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Toscana in zona arancione da lunedì 12 ma con alcune zone rosse locali. Ecco quali

Con una incidenza di 230 casi (ricordiamo che sopra i 250 scatta la zona rossa) la regione torna nella fascia con meno restrizioni. Cosa cambia

Venerdì 9 Aprile 2021 — 18:06

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L'Rt nazionale è di 0,92 e il tasso di incidenza nazionale è di 210 casi su 100mila abitanti

Si è conclusa la consueta cabina di regia del ministero della salute. Ufficiale: la Toscana in zona arancione da lunedì 12 aprile. Con una incidenza di 230 casi (ricordiamo che sopra i 250 scatta la zona rossa) la regione torna, quindi, nella fascia con meno restrizioni. L’Rt nazionale è di 0,92 e il tasso di incidenza nazionale è di 210 casi su 100mila abitanti.
Ricordiamo che in zona arancione riaprono negozi, parrucchieri e centri estetici; ci si può spostare liberamente all’interno del proprio comune; tornano a scuola anche gli alunni di seconda e terza media e in presenza, a rotazione, quelli delle superiori; permessa la visita una volta al giorno nelle abitazioni private dalle 5 alle 22.
Le zone rosse in Toscana – Sentito il Ministro della Salute permangono in zona rossa fino alle ore 14 di sabato 17 aprile le Province di Firenze e Prato, i comuni di San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto parte della Provincia di Pisa ma compresi nella zona socio sanitaria Valdarno Empolese Valdelsa, i comuni di Poggibonsi, San Gimignano, Colle di Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli compresi nella zona socio sanitaria Alta Vald’elsa, Provincia di Siena per i Comuni citati poco fa.
Le due province e le due zone socio sanitarie superano l’indice di contagio settimanale dei 250 contagiati su 100.000 abitanti, dato limite indicato dalla legge per l’assunzione di provvedimenti.
L’atto è determinato dalla situazione ad alto rischio nel sistema ospedaliero e sanitario con fortissima occupazione di terapie intensive e alta diffusione di ricoveri nei reparti Covid.
I pareri dei Direttori di Asl competenti sono concordi nel chiedere di limitare la mobilità per non congestionare ulteriormente e il sistema ospedaliero e sanitario toscano.
Le decisioni sono state assunte dopo attento esame in assemblee con i sindaci dei territori interessati.

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