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Riccardo Ghiomelli: “Lavoriamo per il Natale. Ci piacerebbe riaprire qui dal 1 novembre”

Parla Riccardo Ghiomelli 48 ore dopo l'accaduto: "Poter mettere una tensostruttura in via Firenze per il periodo natalizio sarebbe il massimo. Aspetto a gloria un incontro con il sindaco". Commovente post Fb del figlio Edoardo

Lunedì 31 Agosto 2020 — 11:41

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"Nel Garden era già arrivato il 60-70 per cento del materiale natalizio. Una stima? Ad oggi non è possibile. Ringrazio i colleghi del nord per il materiale donato. Tutto questo affetto copre il dolore e ci dà la carica per andare avanti"

A 48 ore dall’accaduto raggiungiamo Riccardo Ghiomelli (foto) telefonicamente. Dopo le parole a caldo rilasciate sul posto il giorno dell’incendio concede a QuiLivorno.it alcuni minuti di intervista e lo ringraziamo pubblicamente per questo. Riccardo, la sorella Paola, e tutta la famiglia Ghiomelli è già ripartita con una data in testa: 1 novembre. “Sì, possiamo dire che da oggi ripartiamo. Avevamo programmato l’apertura in vista del Natale il 10 ottobre. Adesso qual è l’obiettivo? Lavoriamo per aprire il 1 novembre. Non sarebbe un Natale come tutti gli altri ma credo sarebbe un bel segnale per tutti. Dove? La prima ipotesi, quella più calda e auspicabile, è una tensostruttura, sempre lì, in via Firenze per il periodo novembre, dicembre e gennaio. Sarebbe il massimo per tutti noi anche da un punto di vista affettivo. Ma non possiamo farlo da soli. Se così non potrà essere per mille motivi siamo pronti a valutare soluzioni alternative”. Riccardo spiega, appunto, che quella della tensostruttura sarebbe nell’immediato la soluzione migliore per il periodo natalizio – una soluzione “veloce” che gli consentirebbe di non spostarsi “da un luogo a cui tutti sono affezionati” – portando avanti in parallelo una soluzione per il futuro: “Aspetto a gloria di essere chiamato dal sindaco, nel rispetto chiaramente di tutte le situazioni lavorative che un Comune è chiamato ad affrontare, per vedere insieme di creare una prospettiva che dia una speranza a noi e alle 11 famiglie che lavorano con noi e che rappresentano per noi una seconda famiglia. Sono convinto che da parte del Comune ci sia la volontà di trovare una soluzione quanto prima”. Intanto, ancora una volta, Riccardo ringrazia la città per l’affetto: “Anzi, colgo l’occasione per far sapere a tutti che appena avrò superato questo difficile momento ringrazierò personalmente tutti attraverso un post Fb dal profilo Ghiomelli Garden. Intanto il mio, il nostro, più grande ringraziamento arrivi a tutti coloro che ci hanno chiamato e scritto. Siamo rimasti stupiti da tutto questo calore. E’ stato inaspettato e vi confesso che sarei rimasto volentieri nel dubbio. In questo momento tutta questa vicinanza riesce a coprire il dolore e la disperazione per l’accaduto e a darci la carica per poter ripartire e andare avanti. E poi un immenso grazie anche a tutti coloro, forze dell’ordine, vigili del fuoco e volontari, che sono intervenuti lavorando senza sosta. E a tutti quelli che si sono offerti per ripulire l’area andata a fuoco ma a loro dico che purtroppo al momento non è possibile intervenire. Con le braccia e i mezzi che ci sono stati messi a disposizione ci si potrebbe costruire un palazzo ma ci sono procedure che bisogna rispettare”. Proprio su Fb, dal proprio profilo personale, Riccardo ha pubblicato in queste ore il messaggio del figlio. Il post inizia così: “È dalle parole di mio figlio Edoardo che vogliamo ripartire… Babbo non so cosa dirti perché non ho parole per quello che è successo, so solo che mi hai sempre detto che i Ghiomelli non si arrendono mai ed ora questa può essere la possibilità di dimostrarlo a tutti e di tornare più forti di prima, ti voglio un mondo di bene. Apprezza anche il fatto che tutta Livorno è dispiaciuta perché ormai siamo un’istituzione e di certo non saranno delle fiamme a buttarci giù perché la famiglia non era la struttura ma tutte le persone insieme e per fortuna state tutti bene”. Sulle cause sono in corso gli accertamenti: “Siamo in attesa delle perizie dei vigili del fuoco. Sembra certo che il tutto sia partito esternamente. Ricordiamo una cosa fondamentale che magari si è sorvolata in questi giorni e cioè che non si è fatto male nessuno. Piangiamo per le strutture ma si possono ricostruire; piangiamo per le merci ma si possono riavere. Se sono tornato lì? Il giorno dopo, domenica. Tutto il giorno. E’ un disastro, non è recuperabile praticamente niente. Tra l’altro era già arrivato il 60-70 per cento del materiale natalizio che è andato distrutto. Una stima dei danni? Ad oggi non è possibile”. E proprio sulle merci, Riccardo ha ricevuto la solidarietà di alcuni colleghi del nord: “Ad oggi non farei in tempo a riordinare tutto quanto. Un collega di Bergamo che domenica mattina alle 9 era in via Firenze mi ha detto che lui ed altri sono pronti a darmi ciascuno un po’ della loro merce. Li ringrazio tantissimo. Così come tutti coloro che hanno spontaneamente intrapreso iniziative per darci una mano. Siamo commossi”.

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