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Tramonti: “Stop a diffamazioni sui social. Adesso querelo”

Il titolare de "La Ponceria" ha dato mandato al suo legale affinché sporga querela nei confronti dei diffamatori social. "Non abbiamo bisogno di avvelenatori di pozzi"

Domenica 13 Giugno 2021 — 17:54

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Non ci sta Adriano Tramonti. Non ci sta perché dopo mesi di chiusure e di mille attenzioni che, come imprenditore e come datore di lavoro, ha riversato nel suo locale per provare a ripartire deve affrontare il turbinio di commenti social dovuti alle critiche sulla gestione della movida nel quartiere Venezia. Si sfoga e promette querele in qualità di titolare de “La Ponceria” per chiunque abbia infangato la sua attività, la sua persona e il suo modo di lavorare. E lo fa attraverso una lettera mandata anche alla nostra redazione che pubblichiamo integralmente qua sotto.
“Ho dato mandato al mio legale affinché tuteli i miei diritti dinanzi alle competenti autorità giudiziarie e in particolare sporga querela nei confronti di colui o coloro che diffamano la mia persona e la mia attività commerciale. Non credo sia più accettabile leggere commenti come quelli scritti sul gruppo Facebook Vivi La Venezia, che non hanno niente a che fare con la realtà.
Sabato sera (12 giugno, ndr) alle ore 23.40 ho chiuso le porte del mio locale, e le forze dell’ordine che stavano monitorando la situazione ne sono state testimoni. Non sono più disponibile ad accettare che si continui a screditare il mio lavoro, soprattutto dopo 7 mesi interminabili, dove la mia attività, insieme a molte altre, si è caricata il peso economico dell’emergenza sanitaria. Inoltre, voglio sottolineare che le persone che sostavano sul ponte dei Domenicani, adiacente al mio locale, l’unico fastidio alla quiete pubblica che stavano arrecando era quello di occupare la sede stradale. La narrazione che in questo periodo sta continuando a circolare, dove i locali dovrebbero dare l’esempio e i giovani dovrebbero smettere di fare chissà che, è una guerra in cui tutti hanno solo da rimettere, sia emotivamente che economicamente.
Il mio gesto, arriva al termine di una riflessione ponderata, dove lo stress sta superando il piacere del ritorno al lavoro e del contatto con il pubblico. Abbiamo tutti il diritto di essere sereni, chi risiede, ma anche chi ha bisogno di svago e chi di questo svago ne ha fatto un lavoro. Ai ragazzi dico semplicemente una cosa, che una volta fuori dai locali evitino di restare assembrati. Questo già aiuterebbe molto a sfatare la falsa narrazione di giovani tutti confusionari e irrispettosi della tranquillità degli altri. Avete solo bisogno di riprendervi i vostri spazi e nessuno, meglio di chi vive a contatto con voi, come gli esercenti commerciali, lo sa. Ma una cosa è certa: non abbiamo bisogno di avvelenatori di pozzi“.
Adriano Tramonti, titolare La Ponceria

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