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Sequestro di ramo d’azienda: nel mirino nota attività

Oggetto del decreto di sequestro posto in essere dal Tribunale delle Imprese di Firenze vi è la nota attività Dark Kitchen Italia che confeziona e distribuisce cibo (dal sushi agli hamburger), tramite delivery e su ritiro in sede in via Cairoli

Venerdì 1 Aprile 2022 — 19:16

di Giacomo Niccolini

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Sequestro di ramo d’azienda. E’ questo tecnicamente, da un punto meramente legale, quanto avvenuto la mattina di venerdì 1° aprile nei confronti dell’attività Dark Kitchen Italia (nella foto), il locale che cucina e confeziona cibo delivery per tutti i gusti, dal sushi agli hamburger, che ha sede in via Cairoli e che serve da anni una buona fetta di clienti livornesi. Un ufficiale giudiziario del Tribunale delle Imprese di Firenze, intorno alle 11,30, è sopraggiunto in città, accompagnato dall’avvocato Antonella Cittadino che cura gli interessi di due dei tre soci dell’azienda, e ha eseguito il decreto di sequestro emesso dal presidente del tribunale stesso in seguito a lunghi contenziosi tra due giovani soci e l’altro socio, controparte delle diatribe legali che si stanno dipanando a suon di carte e sentenze su presunte irregolarità. “I miei due assistiti – spiega Cittadino – sono divenuti, alla luce del decreto di sequestro, i custodi giudiziari dell’azienda. A fronte di questo provvedimento, sopraggiunto in seguito a contenziosi legali in corso, il 26 di aprile vi sarà un’udienza davanti al Tribunale delle Imprese nel capoluogo della Regione, così come altre vicende che riguardano i personaggi coinvolti. Come siamo arrivati a questo punto? Perché tra i vari amministratori della società che erano tre, i primi due, più giovani, si sono lamentati di alcune questioni poste in essere dal terzo e si sono rivolti all’autorità giudiziaria. Quello che posso dire in più su questa vicenda è che i miei assistiti sono gli attuali custodi dell’azienda e non hanno né l’interesse né la volontà di bloccare l’attività lavorativa”.
L’avvocato della controparte, interpellato telefonicamente da QuiLivorno.it, spiega a suo avviso quanto accaduto: “E’ cosa singolare – spiega che lo stesso sequestro sia stato eseguito per quanto possa conoscere la controparte quando Dark Kitchen Italia è società in liquidazione e senza che vi sia oggi il liquidatore ad assistere, che per quanto in conoscenza della parte che assisto non sembra averne conoscenza. Ci riserviamo dunque di poter fare un accesso agli  atti della società per capire come gli ex amministratori possano aver proceduto. Con ogni riserva di valutare le iniziative opportune, visto che l’esito concreto oggi (venerdì 1° aprile, ndr) di questo sequestro è la chiusura di un’attività, con immaginabili conseguenze pregiudizievoli. Quando verrà poi notificato ci riserviamo tutte le iniziative del caso. La prima iniziativa sarà quella di fare istanza di accesso agli atti della società per poter capire cosa sia successo nel merito”.

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