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“Siete Presente”, medico di Livorno si racconta a Mattarella

Damiano Bracchitta, 34 anni, urologo all'ospedale di Livorno, tra i quattro giovani che hanno incontrato il presidente all'iniziativa della Regione: "Colpito dalla sua capacità di ascoltarci"

Lunedì 18 Ottobre 2021 — 19:04

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Un medico, un’infermiera di famiglia, un chimico che si occupa del riciclo della plastica e un’atleta medaglia d’oro alla parolimpiadi di Tokyo 2021. Quattro modelli positivi di cittadinanza attiva. Quattro giovani che il 18 ottobre si sono raccontati al presidente della Repubblica Mattarella (foto tratte da quirinale.it) intervenuto alla Villa del Gombo nella tenuta di San Rossore all’iniziativa “Siete Presente” che la Regione Toscana ha organizzato, chiamando i giovani a dare un contributo diretto all’elaborazione delle politiche culturali del futuro. Mattarella nella giornata del 18 ottobre è inoltre intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Pisa.
Tra i quattro giovani a tu per tu con il capo di Stato anche un medico di Livorno, Damiano Bracchitta (nella foto che gentilmente ci ha inviato), 34 anni, urologo, da un anno e mezzo all’ospedale di Livorno. Scelto come modello positivo in quanto giovane e in quanto giovane che dalla Sicilia, terra di origine, ha deciso di espertizzarsi in Francia per poi dopo diciotto mesi tornare in Italia e mettere a frutto l’esperienza acquisita nella chirurgia robotica, non più oramai il futuro ma il presente della medicina. “Cosa mi ha colpito del presidente? Intanto – racconta Damiano contattato da QuiLivorno.it – Se si ha fortuna si ha una volta nella vita l’occasione di conoscere il presidente della Repubblica. Mi ha colpito molto il fatto che ci abbia ascoltato in maniera attenta, attiva, non è stato un ascolto passivo. E l’ho capito bene quando alla fine ha preso la parola ribadendo i concetti esposti da noi in precedenza e ricordando i nostri quattro nomi, a braccio, per poi tornare a salutarci e a ringraziarci uno ad uno”.
Gli altri tre giovani che hanno incontrato Mattarella, come si legge in un comunicato della Regione, sono stati Rebecca Donato. Rebecca, 26 anni, è uno dei volti che rappresentano quello che dovrà essere la sanità dopo la pandemia: un sanità decentrata, più vicina ai bisogni dei cittadini. L’infermiere di famiglia fa parte di questa rivoluzione: un operatore sanitario che assiste i pazienti a casa, sempre lo stesso, in modo da costruire anche un rapporto e una confidenza più stretta. Un progetto guidato da giovani infermieri: un modo di innovare anche questo, un lascito positivo dell’emergenza sanitaria. “Non è più sufficiente la sola prestazione di cura della malattia, ma la cura della persona con la sua malattia” dice. “Con la pandemia abbiamo sentito forte e chiaro il bisogno di un cambio di metodo” aggiunge. Oggi Rebecca e i colleghi della sua zona si prendono cura già di settecento persone, una media di trenta a testa. Tommaso Ceccanti, 25 anni, chimico, si occupa a Revet, partecipata a prevalente capitale pubblico, del riciclo della plastica. Oggi fa parte di una squadra che gestisce un impianto complesso e di nuova generazione che alimenta l’economia circolare e che della plastica riciclata fa oggetti d’arredamento e prodotti per il florovivaismo, l’edilizia e l’automotive, ma anche attrezzature per impianti sportivi e perfino gioielli . E’ emozionato, perché Giovanisì è il progetto che, anni fa, gli ha spalancato le porte sul mondo del lavoro. Aveva 24 anni e dopo il tirocinio è stato assunto da Revet. “Voglio che il mio Paese sia un modello di economia circolare nel mondo – sottolinea – perché dobbiamo lasciare un mondo migliore di come l’abbiamo trovato”. Davanti a Mattarella, seduto in una platea dove giovani e autorità si mischiano, per più di venti file e duecento posti sotto la tensostruttura dell’Arena allestita di fianco alla villa del Gombo, interviene anche Ambra Sabatini, l’atleta paralimpica di Porto Ercole, 19 anni medaglia d’oro sui cento metri alle olimpiadi paraolimpiche in un podio tutto azzurro. Due anni fa Ambra perse la gamba sinistra dopo un incidente in scooter. L’atletica era già la sua passione: quel giorno le cambiò la vita, ma a continuato a credere. Un esempio di determinazione e coraggio. “Io sono un atleta a tutti gli effetti e come tale vorrei essere riconosciuta – rivendica – Il mio obiettivo è far sì che lo sport paralimpico ottenga la giusta visibilità, attenzione ed importanza”. “Per realizzare i propri sogni è fondamentale sapersi rialzare ogni volta che si cade – conclude – Non è semplice, ma nemmeno impossibile”. Un insegnamento che non vale solo per lo sport.

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