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Riaprono la chiesa e il cimitero dei greci-ortodossi

Lunedì 17 Ottobre 2022 — 09:16

La Chiesa, resa accessibile al pubblico dopo anni di abbandono, sarà nuovamente sede di funzioni religiose per due sabati al mese; il cimitero invece sarà aperto il martedì e il giovedì mattina

Al viaggiatore attento, che annota i suoi pensieri e scatta una foto materialmente e mentalmente, il cancello di via Mastacchi, 227 a Livorno si presenta con una lastra di marmo bilingue:

PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI ARCIDIOCESI D’ITALIA CHIESA DELLA DORMIZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA ΟΙΚΟΥΜΕΝΙΚΟΝ ΠΑΤΡΙΑΡΚΕΙΟΝ…

che incuriosisce e… sorprende! Che Livorno vivesse in un’atmosfera cosmopolita – diremmo oggi internazionale- nel Settecento, secolo dei Lumi e mantenesse in quello successivo contatti culturali e religiosi con varie parti del mondo mediterraneo e non, è noto a tutti, ma pochi sanno che la città labronica è inserita dal 1991 nel circuito di comunità, parrocchie e monasteri greco-ortodossi italiani sotto la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico. E domenica 16 ottobre 2022, si è respirata veramente un’atmosfera da cittadini del mondo: il rito officiato da Sua Eminenza il Metropolita d’Italia Polycarpos ha visto susseguirsi gli interventi del presidente dell’Istituto Ellenico di studi bizantini e postbizantini Vasileios Koukousàs, dell’Ambasciatrice greca per l’Italia Eleni Sourani, del sindaco Luca Salvetti, del segretario generale del MAE greco Theochàris Lelekos. Numerose le personalità e gli stranieri giunti per l’occasione dalla Grecia, da Roma e da Firenze, tra cui Kirios Rodokanakis, la famiglia Cagidiaco, discendente del console greco Dimitri Cagidiaco, gli esponenti delle istituzioni cittadine e greche. La Chiesa, resa accessibile al pubblico dopo anni di abbandono, sarà nuovamente sede di funzioni religiose per due sabati al mese; il cimitero invece sarà aperto il martedì e il giovedì mattina.
Il Sacro Tempio (ricordiamo che Naos era il corpo centrale del tempio greco) è dedicato a Maria Theotokos (colei che generato, ‘portato’ Dio) termine che la tradizione cristiana ortodossa e bizantina continua a preferire a qualsiasi altro dei suoi titoli; qui venivano a farsi benedire i membri della Prefettura ogni primo giorno dell’anno e per tradizione coloro che si trovavano in qualche triste congiuntura: ‘vatti a far benedire dai Greci’ è un noto detto livornese.
Entrando nell’ampio giardino ci sentiamo avvolti dai profumi delle piante secolari e dalla serena pace della Dormitio! ‘Maria morì di morte naturale come tutti gli esseri umani’, si addormentò tra le braccia della morte, come tutti gli illustri personaggi che popolano il Cimitero (un ‘albergo, dove dormono- koimountai coloro che ci hanno preceduto, ha ricordato il Metropolita Polycarpos) di via Mastacchi: Ipazia Schilizzi di origine cipriota, Helene Bonhomme Modiano proveniente da Corfù, il medico Cristoforo Razis da Cefalonia, la principessa Nadine Rumbold, l’Archimandrita Gioacchino Ballamonte di Leucade, per non parlare dei più celebri negli archivi cittadini: i Tossizza, i Sevastopulo, i Panà, i Reggio, i Castelli, la scrittrice Angelica Palli, i Cagidiaco, i Maurogordato e i Rodocanacchi. Tra le bellezze  che  affascinarono  il  conte  August  Moszyn’́ski    nel  suo  soggiorno  nella  città labronica, oltre il quartiere La Venezia, il Duomo, le fabbriche di corallo, il Fanale, i Quattro Mori troviamo proprio il Cimitero Greco posto fuori dalla cinta muraria, esemplare per condizioni igienico-sanitarie, Il poeta Giovanni Pascoli, in una delle liriche contenute in Myricae ( raccolta da ricollegare agli anni del suo insegnamento di materie classiche presso il Liceo Ginnasio Niccolini- Guerrazzi) si riferiva probabilmente al vecchio cimitero greco quando scriveva i versi

Penso a Livorno, a un vecchio cimitero di vecchi morti; ove a dormir con essi niuno più scende; sempre chiuso; nero d’alti cipressi.

Tra i loro tronchi che mai niuno vede,

di là dell’erto muro e delle porte Ch’ hanno obliato i cardini, si crede morta la Morte,

anch’essa.

Là dove si credeva morta la morte, anch’essa salutiamo nell’ottobre 2022 quel sottile ramo dell’operatività infaticabile del Consolato Onorario della Repubblica Ellenica in Livorno, sin dall’epoca del dott. Dimitri Cagidiaco, resasi sempre più indispensabile col degrado inarrestabile delle strutture esterne ed interne che hanno reso necessaria la chiusura del sito sacro al pubblico. L’apertura è concessa solo in via provvisoria dopo alcuni marginali interventi  di messa in sicurezza attuati dalla proprietà Istituto Bizantino di Venezia.
Fondamentale sono stati gli interventi dei Carabinieri del NucleoTutela Patrimonio Artistico di Firenze in collaborazione col Comando Provinciale dei Carabinieri di Livorno, la Questura di Livorno, i Vigili del Fuoco in qualità di Protezione Civile, il Servizio Cimiteri del Comune di Livorno con la disponibilità costante e supervisione della Soprintendenza di Pisa. Entro l’anno prossimo la proprietà dovrà presentare alla stessa un articolato progetto di restauro pena la chiusura del cimitero.

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