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Vernacoliere: “Servono 5mila nuovi abbonati per andare meglio avanti”

Appello sentitamente urgente. Lo ha titolato così Mario Cardinali, il direttore del mensile, l'articolo-appello per 5mila nuovi abbonamenti cartacei

Lunedì 2 Novembre 2020 — 16:04

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Il direttore Cardinali: "Ai tanti che si sperticano di elogi nei nostri confronti dico di farci vedere la vostra riconoscenza pratica: un abbonamento"

“Appello sentitamente urgente”. Lo ha titolato così Mario Cardinali, direttore del Vernacoliere, l’articolo-appello da lui stesso scritto e pubblicato sul sito del mensile satirico (foto tratta dal sito). Un appello per almeno 5mila nuovi abbonamenti cartacei per “andare meglio avanti”. Di seguito ne riportiamo un estratto. “Cari lettori, cari amici, il Vernacoliere sta sempre più lottando per la sua sopravvivenza. Un po’ la crisi economica generale, un po’ la crisi particolare dell’editoria cartacea, un po’ infine il Covid, fatto è che le edicole sono sempre meno frequentate e sempre più sbarrate. E il Vernacoliere, da sempre libero da sussidi e finanziamenti per amor di libertà, spoglio anche di pubblicità per precisa scelta editoriale da quasi quarant’anni, vive e sopravvive di sole vendite in edicola e per abbonamento. Gli abbonamenti, ecco. Ce ne occorrono almeno cinquemila in più, cinquemila nuovi abbonati […] Abbonamenti all’edizione cartacea, precisiamo, poiché la pirateria informatica, con la riproduzione e diffusione gratuita dei nostri PDF, ci ha obbligato a interrompere già da tempo gli abbonamenti online. E dunque, per i tanti che in particolare su Facebook si sperticano di elogi nei nostri confronti, che puntualmente ogni mese si congratulano per ogni nuova locandina del Vernacoliere, che dichiarano di adorarci per l’umorismo, per la satira e per il libero pensiero, per tutti costoro e per quanti vorranno aiutarci fattivamente è arrivato il momento di farci vedere – ove possibile ovviamente – la loro riconoscenza pratica: un abbonamento. […] PS E perdonatemi – e qui parlo in prima persona – se stavolta ho dedicato l’editoriale ai fatti del Vernacoliere. I fatti nostri. Che sono però anche vostri, di voi splendida comunità di lettori. E tutto allora si tiene, nel comune interesse a una scelta di pensiero. E di vita”.

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