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Modì. Belais: “Caro regista, ti abbiamo già finanziato”.
Risposta: “Cultura livornese abbandonata”

L'assessore passa al contrattacco nei confronti del regista livornese: "Richiesta pervenuta troppo tardi e poi, per questi progetti, ha già preso soldi". La replica: "Contributi stanziati dall'amministrazione precedente"

Venerdì 21 Ottobre 2016 — 09:37

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L’assessore alla Cultura Francesco Belais risponde alla polemica sollevata dal noto regista livornese Luca Dal Canto che, proprio dalle pagine web di questo giornale (clicca qui per leggere), lo scorso 12 ottobre attaccò l’amministrazione comunale per averlo, diciamo così, “lasciato solo” nei suoi progetti di promozione delle figura di Modigliani e Caproni in giro per l’Europa.
A distanza di qualche giorno è giunta forte e chiara la risposta dell’assessore.

Ecco la lettera di Belais inviata  a mezzo stampa – “Egregio Luca Dal Canto,  Mi rivolgo alla sua cortese attenzione con riferimento agli articoli apparsi sulla stampa cittadina in merito al progetto “I luoghi di Modigliani” che sarà ospitato a Strasburgo.  Leggo, con stupore e rammarico, alcune sue affermazioni circa le quali mi corre l’obbligo di una risposta. La sua richiesta è pervenuta al Comune di Livorno, peraltro per vie brevi, domenica 2 ottobre scorso, laddove il Regolamento relativo ai rapporti con le associazioni e con gli altri enti senza fini di lucro prevede che le richieste per contributi, sia straordinari che di compartecipazione, siano inoltrate  all’Ente almeno  sessanta giorni prima dell’iniziativa cui si riferiscono.
Da una verifica effettuata dagli uffici comunali, risulta che il progetto fu a suo tempo finanziato – per la somma di 3.000,00  euro- in occasione della ricorrenza dei 130 anni dalla nascita di Modigliani; in precedenza, come da Lei ricordato, l’Associazione culturale Bredenkeik aveva ricevuto un altro contributo – ancorché di importo non elevato, in considerazione delle disponibilità del bilancio dell’anno 2012 –  per la sua partecipazione al Festival teatrale dedicato a Giorgio Caproni. A tale proposito, risulta inoltre il supporto, sia nella fase organizzativa che in quella promozionale, che gli uffici dell’Amministrazione Comunale hanno dato alla realizzazione del cortometraggio “Il cappotto di lana”: a titolo esemplificativo, potrà consultare l’articolo su Comune Notizie, all’indirizzo http://www.comune.livorno.it/_cn_online/index.php?id=563&lang=it.

IL REGISTA LIVORNESE LUCA DAL CANTO

IL REGISTA LIVORNESE LUCA DAL CANTO

Evidenzio, inoltre, la costante collaborazione di Livorno Film Commission rispetto alle attività da lei proposte, come desumibile dalla cospicua documentazione amministrativa conservata agli atti, relativamente alle riprese per “Il cappotto di lana” (autorizzazione n. 60578 del 19/07/2012), “Nella notte” (autorizzazione n. 81100 del 29/8/2013), “Chi ama il proprio cuore, chiama il 118″ (autorizzazione n. 4512 del 30/6/2014), il video presso le ex Terme del Corallo, in collaborazione con il FAI (autorizzazione n. 5111 del 17/7/2014), “Che cosa sei per me” (autorizzazione n. 1975 del 27/3/2015), “La mia chitarra” (autorizzazione n. 3357 del 15/5/2015).
La segreteria dell’Assessorato conferma, infine, che lei ha più volte incontrato gli Amministratori del Comune di Livorno, a testimonianza del riconoscimento per il livello culturale della sua opera.
Certo di avere chiarito la posizione di questa Amministrazione rispetto al suo progetto, ed auspicando, altresì, che non manchino ulteriori occasioni di collaborazione, e di incontro – per il quale mi rendo fin da subito disponibile – mi è gradito porgerle distinti saluti.
L’Assessore
(Dott. Francesco Belais)

