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“Mai in silenzio”, la musica per dire no alla violenza

L'idea del progetto è quella di far sì che attraverso il linguaggio musicale, sempre presente nella vita dei giovani, vengano contrastate idee e luoghi comuni che spesso sono fonte di comportamenti di violenza di genere

Lunedì 12 Febbraio 2018 — 08:01

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A fronte dei sempre più numerosi crimini contro le donne, l’emittente radiofonica Controradio con il sostegno della Regione Toscana e della Società Italiana degli Autori (SIAE), allo scopo di sensibilizzare al problema le giovani generazioni, ha lanciato un progetto musicale dal titolo “Mai in silenzio: la musica contro la violenza di genere” per il quale sono stati selezionati sei licei della Toscana tra i quali il Liceo Musicale Niccolini Palli di Livorno.

L’idea del progetto è quella di far sì che attraverso il linguaggio musicale, sempre presente nella vita dei giovani, vengano contrastate idee e luoghi comuni che spesso sono fonte di comportamenti di violenza di genere.

Così, undici studenti del Liceo Musicale di Livorno: Arianne Bringas, Eleonora Cintolesi, Anita Fulceri, Paola Barsacchi, Dario Diamantini, Marina Brilli, Francesco Gargano,  Tommaso Marzini Della Ragione, Martina Bonfitto, Ruben Sapio, Giulio Ryan sono stati selezionati dai propri docenti e hanno intrapreso, a partire dallo scorso ottobre, un percorso di ben due mesi che prevedeva la composizione di un brano musicale originale sul tema della violenza di genere sotto la guida di tutor d’eccezione, quali Lorenzo Cipriani e Tommaso Novi e coordinati dalla docente dello stesso Liceo  Prof.ssa Manuela Evangelista

Il brano originale così composto, dal titolo “Sono stanco” è stato quindi eseguito dagli stessi ragazzi e registrato per un Cd, disponibile gratuitamente sui canali Spotify, Itubes e Youtube e promosso attraverso i media, per primo la stessa emittente radiofonica Controradio, che manderà in onda la canzone per circa un anno. Ecco le impressioni di alcuni studenti del Liceo Niccolini Palli:

Paola Barsacchi: “Mai in Silenzio: un progetto che è riuscito a toccare ognuno di noi nel profondo, portandoci a riflettere e a soffermarci su temi dei quali, purtroppo, se ne parla sempre troppo poco.
Se il fine del progetto era sensibilizzare le persone, allora è stato sicuramente così. I primi ad essere stati sensibilizzati siamo noi, ed è per questo che siamo riusciti a comporre una canzone che contiene ogni nostra emozione, ogni nostro pensiero, una canzone per mezzo della quale qualcuno, là fuori, si è fermato un attimo, ha ascoltato e ha capito”.

Ruben Sapio: “Per noi non è stata semplicemente una partecipazione, ma un vissuto vero e proprio di una realtà che purtroppo esiste ed è reale. Per noi è stato più di una semplice composizione musicale, pensare a creare ed unire testo e musica su un argomento così delicato non è stato facile, però in noi è maturato qualcosa in più rispetto alla superficiale consapevolezza di questa realtà, chi più chi meno. Sicuramente nel nostro intimo, e parlo di chi ha messo del proprio nella realizzazione di questo progetto, abbiamo acquisito qualcosa di più, propenso alla comprensione di chi, per sfortuna, non è in grado o impossibilitato a “gridare” aiuto per mettere fine alle violenze che subisce. La nostra intenzione si è incentrata proprio su questo, spronare a reagire e a dire stop alle violenze ed affrontare i propri mostri, che talvolta, ahimè, sono persone che pensano di amare”.

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