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Vigili del fuoco. Ghelardi in pensione dopo 36 anni di incendi e salvataggi

Il ricordo del direttore dei vigili del fuoco di Livorno: "Tra i tantissimi servizi non posso dimenticare quelli svolti per i terremoti che ci sono stati in questi anni e soprattutto una notte in particolare: quella del Moby Prince, impossibile dimenticarla"

Venerdì 30 Ottobre 2020 — 17:22

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Oltre che per le capacità professionali si è fatto apprezzare per la passione, l’entusiasmo e l’impegno profuso per divulgare l’attività del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco dove il suo contributo è stato determinante per la crescita del Comando

Trentasei anni. Una vita. Una vita passata a salvare il prossimo, spegnere incendi, mettere in sicurezza zone pericolose e case pericolanti, effettuare indagini per la procura della Repubblica e soprattutto 36 anni passati ad essere sempre pronto a tutto e reperibile. Perché il vigile del fuoco non è un semplice lavoro ma, spesso e volentieri, una vera e propria missione che si attacca dentro e non va più via. Così dopo 36 anni di onorato servizio il dipartimento dei vigili del fuoco del Soccorso pubblico e della Difesa Civile ha ufficialmente comunicato che il direttore coordinatore speciale Paolo Ghelardi “viene collocato a riposo per limiti di età, con decorrenza 1 novembre 2020” che, detto in parole povere, significa che il “buon” Ghelardi fra poche ore si godrà la meritata pensione.
Paolo Ghelardi si è fatto apprezzare per le competenze tecniche, umane e per la capacità professionale dimostrata sin dal primo giorno di servizio che risale alla data del 1 ottobre 1984, diventando in breve tempo uno dei principali punti di riferimento a livello provinciale e nazionale (clicca sul link in fondo all’articolo per consultare il suo curriculum).
“Lascio questo meraviglioso lavoro ma, come si usa dire, vigile del fuoco, o pompiere, si resta per sempre – ha commentato Ghelardi – Continuerò a collaborare con il Comando, come appartenente all’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, per tutte quelle iniziative che, emergenza pandemica permettendo, saremo in grado di realizzare per diffondere la cultura della sicurezza, specialmente tra le giovani generazioni“.
Tanti i volti conosciuti e tante le emozioni legate a questo “mestieraccio” che ti entra nelle vene. “Tra i tantissimi servizi – ricorda Ghelardi – non posso dimenticare quelli svolti per i terremoti che ci sono stati in questi anni e soprattutto una notte in particolare: quella del Moby Prince, impossibile dimenticarla. E pensare che ho iniziato a fare questo lavoro quasi per caso vincendo un concorso pubblico all’età di 29 anni. Ne avevo provati altri ma poi mi si presentò l’occasione di entrare a far parte del Corpo dei vigili del fuoco. Avevo fatto qualche anno di università e stavo anche facendo qualche sostituzione in qualità di docente all’Iti. Ma poi èarrivata questa opportunità e ho imparato ad amare questo lavoro di cui non conoscevo veramente niente. Mi ricordo che quando entrai a Capannelle al corso di addestramento rimasi sconvolto dalla vastità di operazioni e servizi ai quali sono chiamati a rispondere i vigili del fuoco: dallo spegnimento delle fiamme fino alla rilevazione della radioattività tramite speciali apparecchi. Ne rimasi affascinato. E da lì non ho più abbandonato il Corpo”.
Oltre che per le capacità professionali, il direttore Paolo Ghelardi si è fatto apprezzare per la passione, l’entusiasmo e l’impegno profuso per divulgare l’attività del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco dove il suo contributo è stato determinante per la crescita del Comando. La sua attività è stato un esempio per tutti. A Ghelardi l’augurio di godersi questo meritato periodo di riposo e i migliori auguri per un futuro radioso da tutta la redazione di QuiLivorno.it…e non solo.

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