Cerca nel quotidiano:


Pd, presentato il nuovo esecutivo. I NOMI

Tra i compiti prioritari l'organizzazione della Festa dell'Unità che si terrà dal 21 luglio al 6 agosto alla Rotonda d'Ardenza

Lunedì 6 Febbraio 2017 — 16:28

Mediagallery

La direzione territoriale del PD si è riunita venerdì 3 febbraio in merito alle prospettive future e al programma di attività che caratterizzerà i prossimi mesi. Il coordinatore territoriale, Lorenzo Bacci, ringraziando i membri della segreteria uscente per il lavoro fin qui svolto, ha nominato un nuovo esecutivo, che avrà come compiti prioritari.
Il primo sarà quello di affrontare la situazione di gestione strutturale del Coordinamento Territoriale di Livorno, sulla quale già in queste ultime settimane si sono registrati importanti risultati, come nel caso della rinegoziazione dell’affitto della sede.
Tra i compiti ci sarà quello di organizzare l’edizione 2017 della Festa de l’Unità, che si terrà dal 21 luglio al 6 agosto prossimi alla Rotonda di Ardenza.
Da non trascurare il rilancio della proposta politica all’interno del perimetro di competenza del Coordinamento Territoriale, che riunisce i Comuni della Provincia di Livorno ricompresi tra Collesalvetti e Castagneto Carducci.
Su quest’ultimo punto, da sottolineare che si terranno momenti di verifica sullo stato di attuazione dei lavori delle Amministrazioni Comunali PD, che saranno arricchiti da un confronto con le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali della provincia, oltre che con importanti associazioni del terzo settore, al fine di arrivare entro fine 2017 ad avere una piattaforma programmatica dalla quale partire in chiave Amministrative 2019.
Inoltre, numerose le iniziative pubbliche previste nei prossimi mesi: dallo stato dell’arte sull’Accordo di Programma e sulla reindustrializzazione, ad iniziative tematiche su sanità, industria 4.0, benessere animale e ruolo della democrazia, per finire con la proposta di costituzione di un laboratorio permanente sulla portualità da realizzare in sinergia con il Coordinamento territoriale di Piombino.

Questi i componenti del nuovo esecutivo territoriale: Monica Barsacchi, Francesco Bartalesi, Federico Bellandi, Paola Bernardo, Federico Cartei, Federico Mirabelli e Sandra Scarpellini.
Da registrare anche tre nuovi invitati permanenti nella Direzione: Alberto Lenzi, Renato Stasi e Luca Volpi.

Riproduzione riservata ©

9 commenti

 
  1. # Vecchio COMUNISTA

    È avete il coraggio di chiamarla ancora festa dell’Unità? Ma cosa è rimasto nel PD dei vecchi valori della sinistra, senza contare che L’Unità non è più il giornale Fondato da Gramsci ma bensì il giornale di Rondolino ma ve ne rendete conto?

    1. # Stica

      Editorialista Vittorio Sgarbi e ho detto tutto

  2. # alex

    ma perché,il pd è mai stato un partito di sinistra???mi fate ridere.
    i valori della sinistra sono altri.

  3. # Libero

    Ma anche quest’anno, alla festa, ci sarà la ‘nzuppa?

    1. # Ceccobeppe

      Se c’è la ‘nzuppa e ir frittino di totani li voto!
      Giuro!

  4. # viva fidel

    chiamatele feste dell’amicizia, che vi è più consono

  5. # carla

    Quale consuntivo della segreteria uscente?
    Purtroppo l’Unità sta chiudendo.
    La frase del comunicato : ”gestione strutturale… ” non si capisce. è un po’ difficile per me.
    Chi sono gli invitati permanenti e perché lo sono?

  6. # Labro

    Cos’è rimasto ? Dé, facile … le bistecche e il fritto !

  7. # Marco975

    Condivido larga parte dei commenti. Si può affermare tutto, tranne che il Pd sia un partito di sinistra, anche solo moderata.
    Non lo è, e non lo è mai stato, per ragioni storiche, per la visione ideale e culturale di fondo, per gli interessi sociali che effettivamente tutela. Del resto, in tal senso sono eloquenti le decisioni politiche e le opzioni programmatiche più rilevanti degli ultimi anni: dal “jobs act” alla “buona scuola”, “dallo sblocca italia” ai decreti salva banche” ed al tentativo di controriforma costituzionale. Peraltro, a livello locale le cose non mi paiono così diverse (il risultato delle amministrative docet).
    A prescindere dalla propaganda “piddina”, assimilare il Pd ad un’identità politica e culturale di sinistra è errato e fuorviante. Inoltre, dal mio punto di vista, tutto ciò costituisce, purtroppo un ulteriore ostacolo – a ben vedere non così irrilevante- alla ricostituzione di un’idea e di un progetto politico che, da un lato, siano in grado di contrastare il “senso comune” dominante, caratterizzato da intolleranza, razzismo, “guerra tra poveri”; dall’altro, possano realmente rappresentare i lavoratori, le classi subalterne, gli strati popolari e tutti gli altri soggetti sociali cui dovrebbe riferirsi la sinistra.