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Il questore a QuiLivorno.it: “Ecco il piano sicurezza per Mattarella”

Il questore, che ringraziamo pubblicamente, racconta a QuiLivorno.it il piano

Mercoledì 15 Gennaio 2020 — 19:26

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Impiegati oltre settanta fra uomini e donne di polizia, carabinieri, finanza, stradale e municipale, più vigili del fuoco, stuart, associazioni di volontariato di polizia e carabinieri, oltre all'ufficio presidenziale. "Grazie a tutti per la collaborazione"

Oltre settanta fra uomini e donne di polizia (digos, reparto mobile e reparti speciali quali unità cinofile, artificieri della polmare e tiratori scelti), carabinieri, finanza, polizia stradale e polizia municipale. In divisa e in borghese. Più vigili del fuoco, sicurezza privata e appartenenti alle associazioni di volontariato di polizia e carabinieri. Più gli uomini dell’ufficio presidenziale che hanno la direzione del servizio di sicurezza sulla cosiddetta “breve distanza”. Con l’unita operativa di pronto intervento di stanza a Livorno, la UOPI, pronta ad intervenire in caso di problematiche terroristiche e di elevata criminalità. Eccolo il piano che ha garantito la sicurezza del capo dello Stato in visita a Livorno. Un piano che ha visto l’ultimo sopralluogo da parte delle forze dell’ordine qualche ora prima dell’arrivo di Mattarella e che ha visto ancora prima alcuni sopralluoghi iniziali, fra fine dicembre e inizio gennaio, lungo il percorso e nei due luoghi di sosta (Goldoni e Museo della Città), nonché una riunione “finale” in prefettura, alla quale ha preso parte anche il cerimoniale del Quirinale (i cosiddetti “civili”, coloro che si occupano dell’organizzazione della giornata del presidente), per mettere a punto il tutto in vista dell’ultimo sopralluogo, appunto. “Un piano di routine ma allo stesso tempo molto complesso. D’altronde parliamo della massima carica”, spiega il questore raggiunto telefonicamente da QuiLivorno.it il 15 gennaio pomeriggio. “Non ci aspettavamo nessun tipo di criticità e cosi è stato – prosegue Lorenzo Suraci – ringrazio per la collaborazione tutte le forze dell’ordine, compresi gli uomini dell’ufficio presidenziale che conosco personalmente. Sono stati gentilissimi. Da soli non è possibile mettere in campo un servizio così imponente. La collaborazione diventa fondamentale. E alla fine non c’è stato alcun tipo di problema. Anche lo striscione, l’unico, esposto in piazza del Luogo Pio è stato esposto, va detto, in maniera del tutto pacifica. Un grazie anche a loro. Come dirigente su strada ho seguito i presidenti della Repubblica svariate volte. Come questore questa è la terza volta”. Un piano, scendendo nel dettaglio, che è divenuto operativo nel momento in cui Mattarella è stato “agganciato” dopo lo sbarco all’aeroporto di Pisa e che ha visto il controllo e la bonifica da parte degli artificieri e dei cani dei tombini, dei cassonetti e delle vetture da più tempo ferme lungo il percorso che la macchina presidenziale compie per arrivare nei luoghi in cui deve sostare il presidente. Oltre all’istituzione dei divieti di sosta nelle vicinanze del Museo e del Goldoni, al dispiegamento dei tiratori scelti e alla predisposizione di vie di fuga dai luoghi in cui Mattarella ha sostato (quindi parliamo sempre di Museo e Goldoni). “Voglio come questore ringraziare sia il presidente che prima di lasciare la città ha voluto stringere la mano a me e ai comandanti delle varie forze dell’ordine. Abbiamo apprezzato molto. E come cittadino voglio dire che ho apprezzato molto tutto il convegno organizzato dal Comune al Goldoni. Infine, lo dico con modestia, complimenti al sindaco e a tutti i relatori per gli interventi proposti”.

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2 commenti

 
  1. # frabarzz

    gli sforzi del questore e di tutti quelli he hanno collaborato sono serviti a farci fare bella figura di fronte al Paese e al Presidente.
    Ma sarebbe cosa opportuna che venisse messo lo stesso impegno nel quotidiano per la sicurezza di tutti i cittadini onesti e contribuenti….

  2. # Antonella

    È stata una bella visita ma mi è mancata la sfilata come fece Pertini, Ciampi e anche Papa Giovanni. Forse non si poteva per la sicurezza

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