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Lonzi e Rari, incontro in Provincia sul futuro di aziende e lavoratori

La Regione ha chiesto all'azienda il sostegno al reddito dei lavoratori che hanno anche delle mensilità arretrate da percepire. I vertici aziendali hanno riferito che la continuità aziendale non è in discussione

giovedì 11 gennaio 2018 15:03

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Si è svolto nella mattina di giovedì 11 gennaio un doppio incontro sul caso delle aziende Lonzi Metalli e Rari al centro di indagini della magistratura sui rifiuti tossici. Entrambi gli incontri, cui ha preso parte anche il Comune di Livorno, si sono svolti nella sede della Provincia di Livorno (nella foto di Simone Lanari).
Il primo è stato tenuto con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei lavoratori che avevano chiesto l’intervento della Regione Toscana a sostegno del reddito e degli ammortizzatori sociali per i dipendenti delle due aziende. Il secondo si è svolto invece con i vertici aziendali, accompagnati dagli amministratori e dai legali, alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori. Rispetto all’incontro con i sindacati e le rappresentanze di base, nel ribadire che al centro vi è la tutela dei lavoratori, la Regione aspetta con fiducia l’operato della Magistratura e si augura che sia fatta luce su quanto accaduto e siano rispettate la tutela ambientale, la sicurezza e la salute dei cittadini e degli stessi lavoratori.
In relazione all’incontro con l’azienda è stato chiesto di conoscere quali iniziative i vertici e gli amministratori aziendali stanno portando avanti per garantire il rapporto di lavoro e il sostegno al reddito di questi lavoratori che hanno anche delle mensilità arretrate da percepire. Di fronte a queste richieste, secondo quanto riferisce la delegazione regionale, i vertici aziendali hanno fatto presente che le ordinanze della magistratura non mettono in discussione la continuità aziendale. Hanno inoltre riferito che stanno mettendo in campo tutta una serie di misure finalizzate a garantire la ripresa delle attività nel pieno rispetto delle normative vigenti. Di conseguenza è stato concordato che la prossima settimana si svolgeranno ulteriori incontri tra azienda e sindacati per arrivare a un accordo per l’utilizzo di quelle tipologie di ammortizzatori sociali realmente utilizzabili nelle specifiche realtà aziendali che hanno situazioni contrattuali diverse. La Regione Toscana ha dato la disponibilità per favorire eventuali contatti con il Ministro del Lavoro.
Sotto al palazzo della Provincia, intorno alle 10,30 di giovedì 11 gennaio, una delegazione dei lavoratori preoccupati per il loro futuro. “Siamo qui per difendere il nostro posto di lavoro – hanno dichiarato i dipendenti di Lonzi e Rari – solo questo. Se qualcuno ha sbagliato, e lo dimostrerà la magistratura dovrà pagare. Qui si parla di 70 dipendenti circa, più quelli legati all’indotto, quindi quasi un centinaio di famiglie che sono a rischio. Per quanto riguarda i dipendenti Lonzi lo stipendio di dicembre e la tredicesima è saltata, quelli della Rari non hanno ricevuto neanche la mensilità di novembre. Chiediamo che possano essere avviate le procedure di ammortizzatori sociali e di poter continuare a svolgere in sicurezza il nostro lavoro. Le malattie? Alcuni di noi – spiegano i dipendenti Lonzi sotto al palazzo della Provincia – lavorano da più di 20 anni all’interno delle aziende in questione e non è mai accaduto niente”.
La domanda che molti si pongono è anche la seguente: “Possibile aver lavorato senza saper niente di quanto stesse accadendo?”. Anche a questa domanda i lavoratori non si tirano indietro. “Siamo stati tutti interrogati dai pm e dagli inquirenti al riguardo, molti di noi hanno passato ore ed ore davanti ai magistrati e hanno raccontato tutto a loro. Quello che avevamo da dire lo abbiamo detto a chi di dovere. Adesso si dovrà far chiarezza. Nel frattempo chiediamo solo di poter lavorare e di poter difendere il nostro posto di lavoro”.
A pochi metri dai dipendenti anche un gruppo di ambientalisti che ha portato in piazza striscioni inneggianti alla chiusura dei due stabilimenti manifestando per il diritto alla salute. Momenti di leggera tensione tra i due gruppi, tensione  poi fortunatamente sfumata senza alcun problema e in maniera pacifica.

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5 commenti

 
  1. # ilenia

    Ambientalisti residenti a 50 metri dalla rari e lonzi, direi cittatini che sopportano da anni le emissioni di Composti organici volatili, per cui l’ azienda ancora non si è messa in regola nonostante le prescrizioni chieste 3 anni fa dalla provincia, altre sostanze come ammoniaca, nonostante sforamenti in aria di altri elementi anche segnalati da rapporto Arpat 2011. “E Noi respiriamo a gratis”

  2. # Marco

    È vero gente che lavora li da più di 20 anni non ha contratto nessuna malattia. Mi considero un salutista, sono contrario allo sfruttamento del pianeta e odio l’inquinamento in tutte le sue forme, ma penso in merito ai fatti, che gli illeciti vadano perseguiti senza però strumentalizzare la questione danneggiando tutti quei lavoratori.

  3. # Alberto

    Come al solito nessuno sa mai niente, i dipendenti sono sempre poverini… difendiamo i posti di lavoro certamente, ma che le responsabilità vengano fuori, e non credo saranno solo dei vertici aziendali!

    1. # ORA BASTA

      volevo fare un commento molto lungo ma poi….. quindi Alberto mi limito ad appoggiare la tua tesi!

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