persona che reagisce, che torna a vivere, capisci che stai dando a qualcuno la possibilità di continuare la sua vita ed è un qualcosa di indescrivibile". Il caposquadra della Pubblica Assistenza sezione Stagno, Dario Buti, racconta le emozioni vissute nel rianimare una persona, con lui i colleghi Nico Lombardi e Federico Filoni

Erano le 19:50 di venerdì 16 gennaio, e la squadra era pronta a montare di turno alle 20, quando dal 112 è arrivata la chiamata: un uomo era in arresto cardiaco all’interno di una attività in via Vecchia Aurelia e una persona stava già tentando di rianimarlo seguendo le indicazioni telefoniche. “Ci hanno chiesto se eravamo operativi. Non abbiamo esitato un secondo,” racconta Dario Buti, che ringraziamo per la disponibilità, caposquadra della Pubblica Assistenza di Collesalvetti sezione Stagno. “Siamo saliti sull’ambulanza Bravo e siamo partiti a sirene spiegate”. Quando sono arrivati sul posto le persone urlavano, facevano gesti per indicare la direzione. “Ci siamo fiondati dentro” prosegue Dario. “Ho chiesto al civile da quanto tempo stava massaggiando e l’ho ringraziato perché quello che stava facendo era preziosissimo”. La squadra ha quindi preso il controllo della situazione. Dario ha proseguito il massaggio cardiaco mentre Federico e Nico hanno preparato il defibrillatore semiautomatico. “Quando lo abbiamo attaccato, il DAE ha detto “scossa consigliata”. Così Nico ha posizionato le piastre e abbiamo dato la prima scossa e subito dopo sono ripartito con il massaggio cardiaco. Poi la seconda e massaggio. La terza e massaggio. Per sei volte se non ricordo male”. Nel frattempo è arrivata l’ambulanza infermieristica India della Pubblica Assistenza di Collesalvetti con la quale i tre ragazzi hanno continuato a lavorare fianco a fianco. E’ stato montato il Lucas, il dispositivo per il massaggio cardiaco automatico. “A un certo punto il battito era tornato”. L’uomo verrà poi trasportato in pronto soccorso da una terza ambulanza, quella medicalizzata della Svs. La missione è finita, ma l’emozione resta. “Se chiede a me cosa ho provato mi vengono i brividi anche a distanza di giorni. Rispondo che quando vedi una persona che reagisce, che torna a vivere, capisci che stai dando a qualcuno la possibilità di continuare la sua vita ed è un qualcosa di indescrivibile”.

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