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Gallina Livornese, nasce il primo club

Il club ha sede al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di via Roma 234. In autunno è in programma un convegno sulla biodiversità della razza avicola autoctona, tra orgoglio e identità culturale

Giovedì 10 Agosto 2017 — 05:10

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E’ famosa in tutto il mondo sia per la sua bellezza (primo premio al trofeo europeo della mostra francese di Metz del 2015) che per la sua resistenza ma, soprattutto, per la capacità di depositare una notevole quantità di uova ogni anno, fino a 300, ben superiore a quella delle colleghe ovaiole. E’ la gallina livornese, diffusa in tutto il mondo con questo nome proprio perché partì per la prima volta dal porto di Livorno. Fu infatti il capitano Gates, nel 1830, a far arrivare nel porto di Mystic nel Cunnecticut i primi esemplari e da lì la razza ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo. Sebbene tanti sono i “Leghorn Club”, i club di razza avicola dedicati all’ovaiola livornese nati nei vari paesi (ad esempio in Gran Bretagna e in Olanda) e molto attivi con convegni e pubblicazioni dedicati, Livorno, patria indiscussa del ruspante, non ne aveva ancora uno tutto suo fino a che, alla fine dell’anno scorso, la Federazione Italiana Associazioni Avicole (FIAV) non ha rilasciato il riconoscimento federale per club di razza Livorno. Il club, che ha sede al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di via Roma 234, è stato presentato mercoledì 9 agosto a Palazzo comunale dall’assessore al turismo Francesco Belais, alla presenza di Corrado Minazza, presidente del club, Margherita Marzoni Fecia di Cossato, ricercatrice dell’Università di Pisa e vicepresidente del club, Giuseppe Chionetti segretario e Mario Lupi, promotore biodiversità razza Gallina Livorno.

L’incontro è stato l’occasione per presentare anche i risultati dello studio dell’Università di Pisa promosso lo scorso anno da FIAV (Federazione Italiana Associazioni Avicole), pro Loco Livorno e Comune di Livorno che ha indagato la gallina come biodiversità. L’equipe della ricercatrice che ha guidato lo studio, la dottoressa Margherita Marzoni Fecia di Cossato del dipartimento di Scienze Veterinarie, ha studiato l’allevamento avicolo nel podere le Querciole, a S. Piero a Grado, un vero e proprio centro di eccellenza per la conservzione genetica della gallina livornese con 50 esemplari, le cui uova, rigorosamente bianche e identificabili per il tuorlo dal giallo molto intenso, sono risultate particolarmente proteiche. La ricerca ha permesso di mettere a punto una scheda di rilevamento delle galline livornesi grazie alla quale è stato possibile quantificare ed elencare gli allevatori in purezza presenti su tutto il territorio italiano, individuati in tutto in 102. “La gallina livornese non è solo la più famosa e diffusa al mondo ma, con la sua forma elegante e il folto piumaggio nelle varie colorazioni, è anche tra gli esemplari più belli da vedere, – ha dichiarato l’assessore Belais – basti pensare che ha avuto una forte eco anche nell’ambito dei cartoni animati, dove il famoso Foghorn Leghorn compare nella serie Looney Tunes della Warner Bros, ed stata ripresa anche nell’alta moda dallo stilista Moschino. Con le sue uova bianche altamente proteiche, la gallina livornese è patrimonio della nostra biodiversità oltre che della nostra tradizione e, in quanto tale, da tutelare. Credo – ha concluso l’assessore – che essa rappresenti indiscutibilmente un elemento di orgoglio identitario per la nostra città e per questo voglio ringraziare l’impegno di quanti con tenacia e spirito di intraprendenza hanno dato il loro essenziale contributo per diffondere questa razza che porta in giro per il mondo il nome di Livorno”. Dopo il successo del primo convegno dedicato a “Orgoglio e identità culturale della gallina livornese” organizzato dalla pro Loco Livorno l’anno scorso, per novembre è in programma una seconda tre giorni di dibattito, relazioni ed esposizione (10, 11 e 12) a cura del Club Italiano Razza Livorno che vedrà la partecipazione delle società avicole del territorio, della FIAV, del blog Tutto sulle galline, del Comitato per la valorizzazione della gallina livornese e Fisar Livorno, oltre che della ricercatrice del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, con l’obiettivo di divulgare la biodiversità della razza avicola autoctona e delle sue uova.

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11 commenti

 
  1. # Gallina mugginese

    Grande segnale di crescita culturale e speriamo che venga propagata e valorizzata a livello mondiale, perché dell’ ova di gallina ne parlano scienziati mondiali e va inserita l’ova di gallina livornese…a vi posso tocca’!!!

    1. # Nicola

      Guarda, credo che di crescita culturale se parli così ce ne sia bisogno, effettivamente è stata studiata dagli scienziati da un paio di secoli e risultando la razza prima produttrice di uova al mondo è diffusa in tutte le batterie di polli a livello globale.

      1. # Gallina mugginese

        Sicuramente è come dice lei signorina Nicola ma da ignorante quale sono penso che Livorno abbia bisogno di altro e di spessore diverso per dimostrare la crescita e lo sviluppo della citta ma se questo può essere un punto di partenza ben venga ma mi sembra veramente poco in uno scenario mondiale e mi piacerebbe sapere il numero di interessati nel mondo visto che questa è la dimensione nella quale si presenta questa iniziativa.

    2. # Piccio

      ……la conferma di quanto l’eventuale crescita culturale di Livorno debba partire dal basso.

  2. # Piccio

    Animale bellissimo (amo le “collo argento”) e dall’ottimo rendimento, come qualunque livornese la Gallina non è profeta in patria: apprezzatissima all’estero mentre a Livorno si pensa sia solo quella della barzelletta che dice “de cocco”….
    E livornese è anche il carattere: a differenza di altre razze mansuete la livornese è rustica, scontrosa e indipendente.
    W la gallina Livornese!

  3. # Andrea

    Ma questo signore ha capito bene qual è il suo ruolo?

    1. # old pine

      Già, domanda che capita a uovo!!! Il quesito dovrebbero porselo più che altro, quelli che ce l’hanno messo! Dopo una foto che colpisce così a fondo l’immaginario collettivo, potrà pensare alla statua gigante di una gallina livornese nel giardino in piazza Dante per accogliere i viandanti esclamanti: toh, Siamo arrivati nella città dei polli!

  4. # Dubbioso

    Ma la gallina “livornese” in origine da dove proveniva ? Fu chiamata così perché veniva imbarcata a Livorno per essere esportata, ma da che arrivava? Non era una razza avicola locale

  5. # frangiac

    facciamo un bel monumento in onore alla gallina livornese

  6. # Andrea

    Siamo alla frutta….pardon alla coc !

  7. # Mario

    Piccoli passi della gallina livornese ..vedi Linea Verde rai 1 di ieri 31 marzo 2018… so bene che sono piccole..anzi piccolissime cose..microscopici segnali.. dateli anche voi che criticate sempre tutto e tutti… dateli su alta politica..alta economia.. in fisica o dove.volete…. a noi appassiona la biodiversità… posso?