Cerca nel quotidiano:


Toscana prima in Italia ad introdurre il braccialetto che monitora i pazienti Covid a casa

Come spiega in un articolo intoscana.it il progetto è del 118 di Arezzo (Asl Toscana sud est) e per il momento verrà esteso alle aree di Siena e Grosseto dell'area sud est

Domenica 22 Novembre 2020 — 19:08

Mediagallery

La soddisfazione del presidente Giani su Fb che ha portato alla ribalta la puntata di ItaliaSì in cui si parla del braccialetto: "Siamo tra i primi in Europa e gli unici in Italia a farlo"

“Siamo tra i primi in Europa e gli unici in Italia a farlo. Grazie alle donne e agli uomini del nostro sistema sanitario che monitorano 24 ore al giorno lo stato di salute dei pazienti. Senza di loro niente sarebbe possibile!”. Con queste parole affidate ad un post Fb intorno alle 18 del 22 novembre, il presidente Eugenio Giani ha portato alla ribalta la puntata di ItaliaSì in cui si parla del braccialetto che monitora i pazienti Covid a casa (fermo immagine tratto dal post Fb). Tanti i commenti di apprezzamento sotto al post di Giani da parte degli utenti che si domandano se questa iniziativa verrà estesa in tutta la Toscana. Quel che possiamo dire, come si legge in un articolo di intoscana.it, è che “il progetto è del 118 di Arezzo e presto verrà diffuso anche alle altre aree provinciali dell’Asl Toscana sud est, Asl Toscana sud est, prima azienda sanitaria in tutta Italia, a cui fanno capo anche i territori di Siena e Grosseto”. Il progetto, si legge ancora nell’articolo, “grazie allo smartphone trasmette i valori del paziente (ossigenazione, frequenza cardiaca, indice di qualità del segnale della saturimetria e temperatura corporea) ogni cinque minuti al 118 e all’Usca. Il monitoraggio è fatto in automatico dal sistema: nel momento in cui rileva un trend negativo, allerta la centrale. Il braccialetto è monouso e funziona 24 ore su 24 per 10 giorni. Questa tecnologia, che potrebbe rivelarsi utile per tenere sempre sotto controllo lo stato di salute dei malati e allo stesso tempo non intasare ulteriormente gli ospedali“.

Riproduzione riservata ©