La risposta di Luca Dal Canto – Riceviamo e pubblichiamo la risposta del regista Luca Dal Canto: “Gentile Assessore Belais, la sua fredda e burocratica risposta – che cita atti, cifre e affermazioni che poco hanno a che fare con l’oggetto della problematica di cui stiamo discutendo – mi lascia da un lato sconcertato, dall’altro conferma il mio personale giudizio di un triste piano di abbandono della politica culturale livornese. E attenzione, con livornese non intendo realizzata e promossa esclusivamente da soggetti locali, anzi. Mi dispiace poi dirle che come Associazione Bredenkeik, abbiamo inviato molte più comunicazioni – a Lei e al suo Ufficio – di quella che freddamente cita datata 4 ottobre. Le mail in cui chiedevamo un appuntamento per coinvolgere istituzionalmente il Comune di Livorno nell’evento di Strasburgo (e non certo per una richiesta ufficiale di contributo di cui conosciamo perfettamente le modalità di presentazione) sono state tre e in ogni caso non abbiamo mai ricevuto una risposta. Credevamo potesse essere interessante per l’Assessorato alla Cultura presenziare in qualche modo al Cinéma Odyssée della città francese, ospiti di un appuntamento organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura per parlare di Livorno, di Amedeo Modigliani e di Giorgio Caproni, che sono livornesi; probabilmente, anzi sicuramente, ci siamo sbagliati. Avete altro a cui pensare, tuttavia bisognerebbe forse comprendere meglio quali sono i Vostri programmi, sempre che esistano. Per il resto, tutto quello che Lei afferma nella sua risposta (che giunge a oltre due settimane dal primo articolo apparso su un quotidiano locale) non avrebbe neanche bisogno di replica. Gli uffici comunali hanno esclusivamente fatto il loro dovere; credo inoltre con un ritorno d’immagine – sempre ovviamente nel nostro piccolo – non indifferente, visto che “Il cappotto di lana” ha vinto 17 premi e ottenuto 72 selezioni ufficiali in Festival di Cinema nazionali e internazionali (oltre 100 proiezioni) e “I luoghi di Modigliani” è stato esposto a Livorno, Pisa (Palazzo Blu), Roma, Parigi e Torino e sarà, appunto, a Strasburgo fra un mese. Mi preme poi ricordare che i contributi che Lei pubblica sono stati concessi dalla vecchia Amministrazione Comunale e che dal 2014 non ho misteriosamente più avuto contatti diretti ufficiali con il Comune di Livorno, nonostante i risultati ottenuti dai progetti portati avanti da Bredenkeik (vedi il cortometraggio “Due giorni d’estate” presentato fuori concorso al Festival di Cannes e venduto in 11 paesi stranieri) e altre associazioni o artisti che hanno collaborato con noi. Ad eccezione ovviamente di permessi per riprese che, ripeto, sono automatici e sono un servizio che l’Ufficio Cultura (che stimo e con cui non ho mai avuto problemi) offre a tutti gli interessati. Anche questa volta, purtroppo, abbiamo avuto quindi l’ennesima conferma del completo disinteresse, con mancate risposte e repliche sui giornali che esulano dal vero problema sollevato.
Signor Belais mi preme dirle che la Cultura non è apparire sui giornali mentre si puliscono i cartelli turistici stradali; per quello ci dovrebbero essere le aziende convenzionate che i cittadini pagano con le loro tasse. La Cultura, e quella livornese avrebbe decine di spunti e possibilità, è molto altro. Lei lo saprà sicuramente meglio di me. Grazie comunque per l’ interesse e buon lavoro”.

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10 commenti

 
  1. # Aldo

    Chi dei due dice la verità?

  2. # France

    Insomma, questo regista forse pensa che tutti i soldi destinabili alla cultura, spettino a lui. Io mi aspettavo che, come risposta, dimostrasse come ha utilizzato quei soldi. Caro “regista”, sono finiti i tempi dei compagni rossi che si lavano le mani a vicenda.

