Cerca nel quotidiano:

Condividi:

Sequestrate in porto 3.500 paia di scarpe

Martedì 3 Marzo 2026 — 10:11

La società interessata dal controllo della Dogana ha ottenuto l’autorizzazione per la messa a norma della merce e ha provveduto all’apposizione di nuove etichette indicanti la reale origine e composizione dei prodotti. La Camera di Commercio ha applicato una sanzione pari a 11.500 euro

Un controllo sui traffici provenienti dal Nord Africa si è trasformato in un ingente sequestro: è quanto accaduto al porto dove il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) in servizio alla Sezione Controlli allo Sdoganamento ha intercettato complessivamente 3.500 paia di calzature in pelle realizzate per diversi marchi italiani, per un valore commerciale stimato di circa 350.000 euro. Come si legge in un comunicato stampa del 3 marzo, i prodotti riportavano informazioni fuorvianti sulla loro origine e, per una parte di questi, sulla loro qualità. Le verifiche hanno permesso di ricostruire il percorso della merce: le scarpe, realizzate interamente in Tunisia, venivano importate in Italia già confezionate e pronte per la vendita. Tuttavia, venivano presentate con etichettature recanti un’origine Made in UE o con una totale assenza delle medesime informazioni, circostanze che hanno immediatamente allertato il personale ADM, inducendolo a proseguire e approfondire l’attività di controllo e indagine. Difatti, grazie alla stretta collaborazione con i Laboratori chimici dell’Agenzia e alle meticolose analisi condotte sui prodotti, è emerso inoltre che parte delle calzature, pur etichettata come realizzata “in vera pelle”, risultava invece costituita in prevalenza da materiale sintetico, facendo insorgere ulteriori ipotesi di frode nei confronti dei consumatori e rafforzando il quadro di irregolarità già riscontrato in sede di etichettatura della merce.

L’operazione si inserisce in un più ampio contesto di monitoraggio dei flussi commerciali, in particolare quelli provenienti dalla Tunisia, oggetto di costante osservazione da parte del personale doganale in ragione della frequenza e tipologia delle lavorazioni delocalizzate. Nel caso specifico, è emerso che le calzature intercettate non erano destinate esclusivamente al mercato interno, ma avrebbero dovuto essere successivamente instradate anche verso altri paesi, in particolare quelli dell’est Europa, ampliando così la portata della condotta e il potenziale impatto delle irregolarità riscontrate. A conclusione degli accertamenti, si è proceduto all’adozione dei provvedimenti di natura amministrativa e penale previsti dalla normativa vigente, disponendo il sequestro della merce e denunciando i legali rappresentanti della società coinvolta per i profili di rilevanza penale presso la Procura della Repubblica di Livorno, che ha convalidato il sequestro eseguito. L’operazione evidenzia ancora una volta il costante impegno dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel contrasto degli illeciti di natura tributaria ed extratributaria e nella vigilanza contro le pratiche commerciali sleali, sottolineando la necessità di proteggere le aziende e i lavoratori che producono beni autenticamente Made in Italy. La società interessata ha ottenuto l’autorizzazione dall’Autorità Giudiziaria per la messa a norma della merce, provvedendo all’apposizione di nuove etichette indicanti la reale origine e composizione dei prodotti. La Camera di Commercio per gli aspetti di competenza ha inoltre applicato una sanzione pari a 11.500 euro.

Condividi:

Riproduzione riservata ©

Cerchi visibilità? QuiLivorno.it mette a disposizione una visibilità di oltre 90mila utenti giornalieri: 78.000 su Fb, 15.500 su Ig e 4.700 su X. Richiedi il pacchetto banner e/o articolo redazionale a [email protected] oppure attraverso questo link per avere un preventivo

QuiLivorno.it ha aperto il 12 dicembre 2023 il canale Whatsapp e invita tutti i lettori ad iscriversi. Per l’iscrizione, gratuita, cliccate il seguente link https://whatsapp.com/channel/0029VaGUEMGK0IBjAhIyK12R e attivare la “campanella” per ricevere le notifiche di invio articoli. Ricordiamo, infine, che potete continuare a seguirci sui nostri social Fb, Instagram e X.