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Stagno, via all’abbattimento dei pini. Al loro posto i lecci

A partire giovedì 18 luglio, inizieranno i lavori per l'abbattimento del doppio filare di pini nei pressi del parco pubblico in via della Costituzione a Stagno

giovedì 18 Luglio 2019 09:53

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L’Amministrazione Comunale informa che la cittadinanza che a partire giovedì 18 luglio, inizieranno i lavori per l’abbattimento del doppio filare di pini nei pressi del parco pubblico in via della Costituzione a Stagno. Tali lavori rientrano nel progetto di riqualificazione degli spazi verdi sul territorio comunale denominato “Riqualificazione e manutenzione straordinaria aree a verde del territorio comunale”. Il progetto prevede la sostituzione degli esemplari abbattuti con esemplari di leccio. L’intervento si è reso necessario poiché, a seguito di una valutazione tecnica sulla stabilità dei pini, sono emerse alcune criticità che potrebbero compromettere la stabilità degli stessi e comportare crolli o cedimenti degli esemplari con pericolo per i cittadini.

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14 commenti

 
  1. # Franco49

    tutti sanno della instabilità dei pini, dato che hanno radici superficiali ma perché continuano a piantarli specialmente nei posti pubblici

  2. # ripetenti

    Speriamo che tutte le amministrazioni si adeguino a comprendere che il pino è una essenza che costa poco alla piantumazione ma crea continui problemi di stabilità negli anni di vita !

  3. # FABIO

    E’ un’ottima cosa. I pini sono proni a cadere per il forte vento e rovinare il manto stradale. Dei lecci sono senz’altro meglio per questo. Il problema è che i lecci crescono MOLTO lentamente e andando a togliere dei pini cresciuti e maturi per dei lecci giovani significa perdere per diversi decenni i benefici degli alberi stessi

  4. # Marco

    Fanno benissimo a buttarlo giù. I pini sono piante belle ma che stanno bene nelle pinete nei centri abitati sono pericolosissimi. I grossi rami cadono per un po’ di vento o se si zuppano d’acqua piovana per non parlare delle radici che crescono a fior del terreno e sfanno il manto stradale.

  5. # Mario

    Stanno facendo un ecatombe di alberi in tutta Italia, per dare modo al 5G di funzionare bene. Vi prendono per le chiappe.
    Informatevi su cosa sta accadendo, sempre se ne avete ancora materia grigia per farlo.

    1. # Mario1

      Sig. Mario hai abboccato ad una BUFALA per quanto riguarda i 5G.
      Prima di sparare VONGOLATE informati 😉

    2. # labronico

      Il Pino è un albero alloctono e come tale non ha una vita longeva ed in più è pericoloso e in alternativa non è adatto a nessun tipo di utilizzo. Il leccio è un albero autoctono, nobile e resistente, quindi è stata fatta un’ottima scelta.
      Il 5G è solo una tua fantasia!

      1. # Beppe

        Nelle nostre zone il pino veniva piantato perché serviva e molto.
        Mezza Livorno e mezza Pisa sono costruite su palificate di tronchi di pino che, nonostante i secoli, fanno ancora il loro dovere. Le strade sono venute dopo, quindi si a togliere il pericolo, ma da qui a dire che non sono utili ce ne corre.
        Comunque qualunque sia la pianta, se non si fa manutenzione tutti gli albero sono pericolosi.
        I platani ad esempio, cadono al minimo vento e sono pesanti, fanno del male.

  6. # australopiteco

    Ci sarebbero gli eucalipto quale ottima alternativa ai pini. Piante robuste e longeve, di rapido accrescimento ed emananti un buon profumo dalle foglie che contribuisce ad allontanare le zanzare. Come mai non si prendono mai in considerazione?

    1. # Beppe

      Belli, ma pericolosi, le foglie sono tossiche se ingerite.
      Da campagnolo amo le piante, ma no possiamo tornare indietro. Vanno allontanate dalle strade in proporzione alla loro altezza.
      Possono uccidere se cadono, ma al contempo uccidono se vi si sbatte contro.
      Lungo le strade metterei solo arbusti regolarmente potati, poi parchi a volontà per gli alberi alti.

      1. # australopiteco

        Pericolose? perchè mangi le foglie degli alberi? anche le foglie dei pini sono tossiche ma nessuno le mangia! Le piante non uccidono, uccidono solo i guidatori imprudenti che possono andare a sbattere contro qualunque cosa. Gli alberi tengono fermo il terreno ed evitano frane e sono ottimi contro l’ inquinamento atmosferico!

