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Cepparello e Raspanti: elezioni Provincia, voteremo Bessi

"È urgente aprire un confronto vero a sinistra in vista delle prossime comunali, no a operazioni di facciata"

mercoledì 31 ottobre 2018 09:49

A poco più di sei mesi dal voto che, nel maggio prossimo, deciderà il nuovo Sindaco di Livorno, in qualità di consiglieri comunali domani saremo chiamati a eleggere il presidente della Provincia. Il nostro voto andrà a Maria Ida Bessi, Sindaca di Capraia. Nell’annunciarlo esprimiamo l’auspicio che il senso di responsabilità che ci ispira in questa scelta sia condiviso da molti colleghi livornesi. Una vittoria della destra in questo momento sarebbe infatti un pessimo segnale politico. Al contrario, riuscire a ricompattare i ranghi per dire “no” alla deriva reazionaria che sta investendo tutto il Paese potrebbe essere un segnale di distensione incoraggiante nel campo, tradizionalmente attraversato da molte tensioni, della sinistra. Dobbiamo tuttavia essere onesti e realisti, e riconoscere che il discorso, in vista delle comunali del 2019, è inevitabilmente più complicato. La sfida che abbiamo di fronte è delicata, forse la più difficile dal dopoguerra per la nostra città. Siamo consapevoli che, per affrontarla e vincerla, non sarà sufficiente fare fronte comune avendo come unico collante lo spauracchio della Lega o di una riconferma del M5S. Soltanto se sapremo elaborare un progetto inclusivo e innovativo capace di riaccendere nelle persone la ragionevole speranza di un futuro migliore potremo farcela, ed è a questo scopo che noi siamo disposti a dare il nostro contributo. Diversamente, se si permetterà agli interessi nazionali di strumentalizzare le vicende locali, se si ingaggerà una gara a chi fa la promessa più irrealizzabile, se si indugerà nella retorica della “riconquista” di Livorno, noi non ci staremo. Crediamo che serva discontinuità sia rispetto al presente sia rispetto al passato, e che la prima discontinuità sia non permettere a ciò che ci differenza di dividerci al punto da impedirci un confronto aperto e libero alla ricerca di un terreno comune. Tuttavia siamo consapevoli che un accordo elettorale che non faccia seriamente i conti con le ragioni che ci hanno portato a questa situazione è destinato a rivelarsi perdente. Senza che questo accada, le persone difficilmente saranno disposte a dare credito a una ennesima operazione cosmetica. Come intendiamo evitare che invecchiare comporti, per tante persone, dover rinunciare alla dignità faticosamente difesa per tutta la vita? Come intendiamo rendere Livorno una città vivibile e accogliente per i giovani? Come vogliamo ripensare il nostro sistema dei servizi alla persona in modo da garantire alle istituzioni un maggiore e miglior presidio civile e sociale della città? Come rilanciare economicamente il territorio garantendo opportunità occupazionali migliori di quelle attuali? Come rispondere al diffuso bisogno di sicurezza? Come conciliare il diritto alla mobilità personale con l’esigenza di ridurre l’impatto delle nostre vite sull’ambiente circostante? Come ripensare la città attraverso un piano operativo che dia carattere e prospettiva al debolissimo piano strutturale in approvazione? Su questi temi siamo e saremo impegnati in Consiglio fino all’ultima seduta; e sempre su questi temi, alla luce della nostra esperienza amministrativa, abbiamo avviato un lavoro di ascolto e approfondimento grazie al quale stiamo elaborando proposte responsabili e realistiche sulla base delle quali confrontarci in modo laico con le altre forze dell’area progressista, dal Pd alla sinistra radicale. Abbiamo coinvolto esperti, avviato il confronto con altri amministratori e aperto “Idee in movimento”, uno spazio di partecipazione sia fisico sia digitale per uomini e donne che, pur con esperienze e storie diverse, condividono il desiderio di fare qualcosa per la loro città in un momento molto delicato. A nessuno abbiamo chiesto di aderire a Futuro, al quale intenzionalmente non abbiamo dato neanche una veste formale. Di questo percorso di approfondimento e confronto fanno parte anche gli incontri con Giuliano Pisapia e Laura Boldrini. Pisapia ci racconterà come, da Sindaco di Milano, sia riuscito a tenere insieme attenzione ai più deboli e crescita economica e civile, e come, promuovendo solidarietà e partecipazione, sia riuscito ad accrescere nelle persone il senso del dovere, il rispetto delle regole e lo spirito di legalità. Laura Boldrini sarà protagonista di un incontro sulla necessità di sconfiggere la cultura della paura e dell’odio, aiutandoci a introdurre nel dibattito pubblico il tema della necessità di isolare, nel corso della prossima campagna elettorale, i comportamenti violenti, anche soltanto verbali.

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1 commento

 
  1. # Giuliano

    belle le prediche da parte di chi non è stato neppure capace di rimanere dentro il soggetto politico dove hanno iniziato a fare politica e col quale sono stati eletti. Al prossimo giro farebbero meglio a starsene da parte

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