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Salvetti: “In arrivo un Protocollo sulla movida”

Giovedì 2 Giugno 2022 — 11:31

La firma del Protocollo è attesa per la prossima settimana in Prefettura. Il sindaco: "Questo è un momento delicato per i giovani e ciò ci stimola a fare atti concreti"

di Letizia D'Alessio

Nel pomeriggio del 1°giugno al Cisternino di città si è svolto un incontro tra amministrazione e associazioni, per parlare dei progetti e attività da dedicare ai giovani livornesi. “Da parte nostra stiamo già lavorando alla formazione del Consiglio comunale dei giovani, che coinvolgerà ragazzi dai 16 anni in poi – ha esordito la vicesindaco Libera Camici – L’amministrazione vuole stimolare e accogliere le proposte. Due anni fa, appena arrivata, non c’era niente su questo tema e ora, invece, vogliamo dare una prospettiva di impegno”.
“Questo è un momento delicato per i giovani e ciò ci stimola a fare atti concreti – ha aggiunto il sindaco Luca Salvetti – e la prossima settimana ci sarà un incontro in Prefettura per la firma del Protocollo sulla movida”.
Il documento redatto da Comune, Asl, Prefettura e Università di Pisa “non può essere la panacea di tutti i mali – ha chiarito il sindaco – però è il segno che serve per rapportarsi alla vita notturna e non creare disagi agli abitanti”.
Il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza Stefano Romboli, dal canto suo, si augura che le attività siano fatte davvero per aiutare l’amministrazione “e non per cercare di intercettare finanziamenti come è già successo in passato”.
Per Matilde Monti il tavolo di confronto creato è sicuramente un’occasione, visto che prima i giovani sembrava che fossero poco considerati: “Inoltre questo tavolo – ha aggiunto – potrebbe aiutare a far conoscere le varie associazioni”. Prossimamente prenderà il via anche un altro progetto, dal nome “Sa’assai”, finanziato per 300mila euro dal Dipartimento delle politiche antidroga e fatto da Comune. Asl, Prefettura e Cnr di Pisa, per cercare di ridurre l’incidentalità stradale e l’uso di sostanze psicotrope e alcool tra i giovani. “Tutto è cominciato per uno studio fatto nelle nostre scuole – ha concluso Camici – che ha messo in evidenza un maggiore uso a Livorno di sostanze rispetto alla media nazionale”.

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