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Sorpreso a pescare le “cèe”: multato di 2000 euro

E' scattata la sanzione di 2000 euro per un 26enne residente a Cecina. Lo stesso, per tentare di disfarsi del novellame pescato, ha gettato in acqua anche il suo telefono cellulare

Lunedì 12 Febbraio 2018 — 06:30

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Un 26enne è stato sorpreso da un nucleo di uomini della guardia costiera e dalla polizia provinciale mentre era intento a pescare abusivamente novellame d’anguilla (le cosiddette “cèe”) nel fiume Fine, in località Polveroni a Vada, a circa un chilometro dal mare.
“Bracconaggio ittico”, è questa la fattispecie contestata al giovane per aver pescato con un attrezzo dotato di una retina a maglie fittissime denominato “ripaiola”, alcuni esemplari della pregiata, ma allo stesso tempo severamente vietata, specie ittica. Alla vista delle autorità che lo hanno scoperto, il giovane è riuscito a disfarsi delle prede e a rovesciare nel fiume la cassetta dove le stesse erano tenute. Il recipiente tuttavia è stato recuperato e all’interno sono stati rinvenuti pochissimi esemplari ancora intrappolati.
Tanto è bastato alla guardia costiera e alla polizia provinciale per contestare la violazione di 2.000 euro prevista dalle norme regionali sul bracconaggio nelle acque interne, con relativo sequestro dell’attrezzatura. Con le “cèe” il giovane di 26 anni, residente a Cecina, ha rovesciato in acqua anche il proprio telefonino.
È presumibile che lo stesso contenesse importanti informazioni in relazione ai contatti per la vendita abusiva ad una rete di compratori, per piazzare sul mercato nero esemplari di novellame d’anguilla a prezzi che si aggirano anche fino a 300-400 euro al chilo. L’attività di controllo della guardia costiera e della polizia provinciale continuerà anche nei prossimi giorni al fine di prevenire e reprimere un illecito che, è bene ricordare, commettono anche coloro che detengono o semplicemente consumano esemplari di anguilla cieca.

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9 commenti

 
  1. # Paolo

    Qui sono anni che le catturano per pescare spigole nel fiume di badino, nessun controllo in 20 anni che io frequento quella foce…non c’è rispetto, distruggono sia le cechette (anguille piccole) che migliaia di spigole ovate.

  2. # mario

    quando crescono sono anguille che non mangia nessuno, hanno tarpato le ali ad una micro economia e ci hanno privato di una prelibatezza.
    Erano gobbe con olio salvia uno spicchio d’aglio e un bel bicchiere di vino bianco.

    1. # Daniele

      Ti illumino … Le anguille anche se non sono orate si mangiano. E comunque se c’è un divieto non è certo per caso e, non solo perché diventano anguille sono importanti. Sono un nutrimento anche per altri pesci, questo è importante.

      1. # Malizioso Troll

        E comunque quando finiscono non ce ne sono più. Ce lo vogliamo mettere in testa?

    2. # lev

      La biodiversita’? O cos’e’ robba da mangia’?

  3. # piropiro

    La pesca sportiva può andare bene , comunque vada ci vuole un controllo , altrimenti si fanno dei danni irreparabili .
    Non solo per le cee s’intende , per tutto

  4. # vraie55

    400 euro al chilo … fare un allevamento è troppo faticoso? .. impossibile? .. vietato?

  5. # Enrico

    Se andate alla foce del Garigliano questi illeciti sono all’ordine del giorno ma nessuno interviene ; ormai è diventata una consuetudine per alcuni pescatori del posto posizionare reti a maglie sottilissime per catturare esemplari ancora trasparenti di ceche .