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“Il primo gozzo in vetroresina a giugno. Saranno a prova di scoglio”

I nuovi gozzi a 10 remi saranno in acqua dall'estate 2019. Intervista a D'Addezio, direttore del cantiere navale Tripesce: "Materiale più resistente e costo di manutenzione più basso"

Mercoledì 28 Febbraio 2018 — 17:19

di Giulia Bellaveglia

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Come ben sappiamo il Palio Marinaro (clicca qui – workshop fotografico sul Palio) appassiona da sempre migliaia di livornesi. Passione che dal 2019 crescerà visto che i gozzi a 10 remi non saranno più in legno ma in vetroresina. Una novità, questa, che porta la firma di Maurizio Quercioli, presidente del Comitato Palio Marinaro. E se oggi il nuovo anno può sembrare distante, nel cantiere Navale Tripesce a Tombolo (nella foto uno dei reparti produzione) si sta già lavorando alacremente per realizzare le nuove imbarcazioni. Quilivorno.it ha intervistato Mirko D’Addezio, direttore generale del Cantiere dove dagli anni ’60, direttamente sull’acqua, ci si occupa della costruzione di barche da lavoro.

Mirko, in cosa consiste la novità di questi gozzi?
I vecchi gozzi in legno saranno sostituiti da imbarcazioni in vetroresina.

Puoi spiegarci meglio il tipo di materiale?
I materiali in vetroresina sono costituiti da una fibra di vetro che è il tessuto e dalla resina che è il collante.

I nuovi gozzi saranno identici agli attuali o ci saranno delle modifiche?
Diciamo che saranno molto simili, anche se in fase di progettazione sono già state pensate alcune migliorie relative alla ruota di prua e alla posizione dei remi. Modifiche che apporteranno un miglioramento della tecnica di navigazione.

La costruzione è già avviata?
In questo momento siamo in fase di progettazione.

Quanto tempo serve mediamente per la costruzione di ogni gozzo?
All’incirca venti, venticinque giorni.

Dalla progettazione alla realizzazione, quando potremo vedere il primo gozzo in vetroresina?
L’obiettivo è presentare la prima imbarcazione a fine giungo 2018 (in occasione del Villaggio del Palio 2018 che si svolgerà dal 26 giugno: date ancora da definire, ndr). Saranno in acqua ufficialmente dal 2019.

Saranno più veloci i gozzi in vetroresina?
Cambia il materiale ma le caratteristiche di peso e di navigazione rimarranno inalterate.

Perché è stato deciso di sostituire il legno?
I vecchi gozzi in legno sono molto meno resistenti rispetto a quelli in vetroresina che sopportano molto bene l’impatto con altri gozzi o con gli scogli, ragione per cui il costo di manutenzione è molto più basso. Inoltre, mentre il vetroresina è un materiale ad oggi molto conosciuto, per la riparazione dei gozzi in legno è necessario l’intervento di personale esperto come i maestri d’ascia, figure che stanno ormai andando a scomparire e sono pertanto sempre meno reperibili.

Avete preso spunto dalle imbarcazioni in legno per la costruzione?
Sì, in particolare è attualmente presente in cantiere il gozzo del Pontino che è ritenuto essere il miglior modello.

A quanto ammonta la spesa complessiva?
Circa 130.000 euro per tutti i gozzi Iva esclusa.

Soldi, come lo stesso Quercioli ha più volte ripetuto nelle recenti uscite pubbliche, che sono rimasti sul territorio.

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