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Impianto di depurazione, ok alla delocalizzazione. Gazzetti (Pd): “E’ tempo di passare dalle parole ai fatti

Martedì 21 Marzo 2017 — 17:28

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Delocalizzare l’impianto di depurazione di Livorno. Spostarlo dal centro storico nella zona industriale ed aprire, concretamente, una fase nuova per il rilancio turistico della città. C’è il via libera della commissione Ambiente e Territorio guidata da Stefano Baccelli (Pd) alla mozione presentata dal gruppo Pd in Regione (primo firmatario  Francesco Gazzetti). Hanno votato a favore, oltre il Pd, Lega e Sì Toscana a Sinistra. “Della delocalizzazione – spiega Gazzetti- se ne parla, infatti, da molto, troppo tempo ed è giusto verificare se ci sono le condizioni per passare, anche in questo caso, dalle parole ai fatti. L’obbiettivo è duplice: migliorare il processo di depurazione delle acque reflue e, soprattutto, liberare un’area di circa due ettari e mezzo, tra centro storico ed area portuale, da poter riconvertire e riqualificare per lo sviluppo turistico e la valorizzazione dell’intera città. Ora l’importante è partire, iniziare un percorso concreto, dettagliato e preciso” L’atto nello specifico impegna la Giunta a “perseguire, insieme a tutti i soggetti interessati, la volontà di delocalizzare l’impianto lavorando, appunto, insieme all’Autorità idrica Toscana, l’Autorità Portuale, il Comune e Asa Spa. Tutti soggetti  con i quali è ipotizzabile la stipula di un protocollo d’intesa  a cui poi far seguire un accordo di programma con il dettaglio delle azioni da attuare per lo spostamento dell’impianto di Rivellino e la verifica delle coperture necessarie per sostenere questi progetti”.

“L’obiettivo – spiega Gazzetti – è chiaro ed è quello di favorire lo sviluppo turistico e culturale della città,  recuperando un’area di due ettari e mezzo fra la zona residenziale del quartiere Venezia che è il cuore del centro storico urbano, e l’area portuale, che così potrebbe essere riconvertita e riqualificata” . Nell’atto Gazzetti spiega che “la Regione Toscana dovrà coordinare l’azione degli enti e dei soggetti economici territorialmente interessati, aprendo appunto un percorso progettuale condiviso che impegni i diversi soggetti, ciascuno secondo le proprie competenze e ruoli. Per Livorno lo spostamento del depuratore rappresenterebbe una grande opportunità anche dal punto di vista urbanistico, oltre che turistico”. Si andrebbe infatti a costituire uno spazio aperto verso la Stazione marittima e le banchine con l’area degli ex macelli e quella del Forte San Pietro. Verrebbe così notevolmente valorizzato il collegamento fra la città e il porto creando in pratica una nuova porta di accesso a Livorno. La nuova localizzazione, si legge nella mozione, potrebbe essere individuata, anche tenendo conto del vigente Piano regolatore di Livorno, della progettazione di ASA Spa, nel cuore della zona industriale, in prossimità della Piattaforma Paduletta in via Enriques, alle spalle della raffineria ENI e del parco ferroviario in posizione baricentrica rispetto all’ambito portuale ed industriale, in prossimità dell’impianto di trattamento fanghi in zona Picchianti. “E’ da tempo – conclude Gazzetti– che si parla di una diversa ubicazione dell’impianto di depurazione, ma dalle parole bisogna passare ai fatti. C’è un progetto di ASA Spa che prevede una nuova linea di depurazione non più a Rivellino, ma a Paduletta e questo potrebbe essere considerato un primo lotto del nuovo impianto. Ma occorre una strategia coordinata e condivisa che attui in tempi brevi un cambiamento di cui ormai c’è impellente bisogno e che può rappresentare un contributo importante in uno scenario che veda più azioni puntare verso un unico e fondamentale obbiettivo, la rinascita della città. Perché sia chiaro, adesso non si può davvero più perdere tempo“.

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GRAZIE!


3 commenti

 
  1. # claudio

    E’ tempo di passare dalle parole ai fatti…COME AVETE FATTO FIN ORA, VERO?

  2. # rena

    Butto lì una data ,ce la facciamo per il 2040?

  3. # old pine

    Mi dà l’idea che ci sarà da aspettare un pochino, forse io non la vedo, nonostante il tono sia quello del ‘lo faccio domani’, visto che è esperto, che c’era ieri, le scartoffie sono quelle tenute in caldo, depone bene!
    E va bene che quella sopraintendenza alle disgrazie di là d’arno non si sa bene cosa autorizza di volta in volta, se di tutto e di più come se fosse in sicilia quando c’è la ‘società’ con i soldi di mezzo, salvo scassare i cabasisi a tutti, anche per le ca….. volate se è un progetto di un proprietario o di un’azienda purchè di Livorno, con le pretese più ignobili ma; il sito è vasto e dal momento che non possono fare finta da decenni come fino ad ora che; il pontino, la zona industriale con i fognoni, il canale di zio paperone (x ora non c’è ma ci vieeene si che ci viene), alcune aziende artigianali e industriali, ancora i fognoni portuali e decine di piccole bocche di butto presenti nel canale, nei fossi, il rivo interrato che butta olio (però solo ognittanto) davanti alla Lamarmora, gli scarichi sotto dogana, sul fronte del viale italia (scoglio regina-terrazza) dovranno essere captati e portati a destinazione-depuratore oltre al”intercettazione della storica linea di barriera sotterranea ex c.n. Orlando/ Terrazza ecc. Tutto questo, si muove fra Viale Italia che sarà appena rifatto (oioioioi mal di pancia) mure ex macelli, lorenesi, porto canale, 4 mori basta? c’è da aggiungere? io non sono mica bravo come tengo il conto! Sbullettate mezza città appena fatta! Andrete per lotti da ricollegare e se vi va bene vi ci vogliono almeno tre anni (non bastano) di duro lavoro e un pacchettino di eurini ma livorno non è berlino. Comunque auguri, veri, de’ còre! Mi rode che non ci sarò a vedere stè scene! Mà