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Terapia del dolore con l’ausilio della cannabis, parla l’esperta

Cosa si intende per cannabis terapeutica e cosa si può curare. Abbiamo intervistato la dott.ssa livornese Cristiana Salvadori, che da 5 anni si occupa di questa terapia, per approfondire il tema

mercoledì 25 Settembre 2019 16:44

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di Giulia Bellaveglia

L’utilizzo della cannabis terapeutica è stato introdotto in Italia nel 2015 e da cinque anni, gli ultimi due a Livorno, ad impegnarsi su questa strada è la dottoressa livornese, già medico del 118, Cristiana Salvadori, 45 anni (nella foto). “Se c’è paura a parlare di questo argomento? Ritengo di sì. Chi trova benefici dall’uso della cannabis ha paura a dire che ne fa uso quando in realtà se ne può parlare tranquillamente visto che la legge ne legalizza l’utilizzo”. Abbiamo intervistato la dott.ssa per approfondire la tematica.

Di cosa si occupa esattamente?
Mi occupo da anni di medicine integrate e terapia del dolore, sono un medico specialista in psiconeuroendocrinoimmunologia, una scienza che cerca di curare un disturbo, un sintomo, una malattia considerando la sfera emotiva, la reattività del sistema nervoso centrale e periferico, l’assetto dell’apparato endocrino e la risposta immunitaria.

Cosa si intende per cannabis terapeutica?
La cannabis terapeutica è costituita dalle infiorescenze della pianta della canapa con un certo contenuto standardizzato di cannabinoidi (principi attivi: tetraidrocannabinolo e cannabidiolo che presenti entrambi in concentrazioni diverse nei vari tipi utilizzati producono effetti farmacologici diversi) e di terpeni (oli essenziali ad azione terapeutica che conferiscono odore alla pianta) i quali, presenti in concentrazioni diverse nelle varie tipologie utilizzate, producono effetti farmacologici differenti.

Cosa si può curare con la cannabis?
Nella terapia di alcune patologie utilizzare il supporto della cannabis terapeutica è fondamentale per ridurre il dolore nel paziente. Inoltre questo tipo di terapia può essere utilizzata in una vastissima gamma di patologie. La cannabis terapeutica costituisce infatti un aiuto in tutti i tipi di dolore cronico (artrosi, artriti, fibromialgia, spasticità, ipertono, malattie del sistema nervoso centrale, cefalee, emicranie, nevriti, fuoco di Sant’Antonio, morbo di Parkinson, dolore oncologico, effetti collaterali indotti da chemio e radioterapia), nell’insonnia resistente ai farmaci, nella nausea e nel vomito indotti da chemio e radioterapia, come appetizzante nell’anoressia, nell’epilessia resistente a farmaci, lievi disturbi dell’umore. Purtroppo la terapia della cannabis non è applicabile in rari casi dove potrebbero esistere delle controindicazioni. Tuttavia tali eventi sono molto sporadici, motivo per cui invito tutti coloro che potrebbero aver bisogno di una efficiente terapia del dolore a provare a prendere in considerazione questa alternativa.

Chi volesse utilizzarla come deve fare?
Per sottoporsi a questo tipo di terapia è necessario effettuare una visita per accertare l’eventuale idoneità del paziente e le interazioni con la terapia già in atto e il tipo di Cannabis che si deve utilizzare e attraverso quale modalità (inalazione, olio di Cannabis, compresse ecc).al fine di stabilire modi e tempi di somministrazione corretti. Per ricevere maggiori informazioni è possibile rivolgersi in via San Giovanni, sede della Svs e dell’ambulatorio della dott.ssa.

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2 commenti

 
  1. # gp

    Premetto che non conosco la dottoressa. La terapia antalgica non si fa dando solamente farmaci per via sistemica esistono metodiche invasive che possono portare a migliorare la qualità di vita del paziente con dolore, nella mia esperienza non ho mai trovato un adeguato controllo del dolore con la cannabis, ci sono certamente indicazioni limitate, quando mi parla di indicazioni nella spasticità spesso è inefficace nella vera spasticità quando è necessario il ricorso ad impianti per la somministrazione intratecale di miorilassanti (baclofen), nelle patologie del rachide come tratta per esempio le radicolopatie. Mi può contattare personalmente Dr. Giampaolo Pullera’

  2. # Rita Brizzi

    Buongiorno , vorrei sapere se possiamo aiutare mio padre che ha quasi 88 anni e che ovviamente ha i problemi dovuti all’età.
    Da anni prende le medicine per la pressione alta, ma io non penso facciano bene e vorrei sostituirle con prodotti naturali.
    Qualche medico ha detto che è “inabile” o che ha l’alzeimer , io dico che su questo pianeta non siamo eterni…
    Grazie

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