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Confcommercio, presentato un documento di proposte. “La politica ci ascolti”

Riqualificazione dei centri urbani, sicurezza, lotta all'abusivismo, razionalizzazione della tassazione locale sono alcuni dei punti. Il presidente Carraresi: "Chiediamo alla politica di dare ascolto al nostro patrimonio di esperienze e conoscenze"

Sabato 24 Febbraio 2018 — 08:20

di Filippo Ciapini

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Riqualificazione dei centri urbani, sicurezza, lotta all’abusivismo e alla contraffazione, razionalizzazione della tassazione locale, tutela del commercio di vicinato e destagionalizzazione del turismo. Sono alcuni dei punti di un documento presentato da Confcommercio Livorno ai candidati livornesi e presentato alla stampa il 23 febbraio.
“I dati sul commercio al dettaglio sono drammatici – ha esordito il presidente provinciale Confcommercio Alessio Carraresi  la chiusura delle saracinesche è un grave danno per il mondo economico. La nostra Confederazione nazionale ha presentato ai partiti e alla stampa un documento di proposte per la prossima legislatura e noi, fermi restando i grandi temi cari alle nostre categorie (come la necessità di scongiurare i previsti aumenti delle aliquote Iva, una seria riforma dell’Irpef, un riordino della tassazione locale) vogliamo parlare con la politica portando le richieste dirette dei nostri imprenditori sul territorio, che è particolarmente svantaggiato economicamente, anche se ricco di risorse cariche di potenzialità”.
“Negli ultimi anni – ha continuato Carraresi – i maggiori centri urbani della nostra provincia, a partire proprio dalla città di Livorno, hanno visto ridotto drasticamente il proprio ruolo di naturale e autentico centro commerciale attrattivo, accessibile ed accogliente. La chiusura di molte attività storiche, le difficoltà delle start-up, la tassazione esosa, la concorrenza delle catene e dell’abusivismo, hanno innescato da anni un processo inesorabile di trasformazione e di desertificazione ha radicalmente compromesso l’identità delle città, dei paesi, delle periferie. Dobbiamo invertire questa tendenza, per il bene non solo dell’imprenditoria e dell’economia ma anche della società. Chiediamo soprattutto di non trattare questi temi solamente in campagna elettorale. Non è possibile andare avanti con la paura di vedere un’altra saracinesca abbassata. Noi ci siamo, speriamo vengano ascoltate le nostre richieste”.
Carraresi ha poi voluto sottolineare il ruolo delle associazioni nel rapporto tra politica e imprese: “Noi oggi, prima di tutto, chiediamo alla politica di dare ascolto, per la legislatura a venire, al nostro patrimonio di esperienze e conoscenze, ovvero una inversione di tendenza rispetto al trend della disintermediazione che negli ultimi anni ad ogni livello è cresciuto e tende a individuare soggetti non istituzionalmente riconosciuti quali interlocutori maggiormente qualificati rispetto ai corpi intermedi”.
Sulla sicurezza è intervenuto il direttore Federico Pieragnoli: “I nostri imprenditori sono stretti dalla crisi economica, minacciati da una concorrenza non sempre leale, vessati già da tasse e balzelli che rosicano i già piccoli introiti. Con la loro volontà di tenere aperte le saracinesche e con la loro capacità di mandare avanti un negozio in zone svantaggiate, mostrano una non comune destrezza imprenditoriale e un ammirabile coraggio. Ma per operare i piccoli imprenditori hanno bisogno di tranquillità, per riuscire a essere competitivi gli esercenti non possono concentrarsi sulla continua difesa la propria attività dagli assalti di criminali e balordi. Hanno bisogno di città sicure, di un clima di fiducia, di lavorare con serenità. I nostri imprenditori si sentono accerchiati. Non possiamo lasciare le aziende della periferia a difendersi dal sole”.
Infine Pieragnoli ha ribadito “l’impegno di Confcommercio di essere attenta e propositiva nei confronti della politica, pronta alla risoluzione costruttiva e veloce dei problemi, così come le imprese stesse richiedono. Siamo consapevoli dell’importanza del nostro ruolo di rappresentanza per le migliaia di imprese del territorio, che quotidianamente salgono le scale delle nostre sedi e ci chiedono conto delle scelte politiche, delle decisioni delle amministrazioni locali, regionali, nazionali, scelte che incidono immediatamente sulla nostra economia e sul nostro quotidiano”.

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