    1. # Checco

      Mi sembra che il regista, non virgoletto la parola perché se lo fa di mestiere non ne vedo il motivo, abbia detto come ha speso i soldi. Il problema è che in questa città per anni si sono finanziati pseudo progetti culturali senza alcuna Valenza artistica o di promozione culturale e ora invece rubinetti chiusi per tutti e disinteresse dilagante.Livorno potrebbe vivere di cultura, se solo qualcuno ai piani alti aprisse gli occhi.

    2. # cappuccino

      E’ tremendo quello dici. Non si tratta di quoziente intellettivo, no, quello sarebbe trascurabile. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come prenda sempre più campo nella nostra società di un bieco, apodittico, elucubrare nel segno della diffidenza programmata, nel vedere sempre e comunque il male anche là dove non abbiamo prove. Mi fai tristezza.

  3. # Davide

    France complimenti per l’ottusità della risposta. Molto simile a quella dell’Assessore…

  4. # cappuccino

    L’assessore sciorina date ed interventi afferenti alla passata amministrazione, mentre il regista, che più volte ha manifestato un amore per la sua città scevro da meschini utilitarismi, lamenta la neghittosità soprattutto attuale dimostrata dalle istituzioni nel coadiuvare e nell’incoraggiare un’ attività, quella cnematografica, appunto, che potrebbe ancora dare , come nel passato, lustro alla nostra contraddittoria ma singolare città. Insomma, se un giovane e meritevole artista chiede, occorre dare, certo nei limitti delle possibilità finanziarie. E comunque sempre quando al posto dell’affettazione ufficiale viene almeno richiesto un sincero riconoscimento dei propri sforzi. Non sono un esperto di cinema, ma la presentazionedi opere che esaltino nostre eccellenze (Caproni e Modigliani) in festival e circoli d’oltralpe, a me non sembra roba da poco.

  5. # Sub Com.te Marcos

    Caro assessore, a volte sarebbe bello che l’amministrazione si attivasse e facesse senza che fosse necessario chiedere e richiedere e richiedere…l’interesse e’ della città

  6. # Ugjetto

    A questo punto ci dica l’amministrazione se fra tutti i progetti finanziati con un qualsiasi contributo, ve ne sia magari ALMENO UNO, con maggiore valenza di quello che viene portato avanti adesso da Dal Canto, e che maggiormente metta in risalto Livorno ed i suoi cittadini di valore. A VOI LA PAROLA!

  7. # bibi

    che brutta risposta, nei toni, dottor assessore. i suoi comunicatori forse l’hanno mal consigliata…

  8. # Marco Sisi

    Probabilmente il problema sta in questo “non conoscere personalmente”: Allora, io conosco sia Francesco Belais che Luca Dal Canto. Penso di non essere offensivo nei confronti di nessuno se sottolineo che, a Livorno, non a Londra o New York, un assessore alla Cultura dovrebbe conoscere personalmente coloro che operano nel settore audiovisivo, specie se impegnati nel realizzare iniziative che garantiscono alla città un ritorno d’immagine che, di questi tempi, è preziosissimo. Fortunatamente per me ho un lavoro che mi dà da vivere, stando a 300 e passa km di distanza da Livorno, e posso occuparmi dei miei progetti dedicati nella maggior parte allo studio dei rapporti fra la mia città natale e il cinema in totale autonomia, di fatto autofinanziandomi e senza richiedere contributi a nessuno, anzi, spesso è il Comune che mi chiede di partecipare a suoi progetti. A me sembrerebbe proprio il caso che Luca e Francesco si incontrassero e confrontassero di persona, invece di scambiarsi messaggi scritti. La nostra città può trarre giovamento dal rilancio della propria immagine nei confronti dei turisti che devono poter trovare qualcosa di più di un territorio “di nessuno” da attraversare, scesi dalle navi, per andare a Pisa o Firenze. La nostra città è l’ultima nata in Toscana ma ha dato i natali ad artisti e scienziati che ne hanno fatte di tutti i colori. In altri luoghi hanno dedicato musei e vendono oggettistica ispirandosi a personaggi di livello ben inferiore dei nostri illustri concittadini. Che aspettiamo? Ritengo che questa “lite” sia un clamoroso errore. Parlatevi, chiaritevi. Grazie per l’ospitalità.

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