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Il presidente Orfini apre la Festa de L’Unità

Il presidente del partito democratico il 4 agosto ha aperto la Festa de L’Unità dove ha parlato del governo Lega-Movimento 5 stelle e del futuro del Pd

domenica 05 agosto 2018 12:02

di Letizia D'Alessio

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Il presidente del Partito democratico Matteo Orfini il 4 agosto ha aperto la Festa de L’Unità alla Rotonda d’Ardenza, dove ha parlato del governo Lega-Movimento 5 stelle e del futuro del Pd (clicca qui per il programma).
“Quello che abbiamo oggi è senza dubbio – ha esordito davanti alla platea – un esecutivo di destra a trazione leghista, in cui Salvini si è mangiato i Cinque stelle, pur avendo meno voti. Il nostro obiettivo, ovviamente, è far andare a casa questo governo il prima possibile”. Guardando agli scorsi mesi Orfini ha anche ribadito la sua netta contrarietà a fare un accordo con Movimento 5 stelle: “Considero i Cinque Stelle di destra, un movimento perfettamente sovrapponibile alla Lega – ha chiarito – e non avrei voluto con loro neanche un confronto, del quale invece aveva parlato Renzi. Se ci fossimo alleati con loro avremmo sancito la fine della storia della sinistra”. Tuttavia se il Pd alle scorse politiche ha perso milioni di voti qualcosa non ha funzionato: “La gente ci ha percepito come i sostenitori dello status quo e così ha preferito votare altri – ha continuato – nonostante ciò difendo quanto abbiamo fatto”.
La ricetta per il futuro secondo il presidente del partito, in vista anche dei prossimi appuntamenti elettorali, non può prevedere solo un cambiamento di leadership, sarà utile anche ripensare il criterio di scelta della classe dirigente e ritrovare un collegamento con la società: “Non si possono risolvere i problemi pensando a un’alleanza solo di ceto politico, serve aprirsi. Dico no a una discussione solo tra di noi: ci deve essere la volontà di fare un progetto nuovo che abbia come perno il Pd”.
Orfini si è detto però contrario a un ritorno con Bersani e D’Alema: “Se ci rimettessimo insieme una parte dei nostri elettori non ci voterebbe più, lo stesso accadrebbe per Liberi e uguali”. Il presidente non vede tuttavia un’apertura nemmeno al movimento di Bruno Tabacci, ma rassicura sul fatto di non pensare a un accordo con Forza Italia, con la quale non vuole avere “niente a che fare”.

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