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“La Buona scuola” sul palco del Teatro Vertigo

Lo spettacolo, dopo il domenica 30 ottobre, alle ore 17,30, al teatro Vertigo di Livorno, sarà replicato in diverse città toscane, a cominciare da Lucca, il prossimo 6 Novembre.

Mercoledì 26 Ottobre 2016 — 17:42

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Domenica 30 alle 17,30 va in scena a Vertigo il teatro di via del Pallone, un testo scritto e diretto da Maila Nosiglia, insegnante in pensione con ottimi trascorsi di attrice e regista che con la sua compagnia Libereparole mette in scena testi teatrali di impegno sociale e politico.

Come le è venuta l’idea di scrivere un testo teatrale e di intitolarlo “La Buona scuola”, con un chiaro riferimento alla riforma renziana?

Dopo aver insegnato, con entusiasmo, per 35 anni nella scuola pubblica italiana, ne sono uscita con l’imperativo di parlarne, di dire la verità, di far discutere, di mostrare a tutti, dagli addetti ai lavori ai genitori, ai ragazzi, in quali condizioni essa versi. Ho scritto questo testo perché ne sentivo l’urgenza e l’ho messo in scena con la mia compagnia teatrale, Libereparole, nata con lo scopo di affrontare tematiche sociali, nella convinzione che anche il teatro serva a promuovere la maturazione umana e civile del cittadino.

La scuola è ovviamente un tema centrale della società civile.

Dire che la scuola è importante è un’ovvietà, ma non è ovvio ribadire che la scuola oltre ad essere uno degli specchi della società attuale, è anche anticipazione di che cosa la società futura sarà. E, guardando la scuola italiana oggi, non c’è da stare allegri.

Quello che è certo è che è necessario conoscere, per poi tentare di migliorare, e che l’ipocrisia di certi slogan non fa che allontanare la risoluzione dei problemi.

Dunque il vostro è teatro di impegno, come direbbero i francesi engage?

Sì, teatro d’impegno, strumento di riflessione e di impegno civile in tempi distratti e superficiali, nei quali le parole servono spesso a manipolare le coscienze e le opinioni.

E l’impegno non può che partire dalla verità, per capire e poter migliorare.

Questo testo , il cui sottotitolo definisce “inevitabilmente tragicomico”, tenta di farlo.

Perché “inevitabilmente tragicomico”?

“Inevitabilmente tragicomico” perché pur essendo il tema serio e urgente, le situazioni sono spesso talmente paradossali che non si può non riderne, nostro malgrado. Coloro che l’hanno già visto non hanno potuto che allargare amaramente le braccia e dire:” eh già, purtroppo è così!”.  Posso dire che personalmente, nello scrivere questo testo, non ho inventato niente, mi sono limitata a fotografare una serie di situazioni che ho ripetutamente vissuto all’interno della scuola e, visto quello che ne viene fuori, ciò è decisamente avvilente”.

Lo spettacolo, dopo il domenica 30 ottobre, alle ore 17,30, al teatro Vertigo di Livorno, sarà replicato in diverse città toscane, a cominciare da Lucca, il prossimo 6 Novembre.

Per info e prenotazioni. Teatro Vertigo 0586.210120.

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