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Alla Villa Cinquantina “Con gli occhi di Guerrazzi”

Lunedì 12 Settembre 2022 — 11:27

La rassegna “Musei di Cecina. Incontri, appuntamenti, approfondimenti” prosegue domenica 18 settembre alle 18 con il quarto incontro dedicato all’appassionante storia cecinese dal titolo: “Con gli occhi di Domenico Guerrazzi”

La rassegna “Musei di Cecina. Incontri, appuntamenti, approfondimenti” prosegue domenica 18 settembre alle 18 presso il Museo archeologico di Cecina a Villa Guerrazzi, sezione Museo della Vita e del lavoro, con il quarto incontro dedicato all’appassionante storia cecinese dal titolo: “Con gli occhi di Domenico Guerrazzi”. L’incontro sarà condotto dal dott. Alessandro Furiesi, direttore della Pinacoteca Civica di Volterra, che, a partire dal ritratto del celebre personaggio che tanto ha segnato la storia del nostro risorgimento, passerà a raccontare come si presentava il territorio di Cecina nell’Ottocento, ed il particolare la Vila stessa dove scelse di vivere Guerazzi. Parteciperà all’incontro, portando il proprio prezioso contributo, lo storico e studioso Ilio Nencini.

Villa Guerrazzi sorge in località La Cinquantina, un toponimo che appare fin dal 1717 quando faceva parte del territorio comunale di Riparbella, prima di essere aggregata a Cecina nel 1892. Le ragioni del nome ‘Cinquantina’ sono da ricercarsi, secondo la tradizione popolare, nel fatto che il grano in questi terreni fruttava ‘ben cinquanta volte il seme’. Più probabile in realtà che ad esservi seminato fosse una particolare varietà di granoturco, detto appunto ‘cinquantino’. L’inizio della costruzione di quello che sarebbe stato il nucleo originario della Villa, il Casone detto della Cinquantina, risale al 1768. Gli amministratori delle Regie Possessioni, ovvero dei beni privati della dinastia granducale regnante in Toscana, cui apparteneva allora tutto il territorio cecinese, miravano ad installarvi quattro famiglie di contadini, dando così un carattere di stabilità alla presenza umana in quella zona malarica, avviando nel contempo i primi interventi di bonifica. Il Casone, terminato nel 1772, era lungo 35 metri, largo 24 e alto quasi 10: consisteva in due ambienti molto grandi, adibiti a stalle per 60 buoi e, al secondo piano, gli ambienti per le famiglie coloniche, composti da un paio di camere e da una cucina con focolare annesso; successivamente nei pressi furono costruiti una cisterna e un locale per il riparo dei carri. Nella seconda metà degli anni Sessanta la Cinquantina era ormai una fattoria di oltre 200 ettari, con terreni ben coltivati a mezzadria e altri alberati. Vi dimoravano tredici famiglie in otto case sparse ed altre tre vivevano nel fabbricato originario, residenza anche del fattore. Tutto questo vasto complesso fu acquistato nel dicembre 1867 da Francesco Michele Guerrazzi, nipote di Francesco Domenico, il celebre scrittore livornese, alla rilevante cifra di 269mila lire (proprio grazie alle risorse dello zio). Poco tempo dopo l’acquisto lo scrittore vi si trasferì definitivamente e fu lui stesso ad occuparsi della sistemazione del secondo piano della villa. E’ qui alla Cinquantina che Guerrazzi scrisse il suo ultimo romanzo, ‘Il secolo che muore’, uscito dopo la sua morte, nel 1873. La Cinquantina passò di mano in mano agli eredi fino a quando, nel 1975, non la acquistò il Comune di Cecina.

La rassegna è organizzata dal Comune di Cecina e dalla Cooperativa Itinera, Fondazione Livorno e Fondazione Livorno Arte e Cultura, con la preziosa collaborazione del dottor Alessandro Furiesi.

L’ingresso agli eventi è gratuito.

Per informazioni: 0586 894563 – mail: [email protected]

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