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Via Cambini unita: “Stop agli aperitivi”

La decisione presa in maniera unanime da tutti i titolari degli esercizi della strada è quella di dire "stop agli aperitivi" dal 10 fino al 17 marzo compreso

Lunedì 9 Marzo 2020 — 19:45

di Giacomo Niccolini

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Buon senso e presa di coscienza in un momento di emergenza sanitaria nazionale. "Impossibile controllare il flusso di persone nella strada. Giusto dire basta dal 10 al 17 marzo"

Via Cambini si unisce in una decisione di maturità e senso di responsabilità davanti alla dilagante emergenza sanitaria e di fronte anche agli appelli del primo cittadino Salvetti di limitare il più possibile i rapporti sociali. La decisione presa in maniera unanime da tutti i titolari degli esercizi della via è quella di dire “stop agli aperitivi” dal 10 al 17 marzo compreso. “Una decisione necessaria – spiega Massimo Stagno della Cantina Nardi da dietro al suo bancone – La situazione, specialmente nel weekend, diventa incontrollabile ed è inevitabile quindi evitare assembramenti e contatti ravvicinati. Così abbiamo deciso, tutti insieme, di dire basta. Noi per quanto ci riguarda faremo ristorazione durante l’ora di pranzo mantenendo le distanze di sicurezza tra i tavoli, il che ha significato dimezzare i coperti, e rispettando tutte le norme indicate dal Dpcm. Poi nel primo pomeriggio chiuderemo i battenti. Per gli aperitivi ci aggiorneremo di nuovo il 17 e valuteremo il da farsi. Al momento è sembrata la decisione più logica”.
Ad aderire all’iniziativa tutti i locali deputati all’aperitivo della strada: Sketch, Botanic, Pizzino e il nuovo arrivato della zona, Danko. “Noi siamo gli ultimi arrivati e come aperitivo non facciamo un granché lavorando molto più su colazioni e pranzi – spiegano i titolari del nuovo coffe shop – Ci siamo comunque adeguati e abbiamo sposato la decisione degli storici. Stiamo valutando di poter fare delivery in modo da favorire i nostri clienti”.
Anche Simone Quercioli, uno dei soci di Sketch, ha aderito volentieri all’iniziativa con il suo locale. “Ci sembrava doveroso in un momento simile – spiega a QuiLivorno.it – con la speranza che passi tutto il prima possibile, dovevamo dare un segnale a Livorno. E nel nostro piccolo lo abbiamo fatto”.
Dello stesso avviso anche Andrea Buonanni, titolare di Botanic, all’angolo con via Roma. “L’idea di stopparsi è venuta in seguito alle raccomandazioni del Governo e dell’amministrazione comunale di evitare luoghi affollati. Abbiamo visto che venerdì e sabato i livornesi hanno assiepato la via Cambini e non potevamo rischiare di far ripetere questo copione anche il prossimo weekend. Mi sono sentito in qualche maniera responsabile. E’ una presa di coscienza e buon senso, un dovere etico che ci ha imposto questa chiusura apartire dal tardo pomeriggio. Noi continueremo a fare colazioni e pranzi veloci chiaramente rispettando il decreto”.
Laconico ma secco e deciso Fabio Langella, titolare del Pizzino che ci ha aperto la porta del suo locale con tanto di cappello, occhiali e mascherina. “E’ giusto far così. Qui è in ballo la salute di tutti. Questo vuol essere un segnale che i locali livornesi non sono indifferenti al problema del Coronavirus. Siamo certi che i nostri clienti comprenderanno questa decisione e vedremo col tempo se continuare con le chiusure o poter riaprire normalmente”.

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