  7. # Tuter

    Niente da dire in merito all’abbattimento, anche se si poteva pensare a piantare nuovi alberi nel parco lungo la strada che costeggia la scuola un po di tempo prima.. l’impatto sarebbe forse stato meno evidente.. chiedo… ma è possibile che a stagno non pensano mai a rifare le strade e a realizzate marciapiedi?

  8. # Marco Dinetti

    Siamo in piena emergenza cambiamento climatico, le ondate di calore ci accompagnano in queste giornate, mentre le città soffocano dall’inquinamento. Le conseguenze sono decine di migliaia di morti all’anno per le patologie che ne derivano, come testimonia l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
    Gli alberi rappresentano la risposta più efficace per migliorare l’ambiente sotto un insieme di aspetti, che prendono il nome di servizi ecosistemici, conferma Marco Dinetti (Responsabile Ecologia urbana Lipu): “mitigano gli sbalzi climatici, fanno ombra, filtrano gli inquinanti nell’aria e nel terreno, attutiscono i rumori, accumulano anidride carbonica che è responsabile dell’effetto serra. Poi abbelliscono il paesaggio, migliorano il nostro benessere psico-fisico e aumentano il valore immobiliare dei nostri appartamenti”. Tutte buone ragioni per avere massima cura degli alberi e delle siepi.
    Talvolta è necessario sostituirne alcuni, ma ciò va effettuato secondo logica e le relative perizie devono essere improntate al massimo rigore. Quindi, secondo Paola Ascani (Consigliera nazionale Lipu) “se c’è un albero pericolante questo va tagliato, senza però farsi prendere la mano abbattendone molti altri attorno che non ne hanno bisogno. La paura irrazionale per i possibili cedimenti non ha senso, considerando che la sicurezza al 100% non esiste in nessun campo”.
    Qualche giorno fa ci sono stati 12 morti sulle strade, in un solo giorno, ed in effetti la media giornaliera è di una decina. Più o meno lo stesso numero degli sfortunati che nel nostro Paese si vedono crollare addosso un albero, soltanto che in questo caso il lasso temporale è di un anno. Quindi possiamo solo tranquillizzarci, pensando a quanti contadini hanno passato la vita all’ombra degli alberi al seguito delle greggi, di sicuro non vivendo nel terrore che la pianta gli potesse crollare addosso.
    Guardando nello specifico al Pino domestico (nome scientifico Pinus pinea) che è al centro del discutere a Stagno come in altre città, secondo i dati della Regione Toscana relativi al Piano regionale per la qualità dell’aria, è una delle piante migliori per contrastare l’inquinamento atmosferico, abbattendo 16,08 grammi/pianta/giorno di polveri sottili (PM10) e sequestrando ogni anno 1,28 tonnellate di anidride carbonica. Questo riguarda alberi adulti, mentre quelli giovani svolgono lo stesso ruolo, ma con una capacità 70 volte inferiore. Quindi si deve tenere presente che se tagliamo un albero maturo -sostituendolo con uno giovane- avremo una perdita netta di benefici per svariate decine di anni. Basta una semplice riflessione su quante auto possiamo parcheggiare all’ombra di un albero con chioma sviluppata, cosa che non può certo avvenire sotto a un alberello.
    Qualche anno fa era comune piantare pini nelle città, e così oggi troviamo spesso pinete e viali con pini domestici. Nel futuro, pensare maggiormente a specie quali il Leccio va bene, dice Cecilia Giorgetti (Delegata Lipu e anche lei neo eletta nel nuovo Consiglio nazionale Lipu) “perché è l’albero autoctono meglio adattato agli ambienti mediterranei. Allo stesso tempo occorre tenere presente che oggi ci sono tecniche moderne per gestire il problema delle radici superficiali dei pini”.
    Infine va ricordato come sia ancora in corso la nidificazione degli uccelli: i nidi sono protetti ai sensi della Legge nazionale 157/92 e della Legge regionale Toscana 30/2015 che fa divieto di alterare i siti di nidificazione. Distruggere un nido configura un reato penale, ed in questo periodo ci sono diverse specie tra cui la Capinera, il Verdone ed il Cardellino che sono ancora impegnati nelle fasi riproduttive.
    Per cercare di fare chiarezza e contribuire ad una migliore gestione del verde urbano, la Lipu insieme ad altre dodici associazioni ha proposto ai ministeri competenti una legge nazionale, che si spera venga approvata per migliorare la cultura degli alberi, di cui vi è un grande bisogno.

    Marco Dinetti e Cecilia Giorgetti, Lipu

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