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Una panchina arcobaleno contro la discriminazione

Inaugurata in piazza del Municipio la panchina"rainbow" per combattere le discriminazioni e la violenza a causa dell'identità di genere e l'orientamento sessuale

Sabato 20 Giugno 2020 — 15:38

di Chiara Montesano

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Raspanti: "Se l'Italia ha fatto dei passi in avanti si deve al coraggio e all'impegno di chi ha spinto le istituzioni a farsi carico dei problemi. Un passo avanti verso il Toscana Pride che nel 2021 si svolgerà a Livorno"

È stata inaugurata la mattina di sabato 20 giugno, in piazza del Municipio, la panchina arcobaleno voluta dalle associazioni Lgbtiqi (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Intersex, Queer/Questioning, Interested) di Livorno contro le discriminazioni e le violenze a causa dell’identità di genere e orientamento sessuale. “L’orgoglio non va in panchina”, è questo il titolo dell’iniziativa che ha preso piede davanti a Palazzo Comunale.

Si tratta di un arcobaleno un po’ diverso, come ha affermato il rappresentate di Livorno Rainbow, Luca Dieci. “Abbiamo aggiunto alla bandiera il nero e il marrone – spiega Dieci – Il nero rappresenta i nostri caduti, morti maggiormente per l’Hiv. Il marrone ci racconta invece le persone che vivono una doppia discriminazione: quella per l’identità di genere e  per il colore della pelle. Queste due bande in questi giorni sono ancora più importanti”.

Questo 20 giugno si sarebbe dovuto svolgere il Toscana Pride a Livorno, rimandato al prossimo anno causa Covid-19, e il sindaco Luca Salvetti ha tenuto a precisare come la città di Livorno “sia sempre stata storicamente un posto di inclusione, tolleranza e accoglienza e come sia importante che continui ad essere così”.  “La giornata di oggi – ha concluso il primo cittadino – è solo l’antipasto del Toscana Pride del prossimo anno”.

È intervenuto anche l’assessore alle Pari Opportunità Andrea Raspanti che ha sottolineato quanto sia importante questo ulteriore anno di preparazione al Toscana Pride per svolgere un’azione di sensibilizzazione e informazione sul territorio perché “ognuno di noi ha tante dimensioni – ha specificato Raspanti – e non può essere bloccato solamente in una di esse. Deve poter fare ciò che vuole senza essere discriminato e giudicato. Questo è fondamentale per poter vivere bene a Livorno”.

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1 commento

 
  1. # Cecilia Vadala

    Bellissima iniziativa! Speriamo che venga rispettata!