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San Ferdinando, celebrato il 300esimo anniversario

Presente alla celebrazione il questore: "Stiamo operando per arginare il più possibile il fenomeno del vandalismo. Ma Livorno è ne più ne meno nella stessa situazione di altre città"

Domenica 20 Novembre 2016 — 07:16

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di Roberto Olivato

Si è aperto con la S. Messa concelebrata da monsignor Simone Giusti, da padre Gino Buccarello provinciale dei Trinitari e da don Michele Esposto parroco di S. Caterina, il 300esimo anniversario di apertura al culto della chiesa di S. Ferdinando. Presenti alla celebrazione Eucaristica di sabato 18, il questore Orazio D’Anna, Loredana Brancaccio della soprintendenza Belle Arti per le province di Pisa e Livorno e le suore trinitarie. Fra i fedeli, presente anche l’associazione combattenti e reduci. In attesa dell’inizio della cerimonia religiosa, gli sguardi dei presenti erano attratti dalle sculture presenti nella gotica navata e soprattutto dalla scultura di Giovanni Baratta, che maestosa svetta sull’altare maggiore in ricordo del carisma Trinitario, che padre Buccarello ha sottolineato nel corso del suo intervento: “Ringrazio i padri che ci hanno preceduto per aver voluto una chiesa così ricca di sculture, perché oltre alla preghiera anche con la bellezza dell’arte, si rende omaggio a nostro Signore”.
Al termine della funzione religiosa don Michele Esposto si è lamentato di alcuni atti vandalici a cui è sottoposta da alcune settimane la chiesa di Santa Caterina. In particolare verso le cassette della posta che come mostra la foto vengono aperte malamente. Approfittando della presenza del questore abbiamo chiesto di come venga valutata la questione sicurezza nella nostra città: “Livorno è ne più ne meno nella stessa situazione di altre città. E’ evidente che ognuno si preoccupi della propria spina conficcata nel dito che di quella presente nella mano di un altro. Purtroppo nonostante i numerosi nostri interventi, nostri intendendo di tutte le forze dell’ordine, è impossibile prevenire reati di vandalismo. La problematica è di un’ampiezza tale che avremmo bisogno di più tempo per sviscerarla che non in una chiacchierata. Quello che posso dire è che stiamo operando per arginare il più possibile il fenomeno del vandalismo legato molto spesso alle serate brave di alcuni individui. Questo però è prima di tutto un malessere sociale, riscontrabile in tantissime altre città nelle quali ho operato nel corso della mia carriera”.

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3 commenti

 
  1. # elit

    Una delle più belle chiese di Livorno!

  2. # Sono populista no pdiota

    Il fatto che Livorno abbia certa gente come nelle altre città’ ci rassicura, il punto caro questore e’un altro che qualche anno fa la nostra città era un’Isola felice per questi problemi e chissà come mai oggi è’scivolata in fondo alla classifica per la sicurezza

  3. # nonèvero

    Caro Questore non mi sembra molto corretto chiamare ” malessere sociale ” questo valdalismo che si verifica nella zona sempre durante la movida del fine settimana. Questi soggetti per la frequentazione dei locali hanno molti euro in tasca ma non si divertono abbastanza !