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In mille per Renzi. “Non possiamo permetterci di perdere anche nel 2019”

"Basta guardare al passato: ora bisogna lavorare per vincere nel 2019 come si è fatto a Prato e Bologna. In tante città il Pd è stato sconfitto, poi però ha fatto bene l’opposizione ed è tornato a governare"

Domenica 6 Agosto 2017 — 08:28

di Letizia D'Alessio

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Era dal 2012 che Matteo Renzi non veniva alla Festa dell’Unità di Livorno: cinque anni nei quali è diventato per due volte segretario del Partito democratico e Presidente del Consiglio (clicca sul link in fondo all’articolo per guardare le foto all’interno della gallery).
Sabato 5 agosto, a distanza di otto mesi dalle sue dimissioni da premier e dalla sconfitta del referendum costituzionale, ha fatto tappa in città per presentare il suo libro “Avanti. Perché l’Italia non si ferma” (clicca qui per rivedere la DIRETTA dell’intervento dell’ex premier sulla pagina facebook del Pd Livorno).
Cinquanta minuti di intervento, intervallato da domande fatte dai presenti. Camicia bianca e pantaloni chiari, è arrivato alla Rotonda d’Ardenza prima di dirigersi verso Capalbio. “La gente presente oggi qui è la dimostrazione della volontà di discutere – è stato l’esordio del segretario dem – non di litigare al nostro interno”.
“Abbiamo affrontato un anno difficile ma il Pd ha una grande forza – ha proseguito – siamo un partito alternativo al populismo e ai populisti. Voglio dire alla sinistra che fuori dal Pd non c’è la rivoluzione socialista ma ci sono Grillo e Salvini”.
“Da altre parti non esiste un dibattito: per me invece – ha strigliato i suoi – se si sta dentro una comunità si rispettano le regole del gioco. No a partiti unipersonali, ma se si parla male del Pd stando dentro il Pd si fa solo il gioco di M5S e Lega. Non si può vivere nell’odio di una persona”. Molti i temi toccati da Renzi, soprattutto a carattere nazionale, con qualche incursione anche a livello locale: “Sono tre anni che qui a Livorno governano i Cinque Stelle. Basta guardare al passato: ora bisogna lavorare per vincere nel 2019 come si è fatto a Prato e Bologna. In tante città il Pd è stato sconfitto, poi però ha fatto bene l’opposizione ed è tornato a governare. – ha così avvertito il partito livornese in vista delle elezioni che sono in programma tra due anni – Non possiamo permetterci di perdere nuovamente le amministrative”.

Caso Consip:“È stata una questione che personalmente mi ha fatto molto, molto male. Il problema nasce quando un giornale da’ un’anticipazione e dice che ci sono degli indagati a me vicini come Luca Lotti e il comandante dei carabinieri. L’avviso di garanzia è arrivato anche a mio padre che prima che io diventassi premier non ne aveva ricevuto mai nessuno in vita sua”. “Se dovesse esserci l’archiviziazione chi risarcirà mio padre da tutta l’ondata di fango che gli è arrivata addosso?”, è stato lo sfogo di Renzi che poi ha aggiunto che attualmente che i magistrati pensano che siano state fabbricate false prove quando era Presidente del Consiglio. “Io vado fino in fondo su Consip, – ha ribadito -non cederò di un millimetro”.

Immigrazione: “Aiutarli davvero a casa loro è giusto – ha scandito riferendosi alla frase di qualche settimana fa che ha creato qualche polemica – ma non come dice Salvini che ci deve dire dove hanno messo i diamanti della Tanzania. Abbiamo triplicato i fondi per la cooperazione internazionale e anche l’Europa si deve interessare dell’Africa e non lasciarla alla Cina”. E poi parlando dei salvataggi di chi arriva sui barconi: “Se la gente muore non c’è sondaggio che tenga, va salvata, Dico però che non possiamo accogliere noi tutti quelli che arrivano, è sbagliato”.

La contestazione: Poco prima dell’arrivo di Matteo Renzi un gruppo di circa un centinaio di persone aderenti al sindacato Asia – Usb si è presentato alla Rotonda con uno striscione su casa e lavoro. Il gruppo tuttavia non è riuscito ad avvicinarsi al palco, fermato a uno degli ingressi dalla polizia.

 

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