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Ecco come funzionerà il Polo Tecnologico

Al Cisternino di Città presentato il progetto “Diversis Gentibus Una” che porterà allo sviluppo di un Polo Tecnologico Livornese

Venerdì 26 Gennaio 2018 — 08:13

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di Giulia Vicari

Inaugurato il Cisternino di Città in piazza Guerrazzi (clicca qui – Hai una idea? Puoi realizzarla qui) dove giovedì 25 gennaio è stato presentato il progetto “Diversis Gentibus Una” che porterà allo sviluppo di un Polo Tecnologico Livornese (foto in pagina di Simone Lanari) attraverso il quale poi rilanciare la città in alcuni settori chiave come l’economia dell’ambiente e del mare, il settore manifatturiero e delle tecnologie, la logistica e l’industria creativa. Nel corso di questa prima giornata di lancio del Cisternino di Città si sono susseguiti vari interventi per dare un quadro generale di che cosa sia un polo tecnologico e del perché sia importante realizzarlo in un determinato modo.
Ad introdurre l’incontro l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Livorno, Francesca Martini. “Oggi è una giornata speciale perché prende il via un percorso innovativo che cercherà portare in città un nuovo polo tecnologico nella prospettiva di declinare sul territorio di Livorno un’opportunità in più. Dobbiamo pensare a una sorta di incubatore 4.0 che sia in sintonia con l’evoluzione velocissima del mondo dell’industria e dell’economia”. “Questo percorso ha anche lo scopo di rappresentare verso l’esterno le possibilità e l’accoglienza del territorio livornese – ha continuato l’assessore – dopo che abbiamo ottenuto dalla Regione un finanziamento di 5 milioni di euro attraverso il quale ci proponiamo di attirare sul territorio nuove opportunità e nuova imprenditoria”.
“È chiaro che ci vuole un salto di paradigma – spiega Marco Gasperetti, giornalista del Corriere della Sera e mediatore dell’evento – per questa città che per una serie di ragioni non ha avuto quella forza imprenditoriale della piccola e media impresa che ha caratterizzato comuni a noi vicini. Noi qui iniziamo un percorso d’ascolto per vedere come potrà nascere questo polo e cosa potrà dare alla città”.

Successivamente Stefano Gazziano, responsabile del coordinamento progetti e sviluppo tecnologico dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico) ha spiegato che cos’è un polo tecnologico e la distinzione tra spin-off e start-up. Un polo tecnologico è un’area in cui si concentrano aziende innovative, spin-off della ricerca e start-up, che compartecipa con università ed enti di ricerca e offre servizi in condizioni vantaggiose. Gli spin-off sono ricercatori universitari che per una loro idea innovativa decidono di tentare la via dello sviluppo commerciale e per i quali la legge italiana prevede agevolazioni di ordine fiscale.
Le start-up invece sono applicazioni innovative di tecnologie che sono già di dominio pubblico, le quali vengono sviluppate in maniera più approfondita e che poi diventano attività di mercato. “Per far funzionare un polo tecnologico serve un percorso – afferma infine Federico Barilli, segretario generale di Italia Start-up – il quale ha 3 punti chiave: in primo luogo la specializzazione, poi una forte connessione con il mondo delle imprese del territorio e non, e per concludere, talenti e competenze connesse. Se a questi tre fronti si connette una volontà politica forte che da la spinta in questa direzione, ci sono tutti gli ingredienti per uno sviluppo di successo”.
Dopo questa giornata-convegno di apertura si svolgeranno altri incontri il 2, il 9, il 16 e il 23 febbraio, durante i quali si svolgeranno vari laboratori e attività.

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3 commenti

 
  1. # ZenEros pentastellazzo

    Evoco, a questo punto, il nome bello di TENGOILCONTO. MA QUANTI PROGETTI SU QUESTA CITTA’… Ma quali realizzati? Ma non sale il sospetto che ci prendano in giro? Sarà che stare all’opposizione e distruggere è facile ma costruire – a Livorno- impossibile. Ho votato Nogarin ma che non si ricandidi per favore perché il mio umilissimo voto GIAMMAI: una volta si sbaglia ma poi…

  2. # Francesco

    Io penso che Livorno abbia molte capacità inespresse, è ora di farle emergere e spero che questo sia lo strumento giusto.

  3. # Marianna Lomi

    Livorno ce l’aveva il polo scientifico e tecnologico PST BIC LIVORNO…e aveva anche il personale (5 donne). Io sono una di quelle, prima siamo passate dalla cassa integrazione poi siamo state licenziate tutte nel 2014. Prima di cercare altrove dovreste ridare il lavoro a chi per anni ha dedicato la vita professionale a lavorare su start up e ricerca di finanziamenti. Ma ne dubito…