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Striscioni, cori, fumogeni e palloncini al funerale di Denny. “Ricordatelo sempre con un sorriso”

Venerdì 2 Settembre 2022 — 18:47

Nelle foto la moltitudine di persone che hanno assiepato il quartiere delle Sorgenti per i funerali di Denny Magina, alcuni momenti del pomeriggio del 2 settembre tra fumogeni, striscioni e cori per il giovane scomparso all'età di 29 anni

Una moltitudine di persone ha voluto dare l'ultimo saluto a Denny Magina nel pomeriggio di venerdì 2 settembre. Le bellissime parole dette all'altare: "Adesso lui è oltre. In un luogo di pace. Ricordiamolo sempre con un sorriso e non lasciamo posto ad altri sentimenti"

di Giacomo Niccolini

“Lo dico a tutti qua presenti, quando vi capiterà di ricordarvi di Denny ricordatelo con un sorriso, e anche quando prevarranno altri sentimenti come la rabbia, ricordiamocelo con il sorriso. So bene che non sarà facile, ma lui adesso è oltre, in un luogo di pace Oggi salutiamo il suo corpo ma la sua anima sarà sempre con noi. La sua presenza sarà sempre al nostro fianco, io la sento e sono sicura che la sentite anche voi”.
Le lacrime fanno fatica a stare al suo posto mentre all’altare parla Alice che con grande forza e dignità trattiene un pianto dirotto davanti al feretro di legno chiaro. Sopra una foto sorridente di Denny. Quella bella a colori, che non si stingerà mai con il tempo perché è incisa nei cuori di tutti. Quella dove Denny si alza dall’acqua e guarda il sole, sorridente. A tenere la bara c’è mamma Erika, come in un abbraccio infinito. I singhiozzi inondano la chiesa di San Pio X dove nel pomeriggio di venerdì si è celebrato il funerale del giovane deceduto in via Giordano Bruno in circostanze ancora tutte da chiarire.
Sin dalle 16 davanti ai cancelli della chiesa delle Sorgenti, dove è cresciuto Denny, sono accorsi in centinaia e centinaia di persone. Forse un migliaio. O qualcosa di più. Chi può dirlo. Il quartiere è stato letteralmente preso d’assalto da una folla commossa. Ogni angolo della piazza è gremito per l’ultimo “ciao”. Qualcuno indossava una maglia bianca con una scritta nera: “Denny per sempre” oppure in rosso  e poi la sagoma disegnata dell’amico infinito.
C’è un silenzio surreale. Parlano i volti, parlano gli occhi dietro a tanti occhiali neri. Parlano i tantissimi striscioni esposti alla cancellata della chiesa, come quelli che hanno inondato la città in questi ultimi giorni. Parlano le mani strette strette intorno ai corpi, a braccia chiuse, conserte, digrignate come i denti per trattenere la rabbia e il dolore che è troppo forte che si respira e atterra.
Intorno alle 16,25 arriva il feretro. “Sei nella storia Denny, sei nella storia!“, grida uno dei tanti presenti seduto su di uno scalino mentre gli operatori della Svs adagiano la bara sul carrello per trasportare Denny in chiesa. E giù un applauso liberatorio. Quasi come a sfogarsi di tutto quel silenzio che quasi fa male. Di tutto quello strazio che da quella dannata notte in tanti si portano dietro. “Siamo tutte mamma Erika” grida un’altra ragazza dalle panche della chiesa. E giù un altro applauso. Quando è proprio lei a parlare c’è chi le grida “Forza Erika!” davanti a un momento di esitazione. “Per me Denny era come un amico oltre che un figlio, i miei occhi. Tutto. Non dimenticatelo mai”.
“Anche voi avete capito cos’è l’eternità – dice compito il parroco, don Luciano Cantini, dall’altare – Denny per sempre, avete scritto sui vostri striscioni. Ed è questo che Denny ci ha insegnato: il principio di eternità”.
La messa finisce. La folla abbraccia Erika, il padre Sky, la sorella Asya e tutta la famiglia. Il feretro esce. Partono i cori accompagnati dai fumogeni che si alzano al cielo come i palloncini bianchi liberati in aria all’uscita di Denny. La macchina con Denny fa ritorno ai Lupi e dietro tutti. Tutti insieme. Ancora una volta. Per sempre con Denny nel cuore. Denny per sempre.

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