Cerca nel quotidiano:


Squalo Mako nella rete, indagini della capitaneria

La capitaneria: divieto assoluto di pesca e obbligo di rigetto immediato in mare considerato che il Mako rientra tra le specie di squali protette. Indagini in corso

Mercoledì 15 Luglio 2020 — 17:46

Mediagallery

Come si legge nel comunicato della capitaneria l'esemplare, 1 metro per 20 kg, sarebbe stato catturato accidentalmente nel tratto di mare non lontano dall’area marina protetta delle secche della Meloria

Come si legge in un comunicato della capitaneria del 15 luglio un pescatore di Livorno non ha fatto i conti con il vigente divieto assoluto di pesca e l’obbligo di rigetto immediato in mare considerato che il Mako rientra tra le specie di squali protette dalle Convenzioni internazionali CITES di Washington e quella di Barcellona che lo hanno catalogato tra gli animali a rischio estinzione. Lo squalo, un giovane esemplare maschio lungo 1 metro per 20 kg di peso, come si legge ancora nel comunicato, stando a quanto emerso sarebbe stato catturato accidentalmente nel tratto di mare non lontano dall’area marina protetta delle secche della Meloria dalla rete del peschereccio e scaricato sulla banchina del porto di Livorno senza avvisare le autorità competenti. Le indagini, tuttora in corso, proseguiranno da parte degli ispettori pesca della Guardia Costiera anche congiuntamente ai militari del nucleo Carabinieri CITES di Livorno per gli aspetti legati alla disciplina sul commercio internazionale della fauna selvatica minacciata di estinzione, al fine di scongiurare che le carni o altre parti dello squalo siano state introdotte illegalmente sul mercato. Per la pesca vietata si profilano responsabilità penali a carico del trasgressore. La Guardia Costiera prosegue ininterrottamente l’azione di vigilanza e custodia dell’area marittima e costiera del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano a tutela dell’ambiente e delle specie ittiche sottoposte a particolare tutela come gli squali.

Riproduzione riservata ©