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“Le città invisibili online”. Ecco il videogioco per imparare la storia di Livorno

Giovedì 26 Maggio 2022 — 12:10

Via Borra, il Duomo, le Fortezze, i Fossi, piazza Grande, il Porto e via San Giovanni in formato videogame con i mattoncini Lego. A fare la prima esperienza la scuola Bartolena. A breve una versione "da casa"

di Giulia Bellaveglia

Un videogioco ambientato nella Livorno antica come metodo di apprendimento alternativo. È questa l’idea promossa dalla Cooperativa Itinera, realizzata in collaborazione con l’Associazione Robocode e Meteora e finanziata da Fondazione Livorno, dal titolo “Livorno digital experience. Le città invisibili online”. Un vero e proprio “Lego digitale”, basato sul software Minecraft, nel quale cubi digitali danno forma ad alcune tra le zone e i monumenti più noti: via Borra, il Duomo, le Fortezze, i Fossi, piazza Grande, il porto e via San Giovanni. Obiettivo, far apprendere la storia locale attraverso una modalità divertente. Protagoniste, per il momento, due classi della scuola Bartolena. “Un’iniziativa che prende spunto da un’esperienza editoriale di qualche anno fa – spiega Michela Vianelli, responsabile settore didattica Itinera – Le città invisibili, sei libretti redatti dai ragazzi con lo scopo di raccontare Livorno dalle origini al dopoguerra. Da qui nasce questa proposta innovativa attraverso la quale si raggiunge lo stesso obiettivo adeguandosi agli interessi e ai nuovi linguaggi dei giovani. Gli alunni possono imparare giocando. A volte sul digitale nell’ambito dell’apprendimento c’è un po’ di reticenza, perché si pensa che tenda ad isolare. In questo caso abbiamo risolto il problema costruendo una modalità di gioco a coppie a turni alternati, in modo che gli studenti avessero l’opportunità di comunicare tra di loro”.
Alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa sono presenti anche Elia Antonini, docente di Robocode, Sarah Bovani, coordinatrice settore didattica Itinera, Cinzia Pagni, vicepresidente di Fondazione Livorno e Gloria Zanichelli, Ceo e fondatrice di Robocode. “Quello a cui abbiamo pensato lo scorso anno era un bando dedicato all’emergenza cultura post Covid – afferma Pagni – Uno strumento per essere a fianco a quelle attività che con la pandemia si sono trovate ad affrontare delle difficoltà maggiori”. Antonini illustra a grandi linee le questioni tecniche del videogioco.
“Per costruirlo ci siamo basati su Google Maps – dice – Poi abbiamo trasferito la mappatura su Cad e infine su Minecraft. Piano piano gli edifici hanno preso forma, così come i personaggi, come Duccio, un simpatico robot che accompagna i giocatori nell’avventura costruita su quiz, indovinelli e premi. Per il momento la piattaforma deve essere usata insieme ad un tutor, in futuro, cercheremo di renderla disponibile in una versione da casa, in modo che i ragazzi possano usarla in autonomia”. Le scuole fossero interessate a prendere parte al progetto possono rivolgersi alla Cooperativa Itinera.

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